DISOCCUPATI INVOLONTARI - Perché (forse) era meglio non laurearsi
Annalisa Cameli - 26.09.2011

Tags: DISOCCUPATI INVOLONTARI, crisi economica, idraulico, mestieri
Il pezzo di carta tanto agognato.. a cosa ci serve? Senza polemica, oggettivamente, non era meglio fare l'idraulico? Ce lo diceva Super Mario...

Settembre, le attività scolastiche di tutti i gradi sono riprese, i genitori iniziano a piangere sui loro portafogli (ormai vuoti).
La cultura, l'istruzione, sono della massima importanza, su questo non c'è dubbio.
L'alfabetizzazione, il diritto a studiare, è costato sacrificio e tutto sommato ancora ci sono questioni da risolvere (come dicevamo in "DISOCCUPATI INVOLONTARI - Quello che i giovani si inventano in tempo di precariato": il 47,2% degli italiani in età 25-64 anni ha conseguito la sola licenza di scuola media inferiore), la scuola si abbandona, ma… non è che chi abbandona e si dedica ad altri lavori l'ha vista lunga?
Facendo un calcolo molto approssimativo e tenendosi bassi, potremmo dire che in media alle superiori spendiamo circa 600 euro l'anno fra libri, materiali, abbonamento pulman ecc.., per 5 anni sono 3 mila euro. All'Università i costi aumentano, tasse, tasse, tasse, libri, affitto dell'appartamento se si è fuori sede… ho paura anche a fare un calcolo. Mi baso sulla mia esperienza, 300 euro di affitto mensile, 200 per mangiare, i libri… ok, diciamo che il costo è MOLTO alto.
Torniamo a noi.
Prendendo ad esempio le università, ormai siamo pieni strapieni di insegnanti e laureati in scienze politiche. Ma se invece di studiare… avessi scelto di "imparare un mestiere", come sarebbe andata?
Secondo i dati raccolti dal "Sistema Informativo Excelsior" (pdf relativo al 2011 scaricabile da qui) mancano diverse professioni, lavoratori introvabili, con al primo posto gli idraulici, e poi farmacisti, softwaristi, infermieri, fabbri, carpentieri, montatori di serramenti e infissi, parrucchiere e autisti di pullman.
Eppure noi che giocavamo a Super Mario Bros, su quella consolle che ci ha fatto perdere la vista… dovevamo capirlo!
La ricerca è stata condotta in tutte le Regioni d'Italia, ed è articolata secondo diverse sezioni, con previsioni di assunzioni a tempo indeterminato, a tempo determinato o atipiche, per tipologia di azienda e per Regione, ed ha evidenziato come la scuola sia di nuovo inadeguata al nostro contesto socio-economico. Ricordo ad esempio che il Liceo socio-psico-pedagogico prima si chiamava "Magistrali", oltre a studiare la teoria si faceva il tirocinio nelle classi, ovvero "un insegnante mentre insegnava ti insegnava ad insegnare". Uscito dalla scuola, c'erano i concorsi, se eri bravo avevi una buona posizione in graduatoria, e magari dopo qualche supplenza potevi diventare subito insegnante di ruolo. Ora?
Dice lo stesso, magari con più eleganza economica, Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere: "La delicatezza del contesto economico mette ulteriormente in luce il difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro: il lavoro viene offerto dalle imprese ma queste ultime hanno talvolta, e soprattutto per alcune professioni, grandissima difficoltà a trovare il candidato con i requisiti giusti. Sempre più preziosa, quindi, diventa la possibilità di integrare meglio il momento della formazione scolastica e universitaria con quello della formazione sul lavoro, valorizzando quindi tutte quelle modalità che consentano di avvicinare i giovani alla realtà delle imprese, attraverso, ad esempio, percorsi di alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini formativi".
Un piccolo dato significativo per le donne, l'aumento delle assunzioni del gentil sesso nelle imprese, soprattutto nei settori come ristorazione, tessile e turistico: "La quota di assunzioni femminili sul totale, tra il 2003 e il 2010 - spiega Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere -, dovrebbe essersi innalzata strutturalmente di circa tre punti. È un capitale importante, su cui dobbiamo costruire perché il rilancio dell'Italia passa necessariamente dal maggior coinvolgimento delle donne nel mondo produttivo, nel lavoro come nell'impresa".
Belle e sacrosante parole. In attesa che in Italia avvenga il miracolo, buttiamo un occhio sui lavori che mancano e gli eventuali stipendi, secondo una ricerca di it.finance.yahoo.com del 2010:
> Meccanici, tornitori, fresatori, attrezzisti: 1.900 euro
> Idraulici: 1.600 euro
> Montatori di apparecchi termici: 1.600 euro
> Installatori di infissi: 1.500 euro
> Saldatori: 2.000 euro
> Pasticceri: 1.700 euro
> Panettieri: 1.700 euro e 50% in più se il lavoro è notturno
> Pastai: 1.700 euro
> Falegnami: 1.700 euro
> Sarti: 1.500 euro
Se volete anche voi raccontare la vostra storia, mandatemi una mail con oggetto "Anche io sono un disoccupato involontario".
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