Vicenza Opera Festival, Falstaff @ Teatro Olimpico

 

Teatro Olimpico di Vicenza

Teatro Olimpico, Vicenza – Vicenza è una città sorprendente; una città che, come molte altre in Veneto, lasciano semplicemente interdetti per l’armonia sviluppata nell’organizzazione dell’arredo urbano, incorniciato da palazzi di un’eleganza rara e raffinatissima.
Ma Vicenza ha anche un gioiello unico al mondo: il Teatro Olimpico. Un tesoro, nascosto agli occhi del turista distratto, che si apre all’interno di un’insospettabile, seppur bellissima, corte-giardino.
Ultima opera di Andrea Palladio, finita dal figlio dopo la sua morte, è un piccolo ma sorprendente, affascinante, riuscitissimo matrimonio tra l’arte scultorea lignea (di Vincenzo Scamozzi) e quella marmorea.
Un anfiteatro coperto, un continuo gioco di prospettiva e punti di fuga che rapisce lo sguardo per le compiute proporzioni del risultato complessivo.
Qui si svolge una parte del ciclo di spettacoli classici Conversazioni 2018 che, da quest’anno, comprende anche la musica lirica, rivista per l’occasione in chiave semi-scenica dando vita alla prima edizione del Vicenza Opera Festival.
Il piccolo spazio del Teatro, già provvisto per sua natura d’una scenografia strutturale difficilmente oscurabile o alterabile a cuor leggero, nella quale i cantanti e l’orchestra devono dividersi gli angusti spazi, obbliga i due registi Iván Fischer e Marco Gandini a fare gli straordinari.

Ambrogio Maestri

Per questa occasione, ne esce un Falstaff di Verdi dalla messinscena giocosa e dall’incredibile armonia organica, dove le consuete distanze, fisiche e di ruolo, vengono annullate: un atipico e buontempone Verdi, assolutamente godibile, viene reso dal continuo scambio di sguardi tra tutti gli elementi coinvolti nell’esecuzione, ma anche dal coinvolgimento attoriale del Direttore stesso (Iván Fischer) e di molti elementi dell’orchestra.
La difficile meccanica dei movimenti in scena è gestita con sorprendente umorismo e disponibilità da un’orchestra che propone un eccezionale cromatismo musicale e riempie perfettamente lo spazio teatrale.
I costumi di Anna Biagiotti – veri e propri marchi di affermazione socio-psicologica – creano una netta distinzione tra la plebe capitanata dal borioso Falstaff in vestiti colorati, dall’aspetto molto vissuto, e l’elegante, vezzosa borghesia anni ’50 tinta pastello, per convergere nell’atto finale ambientato in un carnevalesco regno delle fiabe con tripudio di veli, pizzi, maschere e luci fatate.

Iván Fischer

 

Da non trascurare l’apporto di un validissimo cast formato da cantanti di pregio in cui spiccava per doti timbriche, attoriali e mimiche un grandissimo Ambrogio Maestri che ha saputo letteralmente trascinare quello spaccone di Falstaff verso il tripudio dei presenti.
Insomma, il Vicenza Opera Festival è sicuramente una bellissima occasione per ascoltare al meglio della straordinaria musica e ammirare un capolavoro rinascimentale.

 

Terzo atto fatato

Teatro Olimpico, Vicenza

Vicenza Opera Festival

Conversazioni 2018

Falstaff

Iván Fischer Opera Company
Budapest Festival Orchestra
Iván Fischer direttore
Personaggi e interpreti:
Sir John Falstaff: Ambrogio Maestri
Ford: Tassis Christoyannis
Mrs. Alice Ford: Eva Mei
Nannetta: Sylvia Schwartz
Mrs. Meg Page: Laura Polverelli
Mrs. Quickly: Yvonne Naef
Fenton: Xavier Anduaga
Dr. Cajus: Francesco Pittari
Bardolfo: Stuart Patterson
Pistola: Giovanni Battista Parodi
Coro: A’ la c’ARTe Choir & musici di Budapest Festival Orchestra
maestro del coro: György Philipp
regia: Iván Fischer e Marco Gandini
impianto scenico: Andrea Tocchio e Róbert Zentai
costumi: Anna Biagiotti
luci: Tamás Bányai

Durata: 180 min. (compresi i due intervalli)

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