Fabrizio Gifuni incontra l'ingegner Gadda e ne esce un capolavoro

Omar Manini - 19.02.2012 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: Gifuni, Gadda, Bertolucci, Toniolo

Gifuni e Bertolucci tratteggiano uno dei più partecipati atti d'amore -per il teatro, la recitazione, la letteratura, la politica attiva- che si possano realizzare.

Toniolo, Mestre (VE) – Non si esaurisce certo nell'arco troppo stretto, eppure così esplosivo, dei suoi ottanta minuti il soliloquio di Fabrizio Gifuni che, l'altra sera sotto l'egida registica di Giuseppe Bertolucci, tratteggia uno dei più partecipati atti d'amore -per il teatro, la recitazione, la letteratura, la politica attiva- che un artista possa realizzare.

Capita raramente di essere prima storditi in una sorta di folle girotondo per poi essere rapiti e sconvolti in un crescendo di senso e sana cattiveria costruttiva che riannoda e riordina un materiale vasto, guidato dalla lucida e spietata visionarietà di un artefice, Carlo Emilio Gadda, e del suo alter ego sul palcoscenico, quel Gifuni che diventa protagonista viscerale della presa di coscienza dell'Uomo e dell'Autore.

Lo spettacolo, immerso in una scenografia essenziale (una sedia in mezzo al nulla) e fotografato da un impianto di luci che evidenzia efficacemente snodi, tensioni, cambi di registro, si sviluppa su due binari paralleli che magicamente convergono per detonare e acquistare, uno nell'altro, il completamento di significato e la realizzazione delle potenzialità intrinseche.

Si inzia con I diari di guerra e di prigionia nei quali Gadda, attraverso la mimica nervosa e sanguigna del grandissimo protagonista, emerge attraverso dati biografici nella sua concezione della vita e della politica, dell'amore sincero per il prossimo, non esente da un tratteggio forte, amaro e scevro di retorica.
Nella seconda parte assistiamo al modellamento di Eros e Priapo: da furore a cenere, opera venata di lucidissima e tagliente ironia del Gadda puramente letterato che, parodiando la realtà, ne fissa i limiti, l'ingarbugliamento e le assurdità, trasormandosi da testimone della tragedia a cantore dell'insensatezza della guerra e di tutte le follie massive e dittatoriali.
Ciò che la vita ci lascia impresso, esempi e insegnamenti soggettivi che ci hanno costruito nel corpo e nella coscienza, sublimano nell'imbuto dell'arte e si trasformano trovando una forza universale/oggettiva e lasciando un'eredità sempre viva e autorigenerante.
La terza parte forse un po' troppo didascalica, pecca trascurabile e comunque pertinente nell'economia dello spettacolo, serve a mettere in evidenza i cicli della storia e l'inutità dell'insegnamento storico, nonchè la pochezza di un popolo -quello italiano- troppo spesso asservito e ingannato sull'onda del facile entusiasmo per la promessa del soddisfacimento dei bisogni primari.

Gifuni è dolente, nevrotico, ferito, infelice, tormentato, penetrante e ci regala il piacere per un autore, Carlo Emilio Gadda che, grande tra i grandi, ha scritto in passato del suo presente per parlare al futuro, che oggi siamo noi.
Magistrale e necessario.

Fabrizio Gifuni in collaborazione con
Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
L'INGEGNER GADDA VA ALLA GUERRA
o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro

un'idea di Fabrizio Gifuni
da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare
con Fabrizio Gifuni
disegno luci Cesare Accetta
regia Giuseppe Bertolucci
E' in vendita il cofanetto "Gadda e Pasolini – antibiografia di una Nazione", Ed. Minimum Fax


zoomma video

Gli ultimi commenti

Arcadia, passione e sport : Può un’idea contagiare il mondo? Scritto da : Selene Cascella .
Città: torino - Provincia: TO
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

II° mostra del nuovo GRUPPO BOILER
Città: Venezia - Provincia: VE
dal: 27-09-2013 al: 28-11-2013

reloaded again
Città: milano - Provincia: MI
dal: 24-09-2013 al: 15-10-2013

Il nuovo romanzo di Concesion Gioviale
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013