Tutti i segreti delle canzoni di Renato Zero

Inutile girarci attorno: in Italia di giornalisti musicali ce ne sono pochi, davvero pochi. Persone competenti, con una robusta preparazione e una seria conoscenza del mondo musicale, in grado di esprimere giudizi (e non mere opinioni). Questo dovrebbe fare un critico musicale ed è questo che fa Andrea Pedrinelli, uno dei migliori giornalisti delle sette note italiani.

Renato Zero, uno degli artisti più importanti della musica italiana.

Su Whipart abbiamo già parlato del suo bel libro dedicato ad Alessandro Bono e ora torniamo ad occuparci di questo bravo critico per un suo nuovo lavoro dedicato a Renato Zero, uno degli artisti più importanti della storia musicale italiana. Renato Zero. Il mercante di stelle. Le storie dietro le canzoni, uscito per Giunti Editore, è un volume che analizza tutto il repertorio del cantante e autore romano, descrivendo ogni brano e raccontandone i dietro le quinte e le curiosità.

Oltre quindi ai classici senza tempo come Triangolo (che scatenò addirittura un dibattito sociologico), Mi vendo (ripreso anche da Mina nel suo Mina N° 0) e Il cielo (scritta in un minuto e mezzo a 16 anni!), il libro di Pedrinelli permette di approfondire l’analisi su canzoni stupende come ad esempio Rose (“un tango moderno, luminoso e inquieto, con un testo che vola alto”). O anche Un’apertura d’ali, capolavoro del grande Giancarlo Bigazzi che arriva a Renato Zero dopo la scomparsa del paroliere e che, nell’interpretazione dell’artista romano, diventa una canzone “magnifica sul piano compositivo e spettacolare a livello poetico”.

Un’enciclopedia dello Zero-pensiero

Organizzato in ordine cronologico, quindi dalla prima uscita Non basta sai/In mezzo ai guai del 1967 ai tre coraggiosi volumi Zerosettanta del 2020, il volume di Andrea Pedrinelli è una piccola enciclopedia dello Zero-pensiero: grazie alla sue puntuali sottolineature, infatti, è possibile ripercorrere l’evoluzione poetica di questo grande artista, passando dalle sue canzoni più leggere ed ironiche (ma mai banali) ai brani più impegnati, nei quali il testo rivela la profondità e la poeticità unica di Zero.

Decisamente dettagliata risulta infine la prima parte del libro nel quale Pedrinelli racconta la vita di Zero, dalla nascita nel 1950 come Renato Fiacchini fino al successo (conquistato e sudato) degli anni ’70, con le sue idee originali e creative e quella voglia di emozionare che rappresenta la firma di Renato Zero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


TOP