I tre moschettieri --> Al Teatro Astra arriva la prima serie teatrale italiana

Redazione Teatro - 11.02.2016 testo grande testo normale

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Tags: astra, stagionetpe, navello, i tre moschettieri

8 registi, 5 drammaturghi, 38 attori, 
206 pagine di copione,
 96 costumi, 
32 cambi scena
. 700 mq di superficie scenica calpestabile, 1500 mq di tela dipinta
, 30 spade, 25 duelli
, 1 ballo in maschera aperto al pubblico. 9 ore E 40 minuti di spettacolo. 56 repliche complessive per 11400 spettatori --> Dal 18 febbraio Dumas all'Astra si fa seriale

Beppe Navello: "I Tre Moschettieri non vuole essere soltanto il revival di un fortunato spettacolo fiume inventato per il Teatro Stabile dell'Aquila esattamente trent'anni fa, nella stagione 1986/87; ma la risposta a una serie di domande che la società italiana e le istituzioni pubbliche pongono ai teatranti del nostro paese da qualche tempo e che non si possono più eludere. Provo a formularne alcune qui di seguito.

Come si può ricollocare il teatro al centro della vita sociale da dove è stato emarginato in una posizione più appartata ed elitaria, nel corso degli ultimi decenni? Quale deve essere il suo rapporto con il pubblico in un'auspicabile ripresa di successo nazional popolare duraturo? Cosa occorre fare per assicurare continuità di lavoro e maturazione professionale agli attori italiani sempre più umiliati dal precariato, dal lavoro nero e dalla occasionalità delle offerte di scrittura? Come si possono inseguire modelli virtuosi di organizzazione delle attività teatrali come quelli di altri paesi europei come la Francia, la Germania, i paesi del Nord e addirittura dell'Est, eredi della tradizione dei teatri di stato, con masse artistiche e tecniche che garantiscono eccellenza di prestazioni e posti di lavoro a vita? Il divario con quei modelli non è per noi ormai incolmabile? E infine la richiesta più pressante e ingenuamente riproposta da amministratori pubblici, politici e giornalisti: come si possono attirare risorse finanziarie private accanto a quelle dello Stato, dei Comuni e delle Regioni per sostenere il teatro?

Le risposte che si danno di solito a queste domande nei convegni di economia della cultura sono sempre insidiate dal dubbio, senza speranza di soluzione esaustiva. Ecco perché abbiamo pensato I Tre Moschettieri: una risposta sul campo, con i mezzi del teatro, autoironica e irriverente. Prima di tutto per stabilire un patto con il pubblico che duri dal 18 febbraio al 1 maggio, attraverso 56 repliche previste per 11.400 spettatori; il che, detto in altro modo, significa due mesi e mezzo da trascorrere all'Astra, in un piazza seicentesca di Parigi, insieme a cinquanta attori, dodici tecnici e un racconto appassionante che non si attarda in analisi psicologiche, in approfondimenti formali, in lentezze estetizzanti ma dovrà catturare interesse con il ritmo, l'azione e la sorpresa; e poi abbiamo voluto legare a TPE una straordinaria compagine di attori, per lo più giovani e giovanissimi, con una scrittura che assicura 114 giornate di lavoro (per qualcuno ulteriormente cumulabile con la partecipazione a qualche altro spettacolo nostro in questa stessa stagione). Cioè circa cinque mesi di contratto; per offrire loro un'opportunità professionale d'eccezione con otto registi prestigiosi, diversi per gusto, stile, sensibilità, appartenenza generazionale e persino per provenienza geografica; ci siamo anche ripromessi di provocare e divertirci rispetto all'ansia con la quale lo spettacolo dal vivo è quotidianamente invitato ad essere attrattivo per sponsor privati e risorse di mercato (spingendoci fino al paradosso di interrompere l'azione teatrale per dare spazio a spot pubblicitari). Non è anche questa la più convincente applicazione possibile della riforma ministeriale? Quella che riconoscendoci insieme a una ventina di altri teatri nell'eccellenza italiana, ci chiede in contropartita radicamento nel nostro territorio, incremento della produzione, sostegno all'occupazione giovanile, moltiplicazione delle giornate lavorative? Ma le riforme del teatro, nei secoli, hanno avuto successo soprattutto quando hanno saputo trovare il loro pubblico: è per questo che siamo in trepida attesa di verificare se i nostri 25.000 spettatori vorranno applaudirci anche in questa pericolosa avventura per cinquantasei volte."

I TRE MOSCHETTIERI
da Alexandre Dumas

liberamente tratto dal progetto di Beppe Navello per il Teatro Stabile dell'Aquila nel 1986/87
testi Aldo Trionfo, Ghigo De Chiara, Aldo Nicolaj, Ettore Capriolo, Renato Nicolini
coordinamento drammaturgico Andrea Borini
regia Beppe Navello, Gigi Proietti, Piero Maccarinelli, Myriam Tanant, Andrea Baracco, Robert Talarczyk, Ugo Gregoretti, Emiliano Bronzino
registi assistenti Beata Dudek, Lia Tomatis
con Luca Terracciano, Matteo Romoli, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Franco Mescolini, Maria Alberta Navello, Daria Pascal Attolini, Marcella Favilla, Sergio Troiano, Gianluigi Pizzetti, Antonio Sarasso, Fabrizio Martorelli, Stefano Moretti, Alessandro Meringolo, Riccardo Ripani, Beata Dudek, Riccardo De Leo, Maria José Revert, Lia Tomatis, Eleni Molos, Andrea Romero, Gianluca Guastella, Francesco Gargiulo, Assunta Occhionero, Michela Di Martino, Vincenzo Paterna, Valeria Tardivo e attori in via di definizione
scene e costumi Luigi Perego
musiche Germano Mazzocchetti
progetto luci Gigi Saccomandi
scenografo collaboratore Francesco Fassone
costumista collaboratrice Augusta Tibaldeschi
allestimento scenografico realizzato in collaborazione con TEATRO REGIO TORINO
una produzione FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

18-24 febbraio
I PUNTATA Regia di Beppe Navello

27 febbraio-4 marzo
II PUNTATA Regia di Gigi Proietti

8-13 marzo
III PUNTATA Regia di Piero Maccarinelli

17-23 marzo
IV PUNTATA Regia di Myriam Tanant

29 marzo-3 aprile
V PUNTATA Regia di Andrea Baracco

6-12 aprile
VI PUNTATA Regia di Robert Talarczyk

15-21 aprile
VII PUNTATA Regia di Ugo Gregoretti

26 aprile-1 maggio
VIII ed ultima PUNTATA Regia di Emiliano Bronzino


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