La buona terra, di Pearl S. Buck

La buona terra di Pearl S. Buck (anno di prima pubblicazione 1931) è una lettura che non dimenticherete. La S. Buck è stata la prima donna americana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1938, lo stesso anno in cui fu assegnato per la fisica a Enrico Fermi. Un pezzo estrapolato tra le pagine (edizione di riferimento è la traduzione di Andrea Damiano per la collana “‘900 -Capolavori della Narrativa Contemporanea”, Mondadori-De Agostini), spiega tutta l’opera:

“Wan Lung rimase immobile a fumare, pensando al denaro che aveva posato sulla tavola. Quell’argento era il frutto della terra che egli arava e rivoltava, consumandovisi sopra. Era dalla terra che egli, per così dire, succhiava la sua vita; dalla terra, che bagnava a goccia a goccia con il suo sudore per ricavarne i prodotti e dai prodotti l’argento. Prima d’ora ogni volta che aveva dovuto privarsi del suo argento per darlo a qualcuno, era come se avesse dato brani di sé, della sua vita. Ma ora, per la prima volta, il dare non gli costava più pena. Non nelle mani avide di un mercante della città era andato il suo argento, bensì in quelle della sua donna, per essere tramutato in qualcosa di più prezioso del suo stesso io – in panni per coprire il corpicino di suo figlio. E questa strana sua donna, che lavorava in silenzio, che sembrava non mai vedere nulla, aveva visto lei per la prima il suo piccino così vestito e protetto!”

Copertina del romanzo di La buona terra di Pearl Buck
Copertina di una recente edizione di La buona terra, per gli Oscar Mondadori.

La storia di una coppia secondo i dettami del Tao

La buona terra è la storia di un giovane contadino Wan Lung che consumerà tutta la vita per conquistare il suo “campo”. Il padre gli indica la donna da sposare, O-lan, che fa la serva presso la ricca famiglia Hwang. È stato scritto che La buona terra fosse la storia di una saga familiare… Certo c’è un nonno, O-lan darà a suo marito tre maschi e due bambine, di cui una sorda, ma la storia è troppo centrata su Wan Lung e O-lan per essere definita una saga familiare.
Paolo Siano, che firma la prefazione alla suddetta edizione, asserisce che il romanzo è centrato “sul principio della filosofia taoista secondo cui [… ] raggiunto il mezzo del cielo, il sole declina; divenuta piena, la luna decresce […] così nella buona sorte è già implicata la decadenza, come alla disgrazia fa seguito la fortuna.” Wan Lung e sua moglie sono la “rappresentazione dello Yang e dello Yin, rispettivamente l’eterno mascolino, cioè la luce del sole, l’attività, l’occhio destro rivolto all’esterno,  e l’eterno femminino, ovvero la luce della luna, la passività, l’occhio sinistro rivolto all’interno e, nella loro continua tensione verso la terra, il concetto di moto del Tao, inteso come continuo ritorno”.  I due coniugi sono gli unici protagonisti e solo le loro esistenze vengono snocciolate per intero.

Ascesa sociale in un mondo contadino e rivolgimenti del destino

La carestia costringe la nuova famiglia a emigrare verso sud, nella grande città. In sostanza si mettono in salvo dalla spietata logica della natura, ma cadono nelle grinfie della miseria urbana. Quando fanno ritorno a casa, si rendono conto che i potenti Hwang sono in decadenza e Wan Lung capisce che è il momento giusto per comprare le loro terre a un prezzo ridotto. Comincia la sua ascesa mentre il villaggio continua comunque a patire la fame. Decide di condividere la propria fortuna, e il duro lavoro, con il vicino Cing, ma la cattiva sorte che gli rema contro è rappresentata dal fratello del padre, un uomo pigro, che ha sposato una donna pigra, che ha messo al mondo figli pigri – e che pare che siano sopravvissuti alla carestia praticando il cannibalismo, come altri nel villaggio.

Lo zio è in sostanza un capo brigante e Wan Lung per evitare di essere vittima dei briganti è costretto a ospitarlo a casa sua. Il duro lavoro e il compromesso diventano le chiavi del suo successo. Ha ormai comprato tutte le terre degli Hwang, i contadini del villaggio lavorano tutti per lui ed è in grado di mandare i suoi figli a scuola. È in questo momento della sua vita che si concede per la prima volta un privilegio. Frequenta la casa del thè dove conosce la prostituta Loto che ben presto diventa sua concubina. Sua moglie O-lan che gli è sempre stata a fianco senza mai lamentarsi, lavorando duro, per la prima volta viene messa da parte.

Immagine della premiazione Premio Nobel 1938 per la Letteratura a Pearl Buck
Il conferimento del Nobel a Pearl Buck, 1938.

È in questa parte del romanzo che la Buck dà il massimo di sé. Il lettore si innamorerà del personaggio O-lan per la dignità con cui affronta la sua improvvisa esclusione dalla vita del marito, il quale al momento non comprenderà, ma in seguito proverà dei grandi rimorsi per avere praticamente cacciato l’unica persona che nella buona e nella cattiva sorte, non aveva mai tradito le sue aspettative. La storia continua con Wan Lung che riesce addirittura a comprare la casa degli Hwang, lasciando lo zio e sua zia nella vecchia casa dove moriranno uccisi dall’oppio.

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