La buona novella, De André e la fede

Su Fabrizio De André sono stati scritti ormai migliaia e migliaia di pagine. La sua musica, la sua poesia e la sua vita sono state descritte in tutti i modi, sotto ogni aspetto e, bisogna dirlo, non sempre con risultati eccelsi. C’era dunque bisogno di un nuovo volume dedicato al cantautore genovese? La risposta è si, perché il libro in questione è diverso dagli altri. De André. La buona novella. La vera storia di un capolavoro (Edizioni Terra Santa) è infatti un volume particolare perché entra nello specifico e racconta uno degli album più importanti di De André, quello che mette in luce un aspetto dell’artista, cioè il suo rapporto con la fede, di cui spesso si è parlato, ma non così bene.

I due autori, Brunetto Salvarani, teologo, saggista, appassionato di musica e fumetti, e Odoardo Semellini, esperto di cantautori e “nuvole parlanti”, sono riusciti a scrivere un libro assolutamente originale nell’approccio e in grado di fornire risposte a molte domande che i fan di De André si sono fatti su La buona novella, quarto album della sua carriera. Uscito nel 1970, il disco è un concept album che trae ispirazione dei Vangeli apocrifi e, in particolare, dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo arabo dell’infanzia.

Il punto di partenza del volume è sicuramente la preziosa e in gran parte inedita testimonianza di don Carlo Maria Scaciga, presbitero della diocesi di Novara, che conobbe De Andrè nel 1969 dopo l’uscita del singolo Tutti morimmo a stento e che, in un certo senso, favorì la gestazione e la nascita de La buona novella. Un disco che, come sottolineano gli autori, bisogna inserire nel contesto storico e sociale nel quale uscì per capirne il significato e la portata. In particolare, dal punto di vista cristiano cattolico, si era in pieno periodo post Concilio Vaticano II, un evento che in qualche modo ha posto le basi per un grande rinnovamento del modo di vivere la fede cattolica.

Copertina del disco del 1970.

Un altro importante contributo presente nel volume è quello di Paolo Scappucci, all’epoca redattore di Radio Vaticana che, occorre ricordarlo, non ebbe problemi a trasmettere i brani del disco, mentre la Rai, si guardava bene dal farlo. Molto interessante, infine, la testimonianza di Tommaso Cerasuolo, cantante del gruppo Perturbazione, che nel 2010 eseguì dal vivo l’intero disco di De André.

De André. La buona novella. La vera storia di un capolavoro è quindi un libro estremamente ricco di curiosità e notizie non troppo note, aneddoti che vanno ad arricchire la già vasta gamma di volumi dedicati al poeta genovese, aggiungendo l’aspetto religioso.

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