Il Capitano dei Ghiacci: alla ricerca di Arnaldo Berni

Questa sera alle 21.50 su History (in esclusiva su Sky al canale 407) arriva Il Capitano dei Ghiacci, documentario sul disperso più cercato della storia, il capitano degli Alpini Arnaldo Berni, morto in battaglia nel 1918 e mai ritrovato.

I giornalisti non arrivano fino a noi e così le gesta dei nostri soldati che qui hanno veramente del prodigioso non vengono raccontate e si perdono” così scriveva il Capitano Berni, prima che un tunnel sul fronte più elevato della Prima Guerra Mondiale spezzasse i suoi 24 anni.

Il regista Matteo Raffaelli, già premio della critica per Mareyeurs al Migranti Film Festival, racconta la storia di quello che è diventato un simbolo Grande Guerra con il documentario Il Capitano dei Ghiacci, prodotto da Marco Nereo Rotelli ed Elena Lombardi di Art Project con Istituto Luce Cinecittà, produttore associato HF4, con il Patrocinio del Comune di Mantova e Associazione Mantova Film Commission e le musiche di Marco Del Bene.

Capitano dei ghiacci

La spedizione che è partita alla ricerca delle spoglie del capitano Berni per la prima volta ha visto un dispiegamento di forze che ha coinvolto anche il Corpo degli Alpini, con riprese che hanno toccato la quota di 3.700 metri di altezza, in un arco di tempo di circa 12 mesi.

Alle immagini contemporanee si affiancano filmati rari provenienti dall’archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà e quelli, inediti, del ritrovamento di corpi di soldati ormai mummificati, che raccontano un aspetto poco noto della guerra in alta quota, prerogativa italo-austriaca e unica nella storia militare di tutti i tempi, battezzata Guerra Bianca.

La storia del Capitano dei ghiacci

Arnaldo Berni, ufficiale della 307 Compagnia Battaglione Skiatori Monte Ortler, cade in battaglia il 3 settembre 1918, mente difende con i suoi uomini la posizione di Cima San Matteo, a 3.680 metri di altezza, che aveva strappato alle forze austro-ungariche il 18 agosto.

Capitano dei ghiacci
Bepi Magrin

Le ricerche del suo corpo iniziano subito dopo la battaglia, ma non portano ad alcun esito. Ma alcuni non hanno mai abbandonato la speranza di ritrovarlo e riportarlo a casa, come il tenente colonnello in pensione, guida alpina militare ed esperto di guerra Bepi Magrin, da quarant’anni impegnato a ricostruire le ultime ore di Berni e a trovare il luogo che ne potrebbe nascondere i resti. 

Ex ufficiale, alpinista e istruttore a sua volta di alpinismo, consulente del Ministero della Difesa per la bonifica delle aree montane dai residuati bellici, Magrin accompagna lo spettatore di History in due spedizioni sulla vetta del ghiacciaio dei Forni, il più grande d’Italia, alla scoperta dei luoghi impervi che videro la conquista e la perdita del San Matteo. Con l’intento di fare luce sulle molte domande ancora aperte ed a cento anni dall’inizio delle ricerche, l’esercito italiano e il Corpo degli alpini in missione ufficiale riusciranno a portare finalmente a casa il loro Capitano?

1 Comments

  1. Riccardo ha detto:

    Speriamo venga ritrovato e il Dio corpo abbia gli onori meritati con i suoi uomini. Certo che in quegli anni esistevano persone che avevano un altissimo senso del dovere. Persone che non chiedevano niente, solo davano.

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