Aspettando...Beckett, iniziamo ad assaporarne i Fragments

Elena Valeri - 18.03.2011 testo grande testo normale

Tags: avanguardia, forma, contenuto, perfezionista

Al Teatro Eutheca di Roma, in occasione di un'importante rassegna dedicata a Samuel Beckett, Peter Brook presenta Fragments.

Il Teatro Eutheca è luogo prescelto a ospitare la rappresentazione teatrale di uno dei maggiori drammaturghi contemporanei, Samuel Beckett, per la regia di Peter Brook.
L'Accademia Nazionale delle Arti si fa ente promotore dell'importante iniziativa, volta a celebrare la genialità di un'artista che, sovvertendo i canoni classici, ha scritto un nuovo capitolo del teatro d'avanguardia ancora poco letto.

Beckett è in assoluto un perfezionista, in grado di usare delle particolari tecniche, mai casuali, sempre misurate e precise, come richiederebbe uno spartito musicale, al fine di sopprimere la tradizionale idea di teatro. Il drammaturgo irlandese mira a distruggere quest'idea dall'interno, mostrando il mondo, paradossalmente, nella maniera più naturalistica possibile, come espressione di un caos totalizzante. La forma deve essere sempre funzionale a tale presupposto e coincidere con il contenuto.
Anche la sintassi propria del teatro deve essere totalmente ridotta, frammentata. A essere scalfita è piuttosto la rappresentazione dei personaggi, dei dialoghi e degli spazi comunemente intesi. Tutto si muove verso un'attesa di un qualcosa di indefinito. L'approssimarsi dell'agognata fine si risolve in un terminale nulla.
Si tratta solo di un progressivo muoversi verso l'afasia: l'uomo continua ad andare avanti, nonostante le sue condizioni fisiche e psicologiche siano sempre più tragiche. Ciò però non è speranza, è dannazione. Beckett traduce e condensa tale vuoto esistenziale sfruttando al massimo le possibilità della parola, fermo restando il presupposto sull'incapacità della parola stessa a significare.
Ma, come ci suggerisce Peter Brook, "Il suo umorismo salva lui, e noi, dal cadere e respinge le teorie e dogmi che offrono pie consolazioni. Eppure la sua vita è stata una costante, dolorante ricerca di significato. Beckett colloca gli esseri umani, esattamente come lui li conosceva, nelle tenebre. [...] Egli condivide le loro incertezze, il loro dolore. Ma quando Beckett ha scoperto il teatro, gli si è presentata la possibilità di lottare per l'unità, unità nella quale suono, movimento, ritmo, respiro e silenzio si fondono in un'unica giustezza. Questa era la richiesta spietata che fece a se stesso, una meta irraggiungibile che ha alimentato il suo bisogno di perfezione [...], in un celebrazione senza compromessi di ricerca della verità, sconosciuta, terribile, incredibile...".

In Fragments tale celebrazione è affidata a tre attori di calibro internazionale. La loro recitazione è scarna in quanto condensata in un unico gesto, in un'unica parola, in un unico sguardo, così come giustamente suggerito dalla regia di Peter Brook. Le quattro brevi pièces, tutte molto diverse tra loro, tranne forse le due interpretate dall'attrice solista, mettono in luce la qualità scenica dell'attore non sorretto da alcuna scenografia o espediente teatrale tradizionale. L'attenzione del pubblico è del tutto concentrata sul singolo individuo o sul gioco tragicomico che si innesta tra più esseri "menomati", che attendono l'esaurirsi del giorno ben consapevoli che, alla notte, ne succederà uno seguente, in un ciclo che non sembra avere fine. Fragments non può essere considerato un titolo casuale; è ciò che rimane dell'uomo,un frammento che solo la potenza dell'illusione teatrale riesce a riportare ad unità.

L'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma ha contribuito alla valorizzazione della stagione teatrale "Aspettando...Beckett" attraverso il "Progetto Speciale Teatro 2010-2011", promosso da Roma Capitale, in collaborazione con Agis. Inoltre il progetto organizzato dell'Accademia Nazionale delle Arti presso il Teatro Eutheca ha ottenuto il patrocinio del Consiglio della Regione Lazio.

Dal 15 al 19 Marzo 2011 al Teatro Eutheca
Fragments: Rough for Theatre I, Rockaby, Act Without Words II, Neither and Come and go
Testi di Samuel Beckett
Regia di Peter Brook e Marie-Hélène Estienne
Con Hayley CArmichael, Bruce Myers, Yoshi Oida
Prodotto da C.I.C.T./ Thèatre des Bouffes du Nord, Paris

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