GRILLO PARLANTE di Armando Ginesi - PENSIERI AD ALTA VOCE 3 - Il Festival di Sanremo

Armando Ginesi - 19.02.2012 testo grande testo normale

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Tags: GRILLO PARLANTE; armando ginesi, pensieri ad alta voce, festival di sanremo, Belèn Rodriguez

I pensieri, almeno quelli miei, sono così. Come le nuvole. Hanno una forma, la cambiano, si sfilacciano, poi si ricondensano, si rarefanno, si plastificano. E vanno, vanno. Sempre avanti. Verso dove? Non lo so. Qualche volta tornano indietro e allora (i pensieri, non le nuvole)cambiano nome, si chiamano memoria. Che per me è molto dolce, soprattutto quando diventa nostalgia, che non è quasi mai rimpianto ma piacevole ricordo di ciò che è passato lasciando tracce odorose.

Ognuno preghi il suo Dio. E' finito il Festival di San Remo. Adesso speriamo che finiscano anche le ore di menate verbali dedicategli dai talk-show televisivi (si chiamano così?) che poi sarebbero le tavole rotonde, gestite dalle varie Mara Venier, Massimo Giletti, Claudio Brachino, Federica Panicucci, Barbara d'Urso e menti eccelse del genere. Che dibattono per semigiornate intere sulle banalità demenziali (o giù di lì) di Adriano Celentano, sulla conduzione di un concorso canoro (tale dovrebbe essere, anche se è divento tutt'altro: che cosa non si sa bene, ma certo non più un concorso della canzone italiana) da parte di Gianni Morandi, del quale senti dire che è stato "straordinario", "sublime", "perfetto" – ah, se li facessero pagare gli aggettivi, quanti se ne userebbero di meno, soprattutto quelli superlativi – mentre a me ha dato l'impressione di essere impacciato, rintronato come un pugile al quale abbiano appioppato in viso un paio di cazzotti ben solidi (del resto alla sua età, che è più o meno come la mia, sottoporsi per quasi una settimana a tutte quelle ore di fatica – perché comunque fatica è, fisicamente almeno, anche se non proprio del tutto mentale – tra prove, trasmissione, conferenze stampa, litigate, strattonate, cene, dopocene e via dicendo, è chiaro che ad un certo punto ti rincoglionisci, anche se tendenzialmente sei un tipo di cervello sveglio).
Poi Celentano, il predicatore! Possiamo sperare che, dopo queste due esibizioni che sono state come la pipì fatta fuori dal vaso, che si sono risolte in tempo sprecato con un soggetto che di sicuro possiede l'ignoranza e non la scienza, l'arroganza di chi, non sapendo, pensa di sapere, la presunzione di insegnare a tutti come si debba vivere, possiamo sperare, dicevo, di essercelo tolto di torno come predicatore e, magari, di recuperarlo come cantante e cantautore, visto che ha dimostrato di saperci fare, e non poco, in quel campo?

Una volta c'era un grande intellettuale, Giovanni Spadolini, giornalista, politico, storico e quant'altro, che si diceva amasse le cariche più dì ogni altra cosa, fino al punto che non gli sarebbe dispiaciuto, a lui, seppur di cultura laicista, di sedere sul trono di Pietro e di dispensare con massima autorevolezza consigli e regole di comportamento al mondo. Poi è venuto Silvio Berlusconi che un pensierino, pure lui, deve avercelo fatto nel ritenere di potere, un giorno, vestirsi di bianco e affacciarsi a mezzogiorno di domenica al balcone famoso che dà su Piazza San Pietro per impartire la benedizione urbi et orbi. Certo con molte riserve per via delle sue note predilezioni praticare il bunga-bunga. Oggi, però, chi supera tutti di molte leghe è Adriano Celentano il quale, ne sono certo, nei suoi sogni ricorrenti, si vede percorrere l'intera navata di San Pietro, vestito dei più appariscenti paramenti sacri, assiso sulla ripristinata, per l'occorrenza, sedia gestatoria, benedicente con ampia gestualità folle di fedeli assiepate al suo passaggio. Voi ce lo vedete in questa immagine visionaria? Io sono sicuro che lui ci si vede e come! E ci spera pure che un giorno il Sacro Collegio, riunito in Conclave……. Del resto è tecnicamente e teologicamente possibile eleggere Papa anche un laico. Qualche cosa di analogo è successo anche a Sant'Ambrogio, il patrono di Milano, che fu nominato Vescovo senza essere nemmeno battezzato. Attenzione: Sant'Ambrogio è il patrono di Milano; e Celentano è nato a Milano. La cosa potrebbe interessare pure a Umberto Bossi e all'intera Padania.Vuoi vedere che va a finire in politica?
Restiamo saggi e saldi con i piedi per terra e richiamiamoci alle antiche sapienze: Unicuique suum, che estensivamente e liberamente può essere considerata la traduzione dell'evangelico dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. E' vero che Celentano non si chiama Cesare, però…….

Di un altro argomento vorremmo che la Tv di Stato (pagata con i nostri soldi e mi viene voglia di pensare sempre più spesso che forse fanno bene coloro – e sono tanti – che il canone televisivo non lo pagano più) la smettesse di occuparsi della farfallina (nel senso del tatuaggio inguinale: absit iniuria verbis e honny soit qui mal y pense) di Belèn Rodriguez e del fatto se gli slip li porta o non li porta. Mi verrebbe da dire: slip suoi, nel senso di affari suoi. Mara Venier, come se parlasse della crisi dell'euro, tanta era la seriosità del suo spocchioso atteggiamento, se ne è uscita dicendo che si è trattato d'una caduta di stile. A me pare che il giudizio più fine, sagace, intelligente l'abbia espresso Giampiero Mughini: non si è trattato di volgarità, ma di lieve impudenza.
Per fortuna l'intelligenza non è del tutto scomparsa, neppure tra coloro che bazzicano i pollai televisivi.



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