Venite a studiare la Pop Art in Second Life

Annalisa Cameli - 11.04.2011 testo grande testo normale

Tags: pad, pop art display, matteus taurog, second life

Quando il virtuale aiuta la cultura: Il museo PAD, un lavoro di gruppo che favorisce la realtà immersiva applicata all'istruzione.

A volte basta davvero poco per permettere a tantissime persone di imparare qualcosa. Spesso il problema viene deputato ai fondi, alle economie che scarseggiano, invece, per la maggior parte delle volte, a parer mio il problema della cultura non è solo l'economia, ma la scarsa apertura mentale e.. la voglia.

Per chi frequenta con passione Second Life questo diviene un pensiero quasi scontato: grazie al virtuale è possibile realizzare progetti davvero incredibili, utilizzando passione e, ovviamente, capacità. È proprio questo il caso del PAD - Pop Art Display in Second Life, un vero e proprio museo dedicato alla PopArt, inaugurato a novembre del 2010.

Il PAD raccoglie più di venti artisti Pop, da Andy Warhol a Tom Wesselmann, da Roy Lichtenstein a Jasper Johns e Richard Hamilton, per una collezione di 160 opere, tra le quali molte ricostruzioni ed installazioni 3D. Ma il PAD non è un comune museo, infatti grazie a Second Life, è una vera e propria "messa in scena": si possono così trovare si le opere d'arte, 2d o 3d, ma veri e propri quadri tridimensionali, come dei set cinematografici, in cui è possibile interagire, entrare a far parte dell'opera, diventare personaggio principale. Ma non solo, al PAD l'interattività la fa da padrona con diversi collegamenti interattivi a video, guide e audio esterne a Second Life, ma fruibili al suo interno.

La chicca - se ce ne fosse bisogno, visto lo splendore dell'idea e della realizzazione - è la ricostruzione della Silver Factory, il mitico studio di Andy Warhol. La struttura è completa e rifinita nel minimo dettaglio, e si presenta come un ambiente adatto sia al ritrovo che alla possibilità di manifestazioni artistiche varie che si svolgono in Second Life.

La multimedialità della realizzazione ha visto una vivace collaborazione di un gruppo che si è conosciuto proprio su Second Life: l'ideatore Matteus Taurog, gli artisti Eros Boa e Merlino Mayo, il builder Zorro Hirvi ed anche l'ufficio stampa Marjory Fargis. Tutti nomi virtuali, ovviamente.

La selezione delle opere, la cura della biografia e la parte informativa è stata a cura del professore Matteus Taurog, la realizzazione delle opere, delle animazioni e di tutta la parte interattiva dell'artista Eros Boa (che si definisce "non artista, ma artigiano"), l'artista Merlino Mayo ha invece realizzato la Silver Factory e commenta: "È stato appassionante il lavoro di ricostruzione della silver factory, e ci siamo conosciuti bene fra di noi", e in conclusione la costruzione dell'intero museo è stata realizzata dal builder Zorro Hirvi, che ha puntato sull'angolatura.

«È stato un bel lavoro di gruppo - racconta Matteus - , ricco. Stare in mezzo all'arte ci ha aiutato e anche molto. La pop art è un arte che si combina molto col termine display e non museo. Display infatti è un mettere in scena, quello che volevamo fare non era ricalcare il solito museo espositivo, "noioso": anche nella real life si sta tentando di renderlo meno museale, e la pop art è stata scelta per due motivi, un per ordine proprio artistico, e l'altro per i richiami sottili ma presenti che questa corrente artistica può avere coi mondi virtuali. Non è dimostrato, ma è una suggestione».

Durante la presentazione Matteus Taurog spiega in maniera affascinante che cos'è la Pop art, tanto avvincente che ci si scorda di essere su Second Life, per essere entrati in un'aula universitaria: «La pop art - continua Matteus - ha a che fare con una immagine che non è solo pittorica, ma interdisciplinare, non più contemplativa ma del prodotto che noi usiamo tutti i giorni; lo sviluppo delle società industriali ha visto una continua estetizzazione del prodotto stesso, dell'etichetta. Rispetto a questo, una questione che nasce con il romanticismo, vi è un apertura dell'arte visiva, il perfetto l'armonico viene ribaltato e ci si apre ad altri mondi. Non c'è più il rifiuto del mondo volgare, banale, ma con un processo di trasfigurazione poderoso è stato messo all'interno dell'opera d'arte, assumendolo come opera d'arte, portando a compimenti la natura di mimesi, la rappresentazione della cosa attraverso il soggetto ovvero l'artista. Andy Warhol diceva che un immagine non solo si diffonde, ma si ripete quotidianamente ogni giorno allo stesso modo, come noi passiamo davanti a un tabellone pubblicitario, la fotografia era stata relegata dall'arte pittorica, come nessun valore artistico, invece con Andy Warhol la fotografia assume un valore d'arte».

