Alessandro Bono, il rocker gentile

Ci sono persone che sembrano destinate a diventare artisti. Hanno un fuoco dentro che brucia, un bisogno quasi vitale di esprimere le proprie emozioni e trasmetterle agli altri. Poco importa che ciò avvenga attraverso la pittura, la musica, la letteratura o altre forme: l’importante, per loro, è riuscire a tradurre ciò che provano nell’animo in una forma d’arte. E noi, che quella capacità non l’abbiamo, non possiamo che dire loro grazie. Ed è un grazie sincero che il sottoscritto vorrebbe far giungere a un grande artista che purtroppo ci ha lasciati troppo presto: Alessandro Bono.

Una bella immagine di Alessandro Bono.

Nato a Milano il 21 luglio 1964, Alessandro Pizzamiglio (questo il suo vero nome) è stato un autore e un cantante che, nonostante una carriera purtroppo troppo breve, è riuscito a regalare intense emozioni a coloro che hanno potuto seguire la sua evoluzione artistica. A lui e alla sua storia è dedicato lo splendido volume di Andrea Pedrinelli, Alessandro Bono. Il rocker gentile. L’autore è uno dei giornalisti musicali più raffinati che l’Italia possa annoverare e le sue numerose opere testimoniano un’incontestabile competenza nel settore e, soprattutto, un sincero amore per la musica e per i suoi autori/interpreti migliori.

Il volume, come i precedenti lavori di Pedrinelli, è frutto di un attento lavoro di ricerca e di scavo negli archivi: il risultato è un’opera completa e dettagliata che permette al lettore di ripercorrere la vita e la carriera di Alessandro Bono sin dalla sua nascita. Pagine di diario, ritagli di giornali e un’ampia selezione fotografica (molti scatti anche del Bono privato) accompagnano le parole dell’autore e delle numerose persone che hanno voluto ricordare questo artista morto nel 1994 e che, sicuramente, avrebbe potuto donare ancora molto alla musica italiana di qualità.

Ricordi inediti per non dimenticare un giovane artista

Voluto dalla madre di Alessandro, Luisa Bono, Alessandro Bono. Il rocker gentile è stato scritto, come dice lo stesso Pedrinelli, “per lasciare, in un Paese che dimentica, una testimonianza “pesante” sia dell’artista sia della persona”. Ed è proprio qui, in questo intreccio tra vita privata e pubblica, l’elemento chiave del volume, il saper ripercorrere, cioè, l’esistenza breve, ma intensa, di un ragazzo cresciuto a pane e musica (il padre Riccardo gestisce infatti lo storico studio di registrazione brianzolo Il Mulino, dove incide anche Lucio Battisti). E nel libro si racconta tutto, dai successi ai momenti difficili, dalle prime recensioni positive sulla stampa specializzata al tunnel della droga, dal quale Bono seppe uscire grazie anche all’aiuto e alla vicinanza della famiglia.

Molto interessanti sono le sezioni del volume dedicate ai testi inediti, che non vengono solamente riportati (bella la scelta di pubblicare i manoscritti originali, con le correzioni e gli appunti di Bono); ma anche spiegati e contestualizzati da Pedrinelli. La vena grafica di Bono, con i disegni e i dipinti, come scrive Pedrinelli, testimonia “una mentalità artistica a tutto tondo, nonché una certa bravura e un’inventiva confermata ulteriormente”. Una sensibilità artistica, quindi, che Bono aveva innata e che esprimeva nei suoi brani (assolutamente da ascoltare e riascoltare Gesù Cristo, ma non solo) e in quelli che scriveva per altri (Loretta Goggi e Ornella Vanoni).

Il volume, i cui ricavati sono integralmente destinati all’Anlaids Onlus, per aiutare i bambini malati di Aids, è in vendita unicamente on-line o agli eventi dedicati ad Alessandro Bono. Due motivi, quindi, per procurarsi il volume: scoprire (o riscoprire) un grande protagonista della musica italiana e fare realmente del bene.

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