Lui, lei, l’altro. Lui, Manfredi (Giulio Brogi), affermato architetto sull’ottantina, costretto a letto da un incidente domestico. Lei, Francesca (Emmanuelle Devos), sua figlia, sposata con un attempato finanziere ed emigrata in Francia. L’altro, Massimo (Fabrizio Gifuni), talentuoso architetto, punta di diamante dello studio di Manfredi. Il deus ex machina, il figliol prodigo ed il delfino, accomunati da una cosa: essere bravissimi a progettare abitazioni ed incapaci a vivere in una “casa”.

Quando Francesca, tornata a Torino per il compleanno dell’anziano padre, è costretta a trattenersi, viene coinvolta suo malgrado nella ristrutturazione di una splendida villa per due giovani innamorati e lei stessa scopre, sepolto sotto strati di paure, un sempiterno amore per il suo lavoro e, sotto le coltri dell’abitudine, le braci di una nuova passione. Massimo dal canto suo, scettico sul lavoro, schivo nei sentimenti, resta coinvolto ben oltre le sue stesse aspettative, espone il fianco e se lo lascia trafiggere rassegnandosi alla tragicità di una storia incompiuta. Su tutti Manfredi che, forse con lungimiranza, forse perché egli stesso ha avuto la fortuna di vivere l’amore con un’anima affine, si accorge che l’unione tra Francesca e Massimo “era la cosa più naturale che potesse succedere, la quadratura del cerchio“, ed innesca un gioco pericoloso mettendo in contatto la figlia naturale ed il figlio putativo.

Il nuovo film di Paolo Franchi tocca delle corde profonde, che permeano la società attuale: non l’incapacità di amare, bensì la paura di farlo. Sia Francesca che Massimo sono emblema di questo status, di una generazione troppo adulta per potersi abbandonare all’ebbrezza delle passioni ma allo stesso tempo ancora troppo giovane per posare una pietra tombale sui sentimenti. Una generazione di mezzo che, intrappolata tra la voglia di lasciarsi andare e quella di cadere, rimane immobile, con gli occhi coperti, con il cuore chiuso in una scatola.

Con delicatezza e maestria ed una fotografia che rispecchia questa lotta interiore, fatta di interni cupi e soffocanti ed esterni verdeggianti e sontuosi, la pellicola ci fa interrogare sul divario enorme che c’è tra un’abitazione, fatta di stanze, arredi e suppellettili, ed una casa, fatta di calore, atmosfera e sentimenti. C’è chi ha il privilegio di aver trovato una casa, chi ha avuto il coraggio di costruirla, e chi pensa che un’abitazione sia il massimo che la vita possa concedere ed è talmente abituato all’idea che, quando riconosce in un’altra persona la propria casa, prende le valigie e scappa.

Cosa sarà meglio, restare in piedi, affacciati alla finestra di un raffinato loft ad osservare l’amore nelle case degli altri oppure cadere e ferirsi nell’abbandonarsi a quanto di più naturale può succedere, nel tentativo di quadrare quel cerchio? Ognuno ha la risposta dentro di sé ma, come nella migliore delle tradizioni, molto probabilmente non sarà quella giusta.

 

TITOLO ORIGINALE: Dove non ho mai abitato
Regia: Paolo Franchi
Cast: Fabrizio Gifuni, Emmanuelle Devos, Giulio Brogi, Hippolyte Girardot, Isabella Briganti, Giulia Michelini
Anno: 2017
Produzione: Italia
Durata: 97 min
Data uscita: giovedì 12 ottobre 2017
Genere: drammatico

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