Ma perché costruire un display proprio in Second Life? «Perchè noi siamo qui, perchè si adatta a questo tipo di sviluppi, e perchè la pop art si è inserita all'interno dei media dell'epoca, media di comunicazione, stampa, giornali fotografia, la televisione e noi oggi possiamo anche aggiungere anche il computer e l'elaborazione dell'immagine. Questa è la scommessa di come possa essere presente la pop art in Second Life, di come sarebbe potuta essere.

Il museo immersivo è composto di dieci piani, su ogni piano c'è una riflessione di un filosofo «ci piace pensare che ciò che si guarda è aiutato da quello che si legge. Ad esempio al primo piano c'è Hegel con la frase sulla fine dell'arte: "l'arte per noi appartiene soltanto al passato". Le frasi servono come spunto, come possibile lettura di ciò che si andrà a vedere».

Per passare da un piano all'altro scordatevi le scale: su Second Life si vola e, soprattutto, non ci si fa male. Anche su questo ha puntato il builder Zorro: «La prima cosa che mi ricordo di Second life è "assolutamente vietato fare le scale in sl in un mondo dove si vola, le scale sono inutili (Marco Manray) ed è vero, e così ho fatto. La struttura doveva tirarsi un po' indietro artistiamente per far esaltare le opere, il museo sacralizza o avvalora l'opera d'arte, occorre quindi dare una sua unicità allo spazio espositivo, una visione semplificata. L'idea era quindi di fare una struttura unica rimanendo il più possibile invisibile».

Grazie al virtuale si può diventare opera d'arte, ed è quello che Eros boa ci fa diventare grazie alle sue ricostruzioni: «Le ricostruzioni non sono di certo identiche, ma ho cercato di rispettare l'opera. Il lavoro è fortemente grafico, poco di costruzione, e mi è servito per imparare ad apprezzare quest'arte, che prima non consideravo, e che invece ora apprezzo».

Al PAD è possibile anche trovare una stanza dedicata a Marlyn Monroe - l'anno prossimo sarà il cinquantenario dalla morte, e si prevedono diversi eventi - «La pop art parla della donna - ci spiega Matteus -, è un tema importante. Apparentemente è l'arte dell'oggetto di consumo, la pop art smaschera il feticismo della donna immagine, immagine di se stessa. Marlyn Monroe è l'icona più grande».

Si arriva poi alla Silver Factory, perfettamente ricostruita, la prima ricostruzione della Factory visibile che esiste al mondo, perchè anche quella cinematografica non è stata realizzata con questa precisione. La Factory è il laboratorio di Andy Warhol e racchiude gli anni più importanti, dal 1962 al 1968. Oggi purtroppo non esiste più, e per la ricostruzione è stata necessario uno studio approfondito basato sulla ricerca di circa 200 fotografie.

Non rimane che una visita, il PAD è sempre aperto.
Vengono anche organizzate delle visite guidate, eventi espositivi ed incontri d'arte.
PAD PopArtDisplay, buona visione.
Progetto realizzato senza il patrocinio del Ministero per i beni culturali

Per visitare il PAD occorre avere installato il viewer gratuito di Second Life ed seguire questo SLUrl

Il video è della reporter virtuale Valentina Tremont.

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Gli ultimi commenti

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Nome: MarkWD Helendale
Commento: Complimenti Annalisa. Finalmente si inizia a parlare di Second Life come strumento attivo, didattico e culturale, e non solo come uno stupido mondo virtuale. Ben scritto, ottima panoramica di quanto è stato fatto nel PAD e, di conseguenza, delle potenzialità che questo mezzo di comunicaizone permette. Avrei solo precisato che, per scaricare il viewer gratuito per collegarsi a Second Life, bisogna registrarsi al sito ufficiale http://www.secondlife.com.


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