Weekend al TFF39: The Beatles: Get Back– Sneak Peek

Una storia di cinema e di musica

Certo molti saranno stati al corrente del fatto che il canale Disney+ ha mandato in onda in questi giorni una bellissima serie in tre parti dedicata ai Beatles, intitolata Get Back e realizzata da Peter Jackson. In molti l’avranno vista e magari se la sono davvero goduta; ma in tanti, poco pazienti, poco amanti della serialità televisiva, troveranno addirittura avvincente questa versione “Sneak Peek” che Jackson ha voluto per occasioni speciali, come appunto il Torino Film Festival. Cento minuti di documenti visivi e sonori tratti dalla serie. Una operazione notevole: visionare la massa di girato detenuto dalla Apple Corps, per trarne questo documento che ci dà l’esatta dimensione in cui navigavano alla fine degli anni Sessanta questi re mida della musica. Qui naturalmente c’è stata tutta la dedizione registica del fan di vecchia data.
In questa versione è lo stesso Jackson a introdurci allo sfavillante – e declinante, ma tutt’altro che malinconico – mondo dei quattro di Liverpool. E a spiegarci cosa ha voluto farci vedere.

Federico Bernocchi, membro del comitato di selezione, introduce il pubblico torinese alla visione:

“Uno dei film della produzione di Peter Jackson a cui sono più affezionato è Forgotten Silver, in cui lui ricostruisce la storia di un pioniere del cinema neozalandese, poi è scomparso dalla storia ufficiale. Quel film ha dimostrato a tutti la capacità di Peter Jackson non solo di gestire la materia documentaristica ma anche di inventare dei mondi. Direi che la trilogia del Signore degli anelli è quella più bella che abbiamo visto negli ultimi anni, che a questo punto potrebbe essere sovrastata da questa trilogia. […] Noi quest’oggi vedremo un contenuto esclusivo. Cento minuti sono stati montati da Peter Jackson che si è trovato a gestire un quantitativo folle di materiale inedito… 65 ore di girato inedito, più di 180 ore di registrazioni audio che sono state messe insieme da questo creatore di mondi per raccontare una delle storie più belle che abbiamo nel nostro DNA. Una storia di cinema, di musica, di amicizia.”

John Lennon al Twickenham Studio, Londra 1969. Quando le sessions di Get Back si conclusero con Yoko inizierà un sodalizio creativo fatto anche di tanto impegno per la pace nel mondo. I due si sposeranno a Gibilterra il 20 Marzo di quello stesso fatidico anno.

I Beatles, un fenomeno che non finisce di stupire

Nel 1969 l’uomo è andato sulla luna, e i Beatles, all’inizio di quell’anno, hanno in testa un nuovo progetto – il loro ultimo progetto. Lasciano la loro tana di Abbey Road e si trasferiscono nel grande e freddo Twickenham Studio. Più che registrare a notte fonda, vogliono iniziare presto al mattino, circondati non dalla ristretta cerchia ammessa alle loro prove, ma da una intera squadra di addetti alle riprese. Vogliono fare un film. Un nuovo impegnativo progetto, con qualche pressione: già nel dicembre 1968, durante una riunione alla Apple, John Lennon aveva dichiarato che avrebbe presto lasciato il gruppo. Paul, George e Ringo avevano, a quanto pare, premuto su John perché partecipasse a quello che voleva essere un ritorno alle loro radici musicali. “Get back to where you once belong”.

Peter Jackson avrà spesso immaginato di fare qualcosa con i suoi idoli, da tempo. E quindi una volta sceso nel caveau della Apple, e visionato tutto quel ben di Dio, ha trovato insopportabile quel triste risultato cinematografico, sbiadito, crepuscolare, che prese il nome dell’ultimo album dei quattro, Let it be (1970). Bisognava tornare indietro.
Diretto dal regista Michael Lindasy-Hogg, il film fu girato in 16mm, e anche le registrazioni audio non erano il massimo. Con i programmi di A.I., oggi si può fare di meglio, si può migliorare la resa audiovisiva.

Soprattutto Get Back è la fotografia insuperabile di un fenomeno musicale, e di massa, un fatto di costume che non ha avuto pari né prima, né dopo. Ed è quasi commovente – oltre che divertente – vedere quattro star allora non ancora trentenni, creare e ridere insieme. Ridere finanche della stampa, che si richiama alla presenza ora dimessa, ora estatica, ma spesso ingombrante di Yoko Ono. George Martin, distinto e rassicurante è sempre lì a dispensare sorrisi e consigli.
L’operato del regista neozelandese è stato supervisionato da Paul, Ringo e dalla vedova di Harrison, che sono anche produttori, e ciò che ne scaturisce, stando a tutte le dichiarazioni, è stato di loro gradimento.

La lunga parte finale di questo “Sneak Peek” riguarda l’ultima esibizione dal vivo dei Beatles.
Il 30 gennaio del 1969, al termine delle lunghe giornate di prove e di riprese, i quattro – seppur inizialmente riluttanti – salgono sul tetto degli uffici della Apple Records, dove tutto è pronto. Sono le scene meno intime, ma sicuramente più emozionati, con riprese da ogni possibile angolazione e visuale. Sembrano rappresentare lo spartiacque tra due momenti della storia. E al contempo è come se il gruppo si stesse mettendo sopra a tutto, le mode, la politica, il gossip; dove solo la musica può dare la gioia a un popolo che si sveglia in un freddo mattino di Londra.

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