Simone Cristicchi è ''Il secondo figlio di Dio''

Omar Manini - 10.03.2017 testo grande testo normale

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Tags: cristicchi, lazzaretti, calenda, ert

Un racconto curioso e avvincente, tra realtà e misticismo, che non cerca la verità, ma ci porta alla riflessione.

Teatro Comunale, ERT Friuli Venezia Giulia, Monfalcone - Che rientri dalla guerra, che ricerchi la sua identità di profugo, che si immerga nella memoria ancora dolorante del terremoto o che si trovi, a fine '800, in un paesino toscano arroccato sulle pendici di un monte, come cantante o come attore, Simone Cristicchi mette in campo una straordinaria abilità da narratore che rende il miglior omaggio possibile alla storia, alla memoria collettiva e all'intelligenza dello spettatore.
Cristicchi utilizza splendidamente l'ars rhetorica come strumento di conoscenza: i suoi spettacoli diventano viaggi nel passato dove le parole sono lo strumento principale per il collegamento temporale, per quella labile e magica sospensione tra l'oggi e lo ieri.
Anche ne Il secondo figlio di Dio si rinnova quella splendida suggestione di estraniarsi dal tempo presente, dal hic et nunc, per trovarsi immersi tra le polveri, acri di sudore e pesanti di fatica, del carrettiere protagonista. Vivendone esperienze e dolori, di tanto in tanto veniamo condotti per mano all'esterno dell'intreccio per trovare il tempo di riflettere su ciò che ascoltiamo e vediamo.
Inserite in una cornice scenica semplice, ma ricca di suggestione - un carro gigante pieno di pacchi che in sè riesce a moltiplicare, trasfigurare spazi, ambiente e stati d'animo (con semplici aggiunte/spostamenti strutturali): un arcaico vettore di pesi emotivi - la vita sociale, mistica e la persecuzione di David Lazzaretti divengono presenti, solide, tangibili, dolorose, esemplari e attuali.
La storia di questo profeta suo malgrado, considerato eretico e ostracizzato, tanto vicino agli ideali socialisti quanto, naturalmente, a quelli cristiani, ci porta a riconsiderare la pericolosa stupidità degli schemi culturali d'ogni forma e epoca.
Lo spettacolo, infine, unisce indissolubilmente Cristicchi a Lazzaretti e il loro destino a quello di un'altra vittima del tempo, il suo carnefice; lo fa ricamando lungo il percorso poesie in musica che ci interrogano a livello etico ed emotivo.
Un personaggio scomodo, una storia senza liberazione, un incoraggiamento a lasciarci sfiorare dal dubbio e incantare dalla possibilità che dà di ripensare al passato per agire - diversamente, consapevolmente - nel presente.

IL SECONDO FIGLIO DI DIO

vita, morte e miracoli di david lazzaretti
uno spettacolo di e con simone cristicchi
scritto con manfredi rutelli e la collaborazione di matteo pelliti
con il coro ensemble magnificat tbc
musiche ed arrangiamenti di walter sivilotti
canzoni inedite di simone cristicchi
regia di antonio calenda
coproduzione: promo music / centro teatrale bresciano

durata: 95 min. circa, senza intervallo




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