Forugh Farrokhzad: la strage dei fiori

Antonio Colecchia - 05.11.2008 testo grande testo normale

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"Una finestra per vedere
una finestra per sentire
una finestra che come bocca di un pozzo
giunga in fondo al cuore della terra."

L'alternativa casa editrice napoletana OXP orientexpress ha pubblicato recentemente, nella sua collana Le Ellissi, una raccolta di diverse poesie della pi¨ amata poetessa persiana: Forugh Farrokhzad , che a oltre 40 anni dalla sua morte rimane il punto di riferimento per la poesia persiana femminile.
Un'icona suo malgrado di una coraggiosa voce di dissenso e di ribellione della donna; ma a leggere bene questi versi scopriremo che la Farrokhazad Ŕ un poeta...un poeta e basta, legata, alla tradizione e allo splendore della poesia persiana antica.

Una finestra per vedere
una finestra per sentire
una finestra che come bocca di un pozzo
giunga in fondo al cuore della terra.

Rarissime sono le traduzioni in italiano di questa eccezionale poetessa e la maggior parte sono state tradotte e non sempre esemplarmente da testi in inglese.
In genere giÓ una traduzione fa perdere atmosfera, fascino e musicalitÓ alla poesia, figuriamoci una seconda!
L' autore delle precise traduzioni di questa raccolta dal titolo La strage dei Fiori Ŕ Domenico Ingenito, un giovane e valente studioso della cultura e civiltÓ orientale nato a Castellammare di Stabia nel 1982, con un dottorato di ricerca presso l'UniversitÓ "Orientale" di Napoli.
La sua passione per il popolo e la civiltÓ persiana e la padronanza della lingua pi¨ un'innata predispozione e amore per la poesia gli hanno permesso di trasmetterci in modo egregio il mondo poetico della Farrokhzad.
Come afferma lo stesso traduttore :

"la magia dei versi per contrastare questi venti di guerra neocolonialista, che ultimamente tentano di fare a pezzi una cultura ancora animata dal senso del sacro, e per questo in grado di resistere al gelo di questi inverni di terrore occidentale."

I suoi versi possono essere un viatico cifrato per mettere da parte i pregiudizi negativi con i quali da quasi trent'anni accogliamo l'Iran senza sapere nulla della bellezza vera e complessa che emerge da questo Altipiano.

Nelle note della casa editrice si legge:

"La sua poesia raccoglie il rosso vivo della sua terra, uno ad uno i papaveri bruciati nel bacio di chi desidera, nelle mani sotterrate dalla neve, senza sosta. Femmina che mostra lo sguardo sul corpo maschile, che tocca i confini della sua cultura senza negarli, senza rivendicare altra cosa che il vino sul petto dell'amato. Ed Ŕ donna e maschio, quando nel canto semplice espone la bellezza degli oggetti nella loro purezza, dove mondo Ŕ giardino e i corpi sono fiori, e dove, poco a poco, comprendiamo qualcosa dell'incontro, degli sterminati fiori."

Il traduttore in questa piccola antologia ha colto un po' le perle delle cinque raccolte poetiche scritte dall' autrice. Ci auguriamo che, dopo questo sicuro successo, si giungerÓ presto alla traduzione completa in italiano dell' intera opera della Farrokhzad.

Magari fossi come l'autunno...magari
Io fossi come l'autunno
Magari, come l'autunno silenziosa e malinconica
io fossi
Ingiallilrebbero ad una ad una le foglie delle mie speranze,
gelerebbe lento il sole dei miei occhi.



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