Venezia a Napoli – Scales di Shahad Ameen

Una fiaba sulla condizione femminile nel mondo arabo protagonista della seconda giornata di Venezia a Napoli: il Cinema Esteso, giunto alla sua nona fortunata edizione. Si tratta del film Scales di Shahad Ameen, giovane regista proveniente dagli Emirati Arabi, la quale sceglie di mettere in scena un racconto archetipico e rituale su una comunità di un piccolo villaggio che sacrifica le proprie figlie femmine al mare. Le ragazze vengono restituite sotto forma di sirene, e vengono poi cacciate per sfamare la popolazione e combattere la siccità.

Un rito propiziatorio all’interno di un mondo dominato dagli uomini, e una giovane protagonista che proverà a spezzare queste leggi ancestrali. La novità di questo curioso film fantastico è quello di scegliere appunto un registro in antitesi al rigoroso realismo del cinema del Medio Oriente, affidandosi a una luminosa fotografia in bianco e nero che mette a fuoco i corpi scolpendoli nell’oscurità, mentre il mare diventa un magma indistinto. Dall’acqua affiorano questi esseri magici, le primogenite vittime di una tradizione che pare ineluttabile.

La metafora è evidente e non necessita di troppe spiegazioni, e la giovane regista mostra indubbiamente polso fermo nella messa in scena. Tuttavia le atmosfere risultano essere sin troppo sospese e rarefatte, indugiando sui silenzi e su una narrazione ellittica, per cui il risultato finale è un’opera sì ammaliante e suggestiva dal punto di vista visivo, ma poco coinvolgente. Presentato alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia 76, Scales appare un lavoro un po’ lezioso e non pienamente sviluppato, più che altro un buon biglietto da visita e un sincero incoraggiamento per una donna regista in una terra dove è assai arduo emergere professionalmente. Con l’augurio che questo primo passo incerto possa portare a una carriera luminosa.

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