''Signorina Giulia'' segna l'incandescente incontro tra Strindberg e Valeria Solarino
Omar Manini - 16.01.2012

Tags: signorina giulia, strindberg, solarino, malosti
Signorina Giulia di A. Strinberg è un testo che trascina lo spettatore, prendendolo per le viscere e rivoltandolo come un calzino.

Costringe a rifuggire dalle risposte troppo facili e consolatorie, sconfiggendo per sempre le ipocrisie e il romanticismo d'accatto.
Guardarlo è come rimanere in uno stato di sostanziale tensione che dura ottanta minuti e toglie letteralmente il respiro.
Valter Malosti, nella doppia veste di regista e protagonista maschile, ne rende ottimamente il respiro scenico, tenendo un ritmo vertiginoso e spingendo ogni personaggio al limite dell'eccesso, dell'istintività, dell'animalità per accentuare l'attrito con la schematicità delle regole imposte dalle classi sociali, dal rigore morale, dal finto perbenismo, dalle categorie sessuali.
Il dramma ruota intorno alla contessina Giulia (Valeria Solarino) e al servo Jean (Valter Malosti) che, durante la notte della festa di San Giovanni, mentre il conte è assente, ballano e si seducono l'un l'altra con gravi conseguenze e repentini ribaltamenti di fronte.
Ciò che sorprende è l'uso del suono che sottolinea, quasi da co-protagonista, per contrapposizione o somiglianza, alcuni momenti dello spettacolo diventando l'anello di congiunzione tra l'ambientazione storica della piece e la nostra contemporaneità, dimostrandone (con coraggio a tratti anche eccessivo) l'attualità e la freschezza.
L'altra nota positiva è la prova della Solarino: brutale e sessuale diventa, con i colori del sesso e della fragilità contraddittoria della passione, il punto debole della convenzione sociale; una Giulia irrimediabilmente attratta dalla sporcizia della terra per via di una strana forza di gravità morale che spinge ogni Uomo a voler, prima o poi, mescolarsi alla fisicità del fango.
Signorina Giulia è un quadro iperrealista della disillusione, della morbosità (e ce n'è tanta) come risposta alla repressione, solcato da un fiume in piena di musiche fuori campo e incorniciato da scene piene di doppi fondi labirintici dell'inconscio.
Uno spettacolo duro, angosciante, senza concessione alla replica. Da vedere e (ri)pensare.
Teatro Nuovo, Udine
mercoledì 11 gennaio - sabato 14 gennaio 2012 – ore 20.45
SIGNORINA GIULIA
di August Strindberg
uno spettacolo di Valter Malosti
Signorina Giulia Valeria Solarino
Giovanni Valter Malosti
Cristina Federica Fracassi
scene di Margherita Palli
costumi di Federica Genovesi
luci di Francesco Dell'Elba
suono G.u.p. Alcaro
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Stabile di Torino
produzione: Fondazione del Teatro Stabile di Torino
in collaborazione con Teatro di Dioniso
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