Kafka e la bambola viaggiatrice

tutte le foto by Daniele Fona

L’omonimo libro del catalano Jordi Sierra i Fabra ha avuto il merito di portare alla ribalta una dolcissima vicenda sepolta dal tempo: nella Berlino degli anni ’20, Franz Kafka, personaggio tanto illuminato quanto in ombra e debilitato, durante una delle sue passeggiate al parco, si avvicina a Elsi, una bambina in lacrime per la perdita dell’adorata bambola Brigida. Per Kafka diventa l’ultima occasione di esprimere una struggente umanità attraverso la sua fervente fantasia di scrittore.
Inventandosi uno sviluppo fantasioso sulle sorti della bambola – la scelta di viaggiare per conquistare l’autonomia come individuo – Kafka riesce a creare un legame indissolubile con la bambina che è anche una sorta di auto-terapia; un viaggio immaginario che parla della vita, di scelte difficili da compiere e da accettare e della necessità di avere qualcuno che ascolti, sostenga, consigli.


Nella scrittura per la trasposizione teatrale, Valerio Malorni (protagonista) e Fabrizio Pallara (regista) lavorano con pulizia millimetrica sulla rappresentazione dei tempi coltivando una sospensione che fa affiorare in modo sorprendente emozioni e sentimenti.
Il bellissimo racconto ha la forza di una carezza a ridosso di un addio e viene reso benissimo dall’ambientazione essenziale, ma centrata, della scena principale: una panchina isolata, foglie ingiallite sparse sul palcoscenico, un esterno autunnale che rimanda ad un non luogo libero, dell’immaginazione, delle possibilità impossibili.
Dietro un velatino, poi, conosciamo il Kafka domestico nella sua versione più intima, fatta di incertezze, ansietà e isolamento creativo. Un interno, le pareti come confini di un’età troppo compressa, illuminato da luci fioche che contrappuntano le molte ombre di un’interiorità irrisolta, affascinante.
Il personaggio di Kafka, interpretato da Valerio Malorni con sicurezza anche nelle innumerevoli fragilità, è sviluppato in maniera toccante ed è esaltato dall’incontro con figure femminili – reali, immaginate, fantastiche – che gli regalano, ad ogni quadro, una sfumatura più particolareggiata e tridimensionale.
L’apertura al mondo – entusiasmo, danza, fantasticherie – inizia dall’incontro inaspettato e dal sentirsi tassello imprescindibile; la forza di superare le barriere, siano esse fisiche, mentali, emotive, attraverso il dialogo e la comprensione, porta lo scrittore ad avere la capacità di riprendersi in mano una vita che sta sfuggendo, ad accendere un’improvvisa ispirazione per riscrivere l’epilogo della sua esistenza: le sue lettere sono un nuovo baricentro sulla vita.


Desy Gialuz, oltre che raffinata narratrice esterna e delicata compagna di Kafka, è l’ottima interprete/animatrice della marionetta Elsi (bellissima, di Ilaria Comisso) che veste di una una naturalezza umanissima e che, nell’incontro con lo scrittore, diventa partner ben strutturata, espressiva, attraverso uno sguardo in sognante attesa e una credibilissima tensione corporale.
E quando le lettere prendono il volo attraverso le parole danzate di Kafka/Malorni, diventano imprescindibili, come estensione del mondo ipotizzato, le immagini animate retroproiettate delle – spettacolari, evocative, poetiche – pitture ad acqua di Massimo Racozzi.
Uno spettacolo sospeso tra dolore, amicizia e apertura alla gioia (straordinario il quadro di “danza” sul sogno di viaggio).
Un inno alla fantasia, come mezzo per recuperare una dimensione reale, che si chiude in un finale commovente. Con un suggerimento: l’assurdità dipende semplicemente dalla sincerità con cui la si racconta!

Kafka e la bambola viaggiatrice

tratto dal romanzo “Kafka y la muñeca viajera” di Jordi Sierra i Fabra
Adattamento e drammaturgia Valerio Malorni e Fabrizio Pallara
Regia Fabrizio Pallara
Con Desy Gialuz e Valerio Malorni
Immagini video Massimo Racozzi
Scene e costumi Fabrizio Pallara e Luigina Tusini
Luci Fabrizio Pallara e Simone Spangaro
Ideazione e costruzione bambola Ilaria Comisso
Organizzazione Sara Ferrari
Foto di scena Daniele Fona

Produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG con teatrodelleapparizioni
durata: 60 min.

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