Rafael Alberti

Ah, luna del mio oblio, la tua presenza
non mi ridesti il labbro della spada,
ma del mio amor, che la tua renna veglia

(“Tra il garofano e la spada”, 1930-40)

Una biografia minima

Rafael Alberti, di origine italiana, nasce in Andalusia nel 1902 a Puerto de Santa Maria, vicino Cadice. Fra i suoi parenti vi era uno zio che era stato garibaldino, Tommaso Alberti Sanguinetti. A 15 anni, nel 1917, si trasferisce a Madrid, dove inizia a dipingere e avrà i primi successi artistici. Nel1925 scrive il suo primo libro, Marinero in terra, che vinse un premio di letteratura.
Allievo ideale di Juan Ramón Jiménez, scopre il surrealismo francese e lo introduce nell’ignara cultura iberica già nel 1929, con i versi del suo Sugli angeli. Poeta lirico di grande intensità e universalità, popolare e colto insieme, è anche uno dei più aggressivi e graffianti poeti civili del nostro tempo.

Lotte politiche e impegno civile

Marxista convinto, visita l’Unione Sovietica e diversi paesi europei. Collabora a diverse riviste letterarie e politiche, e fonda lui stesso, con la moglie, la scrittriceMaria Teresa Leon il giornale “Octubre”, sempre in prima linea nelle lotte civili. Del 1930 sono i suoi primi componimenti di forte impegno sociale e politico contro la dittatura del generale Primo de Rivera.
Combatte nella guerra civile spagnola. Dal 1936 al ’39 è segretario dell‘Alleanza degli intellettuali antifascisti. Dopo la sconfitta ripara prima in Messico e quindi, per diversi anni, a Buenos Aires, dove svolge un intenso lavoro come drammaturgo, allestendo diverse pièces.

I viaggi

Viaggia frequentemente in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1963 si trasferisce a Roma, e pone una casa-studio anche ad Anticoli Corrado, a circa 60 km dalla capitale. Quella che nasce qui è una poesia della natura e della cultura, ma anche dell’inquietudine esistenziale sospesa tra la realtà e il sogno. Anticoli diventa lo spazio dell’immaginazione e della memoria, ed ispira ad Alberti un canto malinconico e intenso, le “Canzoni dell’Alta Valle dell’Aniene”, pubblicate nel 1972, un segno del suo affettuoso legame con quel luogo.

La poesia

Alberti scrive sulla terrazza che si affaccia a picco sulla Valle dell’Aniene, terrazza che diviene punto di ritrovo degli amici artisti, tra cui molti spagnoli e latino-americani che la guerra civile aveva separato. Finalmente, alla fine di Franco e del franchismo, torna in Spagna, e i suoi libri di poesie, da sempre all’indice, vengono pubblicati anche nella sua amata patria. È il 1977. Viene eletto parlamentare, nel 1983 vince il Premio Cervantes. Muore nel 1999 a 97 anni.

Libri di Rafael Alberti

Edizioni fuori commercio

1951, Lo spauracchio – Favole d’amore e le vecchie in 3 atti, Edizioni il Dramma vol. 33; 1961, Il trifoglio fiorito, Il saggiatore; 1961, Ritratti di contemporanei, Il saggiatore; 196,1 Miliziani a Ibiza, Ed. Parenti; 1966, Garcia Lorca – Picasso,Giano i tascabili doppi, CEI; 1967, Lo spauracchio. Il trifoglio fiorito. La losana andalusa, teatro, Mondadori;1967, Balada de la bicicleta con alas, Scheiwiller; 1969, Ugo Attardi, ed. Carte segrete; 1971, Gli otto nomi di Picasso – E non dico più di ciò che non dico, 1966-1971, Grafica internazionale; 1972, Canzoni dell’alta Valle dell’Aniene, Ellis, Bilingual edition;1972, Disprezzo e meraviglia, Editori Riuniti;1974, Picassi. Il raggio ininterrotto, Editori Riuniti; 1974, Il quartiere dei profetiSaggi e racconti 1929-1960, Ed. Di Donato; 1976, L’albero perduto, Editori Riuniti; 1977, Cile nel cuore, Newton Compton; 1977, Poesie. Tra il  garofano e la spada, a cura di Ignazio Delogu, Newton Compton; 1980, Fustigada luz, Ed. Seix Barral.

Da Marinaio in terra, 1924

Strizzatemi sul mare

Strizzatemi sul mare
al sole, come il mio corpo
fosse uno straccio di vela.

Spremete tutto il mio sangue.
Stendete la mia vita ad asciugare
sulle sartie del molo.

Poi, secco gettatemi in acqua
con una pietra al collo
perché non galleggi mai più.

Ho dato ai mari il mio sangue
barche, navigateci su.
E io, sotto, tranquillo.

All’ombra di una barca

All’ombra d’una barca,
fuori dal mare, dormendo.
Scalzo e col torso al vento.
Gli omeri contro la rena.
E contro la rena il sogno,
all’ombra d’una barca,
fuori dal mare, senza remi.

Come son solo

Come son solo…
Come son solo a volte, sono solo
e anche povero, triste e dimenticato!
Mi piacerebbe chiedere l’elemosina
sulle spiagge natie e fra i miei campi.
Date a colui che torna almeno un tozzo
di mite luce e un cielo tranquillo.
Per carità. Voi non mi conoscete….
Io non vi chiedo molto…. Un’elemosina.

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