Alla ricerca di Moebius tra le sale del Mann

Alla ricerca del tempo, in bilico tra passato e futuro, insieme a Moebius: “Cosa avresti fatto se non il fumettista? l’archeologo”. Apre a Napoli la più ampia mostra dedicata all’autore francese mai realizzata in Italia. 

Alla ricerca del tempo, quello che abbiamo perso in questi due anni, quello che vorremmo recuperare e guadagnare in qualche modo, quello che abbiamo adesso e che all’improvviso ci sembra così prezioso. Alla ricerca del tempo, quello di un anno fa quando doveva inaugurare questa bellissima mostra dedicata all’artista fumettista francese Jean Giraud in arte Moebius, che per ovvie ragioni è stata rimandata, e che sancisce forte il legame tra il MANN e il Comicon, che per la terza volta dopo Hugo Pratt con Corto Maltese e Tanino Liberatore con il suo Ranxerox, presentano al pubblico in collaborazione un gigante del fumetto.

Alla ricerca del tempo è il titolo della mostra dedicata a Moebius, un artista sempre attratto dal quello che pare essere più un concetto, un discorso astratto, qualcosa che non possiamo toccare o controllare, come abbiamo notato nell’ultimo periodo. Come sia possibile che qualcosa che non vediamo, non respiriamo , non riusciamo nemmeno a immaginare sia così importante e influente per noi? Che ci condizioni a tal punto da renderci schiavi di situazioni e compromessi? Nessuno può dirlo con certezza, ma Jean Giraud ne era affascinato, sapeva quanto fosse importante e ha provato in tutti i modi a farcelo capire, mischiando sul tavolo da disegno mondi, ere e tempi diversi. Ponendo l’attenzione, con i suoi personaggi sullo scorrere della nostra vita: Arzach (il guerriero silenzioso che ha debuttato sulla rivista Metal Hurlant alla metà degli anni Settanta) non ha età, si trasforma continuamente da un giovane principe a un vecchio saggio e viceversa, cercando di ristabilire un equilibrio, come quello che vorremmo noi adesso.

Alla ricerca del tempo Moebius MANN

Couverture de Arzak l’Arpenteur

Nelle tavole di Moebius c’è una continua cura del particolare: l’autore partiva da piccoli ritrovamenti, da frammenti di oggetti o pietre e minerali per costruirci intorno mondi fantastici, storie che univano archeologia e contemporaneo, futuro e passato e che diventano in questo un unico flusso narrativo. Un nuovo tempo che parla di noi, affrontando anche tematiche scomode, anni prima di una giovane Greta, come le condizioni climatiche del pianeta. Dobbiamo cambiare i nostri comportamenti, le nostre credenze o moriremo, noi e la nostra amata Terra. Così due meccanici che viaggiano nell’universo cercano anomalie da riparare, parlano con le antiche anime del pianeta, ricevono messaggi dal cuore vivo della Terra.

Ancora una volta passato e presente si uniscono per segnare un percorso, un possibile tracciato verso un futuro migliore.

Ecco perché le sale del Mann sono lo spazio migliore dove muoverci e scoprire l’arte di Moebius.  La sezione Preistoria del museo accoglie su tre piani le tavole del fumettista. Del nostro passato scopriamo tracce nei suoi disegni in un continuo rimando tra ciò che vediamo fuori e ciò che immaginiamo attraverso il tratto chiaro e pulito dell’artista. Sogniamo nuove avventure seguendo i reperti dei nostri antenati e viaggiamo in mondi inesistenti e possibili allo stesso tempo tra le armature greche nelle teche e i mantelli o i copricapi di Moebius.

Tra gli oggetti antichi ritroviamo ere tecnologiche scomparse, dove futuro e passato si confondono, e sulle ali di uno pterodattilo meccanico sorvoliamo dimensioni senza tempo abitate dai nostri progenitori e personaggi fantastici.

Alla ricerca del tempo, quello di un pomeriggio trascorso in compagnia del maestro francese che tanto amava l’Italia e Napoli con storie dedicate a Venezia, Milano e la nostra Partenope. Così tanto a suo agio nella città da capovolgere il luogo comune Vedi Napoli e poi muori, dichiarando: “Ogni volta bisogna spogliarsi, liberarsi di qualcosa, abbandonarsi, per riuscire a vedere veramente Napoli”.

Ogni volta che ci troveremo di fronte alle tavole di Moebius dovremo fare la stessa cosa, liberarci di quello che crediamo di sapere per guardare il passato con occhi diversi, con gli occhi di un visionario e di uomo curioso della vita. Guardarci intorno e ritrovare nei reperti archeologici del Mann indizi e segnali per andare avanti nel migliore dei mondi possibili, aspettando un meccanico che ci venga a salvare o un Maggiore che riscopra le sue origini.

Alla ricerca del tempo
10 luglio – 4 ottobre 2021
Museo Archeologico Nazionale di Napoli Sezione Preistoria e Protostoria

Tutti i giorni, tranne il martedì dalle ore 9 alle 19.30
Per tariffe e riduzioni, consultare il sito del MANN
Il biglietto d’ingresso di qualunque tipologia è valido per la visita del Museo e delle mostre in corso. Non include la collezione Magna Grecia

Mostra promossa dal Museo Archeologico di Napoli
curata da Mœbius Production in collaborazione con COMICON
con il patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli e Institut Français de Naples

L’esposizione è organizzata da COMICON sotto la direzione artistica di Mœbius Production, è inserita nell’ambito del progetto OBVIA (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) dell’Università di Napoli Federico II per il MANN

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