Venezia a Napoli: il cinema cileno protagonista della quarta giornata

Mentre le cronache internazionali ci restituiscono l’immagine di un Paese nel caos, il Cile mostra la sua vitalità artistica nella quarta giornata di Venezia a Napoli 2019. La rassegna curata da Antonella Di Nocera ha selezionato tra le opere presentate a Venezia 76 una serie di film cileni che hanno lasciato il segno al Lido. Storie forti, opere stilisticamente mature, sguardi d’autore che non lasciano indifferenti, confermando il momento positivo che da diversi anni attraversa il cinema latino americano.

I film presentati

Il primo film presentato è El Principe di Sebastian Munoz, solido melodramma carcerario alla Hector Babenco, con un grande Alfredo Castro. Un’opera di esordio che riesce ad andare oltre agli stereotipi su omosessualità e violenze (che non mancano), indagando sulla natura del desiderio. Un cinema di corpi, di ricordi, di istinti, fortemente fisico, che non ha paura di arrivare fino in fondo nella messa in scena dell’attrazione omoerotica.

Scena di El Principe

Scandito da ritmi ieratici, Blanco en Blanco ha portato il premio come migliore regista Theo Court, anch’egli presente a Napoli come il collega Munoz per presentare il film, alla sezione Orizzonti. Un premio che ci sentiamo di dire meritato, per il potente lavoro di sottrazione narrativa e di forte elaborazione delle immagini, per un racconto che denuncia la violenza colonialista a cavallo tra Ottocento e Novecento in Patagonia, aprendosi nella seconda parte a una dimensione quasi da western metafisico. Indimenticabile il finale, metafora della manipolazione dei media fortemente attuale, che invita a riflettere sulla natura etica delle immagini e di ciò che rappresentano.

Theo Court, regista di Blanco en Blanco

In serata arriva il piatto forte, ovvero Ema di Pablo Larrain, che ha diviso la critica in Concorso a Venezia, ma a nostro avviso conferma il talento eclettico di uno dei migliori autori della sua generazione. Strepitosa la protagonista Mariana Di Girolamo, incontenibile energia erotica che si riversa sullo schermo: stupisce davvero che la giuria non le abbia decretato un sacrosanto premio come migliore attrice.

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