#PresoinLibreria: un selfie per sostenere le librerie

La campagna #presoinlibreria unisce lettori, librai e blogger nella difesa della comune frontiera delle librerie fisiche: 6 immagini gratuite, un hashtag per la condivisione sui social e, si spera, tantissime foto di affezionati lettori con i loro acquisti.

Lo scorso 3 dicembre, l’ISTAT ha pubblicato i dati relativi alla produzione ed alla lettura di libri in Italia. Il panorama non è certo confortante: a fronte di una crescita nella pubblicazione di libri, il numero dei lettori resta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, in pratica circa 4 italiani su 10. E il Belpaese si aggiudica la maglia nera: solo Cipro, Romania, Grecia e Portogallo sono più in basso nella classifica europea.

Inoltre, quasi l’80% della produzione in termini di titoli e il 90% della tiratura sono concentrate nelle mani dei grandi editori e negli ultimi anni molte librerie storiche hanno chiuso i battenti. L’ultima in ordine di tempo potrebbe essere la Libreria del Viaggiatore di Roma, che non riesce a sostenere (secondo il post pubblicato su Facebook dai suoi proprietari) il costo dell’affitto dei locali.

E quindi, cosa fare? Rassegnarsi alla chiusura delle librerie indipendenti e ad acquistare i libri online? La soluzione proposta da Letizia Quaranta, blogger, mamma di un bambino bilingue e multiculturale fondatrice di Learn with Mummy e di Bilingue per Gioco è nella campagna #presoinlibreria che vuole coinvolgere lettori, librai, blogger e siti di appassionati di lettura in un grande gioco di condivisione.

Ad ognuno la sua parte: il lettore con le foto dei suoi acquisti – rigorosamente effettuati nella sua libreria preferita – accompagnati dall’hashtag della campagna. Il libraio può stampare e dare ad i suoi clienti dei volantini, creati per l’occasione dall’illustratore Ardoq e liberamente scaricabili dal sito Learn with mummy, chiedendo che condividano il loro acquisto. I blogger possono diffondere l’iniziativa con i loro post.

Insomma, a pochi giorni d Natale c’è ancora la possibilità di conciliare il rito annuale dello scambio di regali con la difesa dei “baluardi della democrazia e della pluralità“: le nostre librerie del cuore.

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