PATArubrica N.15 - Ventimila leghe dentro di te

Giovanni Ricciardi - 20.07.2011 testo grande testo normale

Tags: Patarubrica, Rubriche, Patafisica, immaginazione

TEST: Se leggendo il titolo vi fosse venuto in mente quel verde e buffo omino Padano, allora siete completamente storditi dalla politica e da questa realtà. Sarebbe meglio prendersi una bella vacanza. Sottotitolo: Sui mondi virtuali, virtualità e virtù, ovvero, dove ci porterá l'anima?

Si dice sia tempo di vacanze, di viaggi, e chi come noi viaggia in ogni dove senza spostare il corpo di un solo millimetro, non può far altro che appurare la mobilità umana come una delle più grandi illusioni insieme ad ogni logica di progresso. Siamo proprio come in uno di quei videogiochi di corse automobilistiche degli anni ottanta, dove per chi non se ne fosse mai accorto, la macchina guidata non si è mai spostata di un millimetro. Era tutto il resto a scorrere inesorabilmente ai due lati, montagne, curve, nuvole e cartelli stradali. Il corpo che ci piaccia o no, è immobile da secoli.


"Ventimila leghe quante sono?" chiesi.
"Più o meno, sessantamila miglia marine".
"Potrebbe essere più preciso, capitano Nemo? Ho dimestichezza solo con le misure terrestri".
"Allora diciamo centoundicimila chilometri. Nove volte il giro della Terra facendolo sulla linea dell'equatore. Siete soddisfatto?"
[1]


Realtà, parallele, tangenti o convergenti.

Non c'è mai stata nella storia della cultura occidentale, una realtà che non sia stata consumata fino alla sua completa disgregazione. I cambiamenti epocali non sono mai stati bruschi e repentini, e l'illusione che restituiscono i libri nel voltare pagina per ritrovarsi subito in un'altra epoca è sempre un pericolo da cui doversi guardare.
Questa pratica di lenta erosione è il motore delle grandi trasformazioni storiche e contiene in essa dai grandi traumi etici, come la perdita dei riferimenti culturali e morali, alle guerre improvvise. La pratica umana prediletta, si potrebbe dire sia proprio quella di costruirsi lentamente nuove realtà, consumarle, per rimanere ben presto a mani vuote e immergersi in tutte nuove dimensioni. Questo atteggiamento da una parte lo ha portato a perdere dei riferimenti con il passato, dall'altra gli ha fatto vivere la magia/illusione di ritrovarsi in luoghi sempre diversi. L'abbigliamento nelle varie epoche storiche è solo un esempio estetico subito riconoscibile di quante realtà siano state giá vissute e indagate. [foto costumi 2]

Quando Gandhi affermava: "L'uomo è dove è il suo cuore, non dove è il suo corpo", già parlava di un'umanità mobile e in costante viaggio, solamente illusa di poter muovere il corpo.
Patafisicamente potremmo dire che affermava proprio di poter essere ovunque e poter viaggiare in mille direzioni senza spostarsi di un solo millimetro.

Immaginare...

Per tutto il XX secolo si è assistito all'edificazione di una società individualistica, come ideologia autoreferenziale, come fusione egoistica tra proprio corpo e proprie necessità, successivamente fino a questi primi anni del nuovo secolo, quell'individualismo sociale ritrovatosi a mani vuote dall'avvento di una società di massa, ha assunto caratteristiche sempre più abuliche, disperdendo energie e smettendo di alimentare soprattutto l'immaginazione. Proprio la perdità dell'immaginazione è il più grave pericolo che l'uomo possa correre in questa avventura. Quando cadrà del tutto l'immaginazione, l'uomo scoprirà di essere immobile, inamovibile. Morirà.
Ad un uomo di massa, lontano da ogni individualismo, si sta facendo spazio quindi un uomo ben peggiore, sempre più inebetito e anestetizzato, universalizzato nei propri desideri: un uomo INCAPACE DI IMMAGINARE.

Se la sensazione attuale è che questo viaggio intrapreso soffra momentaneamente un vuoto di riferimenti d'indirizzo (detta crisi), è proprio perchè in questi momenti privi di immaginazione avvertiamo l'immobilità, come se fossimo in uno stallo completo prima di un lancio. Proprio da qui però, abbiamo l'opportunità di guardare da lucidi l'esistenza dritto nella sua essenza...Stiamo guardando il vuoto assoluto e il suo silenzio ci spaventa.
Durerà fin quando non ricominceremo ad immaginare una nuova realtà. Solo allora inizierà una nuova "epoca".

'Patafisica...HA!HA!

Che ci piaccia o no l'uomo viaggia da millenni immobile, immerso in un unico "corpo esteso" già virtuale, parallelo, tangente e convergente, attraverso le piattaforme efficientissime delle nostre menti, formalizzando sogni e inventando nuove società, culture e false idee di progresso.

A questo punto se pensate ancora che come viaggiatori corriate il rischio di perdere per sempre la strada del ritorno, non abbiate più paura di perdere nulla, questa estate rilassatevi e fate buon viaggio, poichè in qualsiasi direzione vi possiate perdere, ci ritroveremo magicamente qui a parlarne ancora tra un millennio. Non ci saremo mossi affatto.


[1] "Un giorno sul sottomarino del Capitano Nemo" di Mino Rossi - L'isola -

[2] Foto dei costumi: Le foto fanno parte di una ricerca di tipo bibliografico e applicativo relativa allo studio di vari periodi della storia del costume realizzata dal dipartimento tessile dell itis "g. fauser" di Novara. (www.fauser.edu/fau/tessili/costume.htm)



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