Filippo Timi ci racconta la sua Favola
Omar Manini - 20.12.2011

Tags: Timi, Favola, Toniolo, Mestre
Sapere che c'è un Filippo Timi che calca i palcoscenici e impreziosisce qualsiasi cosa presenti è un grande conforto e dà senso e valore al nostro amore per il cinema e il teatro italiano in avvenire.

Teatro Toniolo, Venezia Mestre - Filippo Timi, anno di nascita 1974, professione attore. Era bello quando, sentendo questa semplice parola, la fantasia volava in luoghi lontani, inaccessibili, ammantati da un'aurea mitica. Oggi siamo stati costretti a declassare anche i sogni, oltre ai rating, e cinema e teatro si confondono troppo spesso con tv e reality, la qualità si è notevolmente livellata (in basso) e la coscienza critica si è quasi annullata, lasciando libero sfogo alla banalità del linguaggio, che è diretta, sfrontata, infarcita di luoghi comuni e ha la forza della brutale, impetuosa violenza oltre la quale non c'è altro.
Per questo, sapere che c'è un Filippo Timi che calca i palcoscenici e impreziosisce qualsiasi cosa presenti è un grande conforto e dà senso e valore al nostro amore per il cinema e il teatro italiano in avvenire.
Favola, commedia nera venata di splendidi abbagli cinici e tinteggiata nel grottesco spinto, è un testo scritto, diretto e interpretato dal "Nostro", accompagnato in scena dai bravissimi Lucia Mascino, Luca Pignagnoli e Marina Rocco.
Siamo nel dopoguerra, negli USA. Mrs. Fairytale è una signora di mezza età che vive, nella sua casetta perfettina color pastello (bellissimo allestimento design di Emanuele Salamanca e costumi di Fabio Zambernardi - Atelier Miu Miu), con un compagno e la sua cagnolina. Pian piano emergono i risvolti non proprio "normali" della sua vita da zuccherosa casalinga e le pieghe di una personalità inespressa e oscurata dal perbenismo frustrante.
Timi, in scena sempre travestito da signora medio-borghese americana anni '50, fa emergere doti comiche non indifferenti, gestendone più che bene tempi e modi; le sue doti mimiche sono notevoli e spaziano dalla caratterizzazione eccessiva della maschera teatrale alle sospensioni velate del timbro drammatico dal tocco cinematografico.
Per completare una prestazione eccellente si avvale dell'uso espressivo della voce che spazia dalla facile (per risultati) imitazione populista alla sfumatura dosata e calibratissima.
È una prova che lascia sbalorditi e che regge il peso di un racconto di base non originalissimo, ma reso tale -se non spiazzante- dalla farcitura con personaggi altrettanto assurdi, dalla presenza di fantomatiche forze aliene e da molto altro ancora.
Dal tutto emerge la passione iconoclasta del Timi autore che si sfama di letteratura e cinema di genere e ne trasporta i modi nella sua creatura. Molti i rimandi a Hitchcock, ma l'impressione generale lascia in bocca l'aspro sapore dell'universo alterato, colorato, assurdo, acido di Gregg Araki.
Imperdibile!
FAVOLA
C'era una volta una bambina e dico c'era perché ora non c'è più
Uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino e Luca Pignagnoli
Una produzione Teatro Franco Parenti
Durata: 2 ore 20' con intervallo
Teatro Toniolo - Mestre (VE)
dal 14 al 15 Dicembre 2011 ore 21:00
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