Weekend al TFF39: The Staffroom. La scuola specchio della società

La selezione Torinofilmlab offre un interessante panorama in una manciata di opere fuori concorso provenienti da vari paesi. Cinematografie vicine e lontane, ma che arrivano a Torino con i favori della critica e qualche premio. Registi, sceneggiatori, professionisti del cinema in genere che non hanno paura di affrontare temi forti. Anche qui un cinema spesso e volentieri giovane e al femminile.

Questi i titoli presenti nella sezione: Taste, di Lê Bảo (“Vị”, Vietnam, 2021, 97′); Piccolo corpo, di Laura Samani (Italia/Francia, 2021, 89′); Natural Light di Dénes Nagy (Ungheria, 2021, 103′); infine, The Staffroom di Sonja Torokic (“Zbornica”, Croazia, 120′).

L’aula docenti

Quest’ultimo film ci è sembrato di particolare interesse, perché – secondo quanto troviamo nella sua scheda – si tratta di una opera prima sviluppata presso il “TorinoFilmLab Script&Pitch 2015 e il programma FrameWork 2016 e vincitore del TFL Production Award”.
Ma forse anche perché si tratta di quello che potremmo definire uno “school drama”.
Una pedagogista, Anamarjia (interpretata dall’ottima Marina Redzepovic) piena di voglia di ricominciare con un nuovo lavoro arriva in una scuola media come tante. Il primo impatto con la scuola è con un alunno difficile, Vlado, con il quale prova subito a mettersi in gioco. Ma i problemi veri vengono dagli adulti. Sono nella staffroom, dove Anamarjia deve avere subito un confronto con le colleghe per via di Sinisa (Stojan Matavulj), un uomo segnato da presunte ingiustizie, oramai disturbato, non più adeguato all’insegnamento. Solo lei sembra preoccuparsi della cosa; gli altri, soprattutto, la dirigente, Vedrana, non sono orientati prendere provvedimenti seri. La finta armonia e l’indifferenza lasciano il passo all’aperta ostilità. Le cose sembrano precipitare quando a prendere l’iniziativa è un gruppo di genitori.

Come l’istituzione scolastica può catalizzare il disagio

Nell’aula docenti Anamarjia avverte tutto il proprio disagio, l’ipocrisia e il conformismo dei colleghi. C’è un gioco di sguardi, discussioni sulle decisioni da prendere, frasi taglienti… Niente di più, ma la Tarokic rende queste situazione con riprese concitate, con frequenti cambi di inquadratura, come uno sguardo che gira intorno in cerca di una parola di verità. L’operato della pedagogista è oramai sotto la lente e si prova con sotterfugi a farla desistere.
Un film da vedere, soprattutto per tutti coloro che ancora oggi sembrano convinti che lavorare in una scuola sia una passeggiata. Nella scuola di oggi si concentra un crogiolo di problematiche tipicamente umane. Riguardano tutti, gli alunni, gli insegnanti, le famiglie. In mancanza di una autorità capace di riformare nel profondo questa istituzione, la pedagogista di buona volontà deve imparare un equilibrio, una capacità di adeguarsi e di delimitare un proprio spazio di azione. Questo sembra essere il messaggio del film.

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