''Orfeo ed Euridice'' di César Brie

Omar Manini - 21.04.2015 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: orfeo, euridice, brie, ferraù

Quando il mito incontra l'attualità: il teatro pulsante e vitalissimo di César Brie tocca il cuore e parla al cervello. Bellissimo!

Teatro Verdi, Pordenone - Cosa ci regala l'Orfeo ed Euridice di César Brie, sessantenne autore argentino?
Per prima cosa, ibridando il mito classico con il presente ci fa capire quanto la letteratura sia immortale, modernissima e possa insegnarci a vivere il presente con un minimo di consapevolezza: dove le emozioni cedono il passo allo scivoloso terreno dell'indeterminatezza, la ragione può soccorrerci e rassicurarci.
Secondariamente, a livello più strettamente legato al linguaggio, evidenzia come l'arte si possa mescolare, trovando contatti insperati e spuri che siano più vicini al sentire comunicativo delle giovani generazioni che frequentano le platee.
Brie riesce a farlo senza snaturare nessuna delle due componenti (la fissità comunicativa del passato e lo svolgimento nebuloso e indistinto del presente), ma, anzi, esaltandone le caratteristiche.

La storia di questo spettacolo assomiglia a quella di tantissime sentite quotidianamente sui giornali o al tiggì: due ragazzi si incontrano, si confrontano, si amano, vivono insieme. Poi un incidente li divide, senza separarli davvero: l'intervento tempestivo dei medici strappa la donna dalla morte, senza riuscire a riportarla alla vita e condannandola, quindi, ad una dimensione sospesa in cui è difficile dire quanto si preservi la dignità dell'essere umano.

Pochissimi gli elementi sulla scena, non servono grandi trucchi per costruire un mondo, il mondo che attraversano i nostri due protagonisti: quello della memoria e dei ricordi, della camera da letto dalla duplice natura (culla di sogni o di incubi), dell'ospedale (inferno della vita forzata o paradiso per la morte naturale). Bastano le giuste fonti luminose, poche lenzuola e qualche camice; tutto il resto lo fanno la pulizia poetica dei movimenti spaziali orchestrati da Brie – eccellenti i momenti intimi che s'innescano prima tra due innamorati qualunque e, successivamente, tra due corpi che non sanno/possono comunicare – e la resa attorale di Giulia Viana e di un commovente, introspettivo e naturalissimo Giacomo Ferraù che entra nell'anima della pièce e la veicola con i suoi gesti e le sue pause recitative direttamente al cuore dello spettatore.
Uno spettacolo che riesce a far pensare all'importanza dell'intelletto umano, della conoscenza di sé e alla necessità di dare il giusto valore alla libertà (di espressione e di scelta) dell'individuo. Contro ogni pregiudizio e ideologia precostituita.
Bellissimo, importante, educativo: denso e diretto come un pugno o una carezza.

ORFEO ED EURIDICE

testo e regia di César Brie
in scena Giacomo Ferraù e Giulia Viana
musiche Pietro Traldi
costumi Anna Cavaliere
disegno luci Sergio Taddo Taddei
produzione Teatro Presente / Eco di fondo
durata: 50 min.

voto: 8+




zoomma video

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013