Play Strindberg: il teatro tragicamente divertente di Dürrenmatt

Omar Manini - 05.05.2017 testo grande testo normale

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Tags: strindberg, durrenmatt, castellano, però

In una "gabbia-ring" marito e moglie non si risparmiano colluttazioni verbali, omissioni, falsità , recriminazioni. Vince il Teatro, vincono gli spettatori, trionfa la dolorosa bellezza del teatro di Dürrenmatt.

Teatro Nuovo, Udine - Quella che si sviluppa davanti ai nostri occhi in Play Strindberg di Friedrich Dürrenmatt è una splendida commedia nera nella quale il susseguirsi delle diverse sfumature di tono si avvicendano con un ritmo frenetico, toccando punti di assoluto dramma umano per risalire, immediatamente, verso una gustosissima comicità grottesca innescata dal paradosso.
All'interno di un ring, vediamo animarsi il confronto/scontro tra un marito (Franco Castellano) e sua moglie (Maria Paiato) che si rinfacciano occasioni perdute e sogni di gioventù infranti. Scandito in dodici riprese dai rintocchi sempre più nervosi (serrati) del gong, inframezzato dalla visita di un ambiguo cugino-amante, il match si rivela un massacro condotto sulle ali della contraddizione e del risentimento con le armi affilatissime della parola. Partendo da quella che si rivela inizialmente come una condanna consapevole (scelta) si approda, attraverso una sottaciuta e fallimentare ricerca di libertà, alla condanna più grande, quella assegnata dal tempo e dalla senescente condizione umana. E anche quando il gioco della vita sembra un delitto perfetto in cui chi tira le fila del gioco stesso rivela il suo disegno e sembra muovere i fili della sua storia, ecco che la presuntuosa volontà d'onnipotenza si spezza di fronte all'imprevedibilità della costruzione superiore della vita.
Tutto il testo è immerso nel più caustico e delizioso cinismo che rivela con precisione chirurgica logore dinamiche di coppia e patetici siparietti umani.
Franco Però asseconda con energia uno spettacolo ritmato e frammentario che, nell'insieme costitutivo dei suoi piccoli quadri, mostra una geniale complessità, in un effetto puzzle che appaga totalmente l'attesa dello spettatore.
Una menzione particolare va fatta sicuramente ai tre egregi protagonisti che si calano intensamente nelle rispettive parti, mettendo in risalto un talento notevole: Marisa Paiato e Maurizio Donadoni sembrano essere se stessi, non traspare neanche un accenno di finzione dalle pieghe dei loro Alice e Kurt, mentre Franco Castellano modella con classe gesti e ombre del suo personaggio, sfruttando al massimo le potenzialità espressive della voce (sempre sottotono, sfumata, colorata di emozioni) e dei brillanti dialoghi.

PLAY STRINDBERG

di Friedrich Dürrenmatt
traduzione Luciano Codignola
regia Franco Però
scene di Antonio Fiorentino
costumi di Andrea Viotti
musiche di Antonio Di Pofi
con Maria Paiato, Franco Castellano, Maurizio Donadoni
coproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Artisti Riuniti, Mittelfest 2016

durata 90 min. senza intervallo
voto: 8




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