Bunga-bunga per l'Italia del nostro scontento
Giulio Ragni - 13.02.2011

Tags: bunga, bunga, italia, berlusconi
Tra l'indignazione da un lato, e lo scherno dall'altro, l'Italia vive la fase (terminale?) del suo declino sociale e culturale con i famigerati 'bunga bunga'. In attesa del riscatto popolare...

Diciamolo francamente, a dispetto della rabbia, dell'indignazione, dell'intolleranza montante nei confronti di quello che è al centro del dibattito mediatico di questi giorni, è difficile non provare un moto d'ilarità per delle vicende così squallide e grottesche, per un Potere che si manifesta nei suoi aspetti più ridicoli, vecchi laidi alla ricerca della giovinezza perduta, alimentati da fantasie erotiche da fumetti zozzi di qualche decennio fa, e una pletora di corifei che cercano disperatamente di ridimensionare quello che accade(va?) durante gli ormai famigerati bunga bunga.
Tuttavia, anche se In Italia la situazione è grave ma non seria, il paese ne esce a pezzi, in preda ad una barbarie che sembra non conoscere mai fine: e così mentre fanciulle dall'inequivocabile e consapevole fare mignottesco si fanno strada con le loro virtù amatorie, perchè si sa che per fare il mestiere ci vuole anche un poo' di vocazione, Pompei e i monumenti di Roma crollano a causa di decenni di incuria e indifferenza, direttori di giornali infarciscono di turpiloquio i loro discutibili editoriali - Uno a caso: ha il mento pronunciato, la chioma argentea, un'insanabile passione per i finti attentati per sè e per gli altri, e la simpatia congenita di un cancro alla prostata - librerie storiche e sale cinematografiche d'essai chiudono i battenti per mancanza di politiche culturali, e chi ha una laurea e la possibilità di andarsene all'estero, abbandona la nave che affonda in cerca di fortuna altrove.
Io sto male, io non so cosa fare, pensa il giovane italiano medio rimasto in patria, trentenne o già di là, con zero prospettive ed un orizzonte di eterna precarietà davanti a sè, quando non prova, ipotesi ancora peggiore, un malcelato sentimento di invidia e di segreta ammirazione per il potente di turno, sfrenato nell'esibizione delle sue ricchezze materiali e tutto ciò che ne consegue. Merda, merda e merda, direbbe l'amico Barney.
Eppure, sommersa da questa immondizia ben più dannosa e putrescente di quella delle strade della Campania, esiste un'Italia migliore, migliore di questa sempre più gretta, superba e assassina che ci comanda e che disprezza le risorse culturali ed intellettive del suo popolo, un'Italia che non vuole franare sotto macerie ancora più rovinose di quelle de L'Aquila; ma non è più tempo della protesta sommessa, dello sfogo frustrato, del pianisteo che denuncia, sotto sotto, arrendevolezza. E' il momento di agire.
Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, ma ora c'è bisogno di tramutare la rabbia in azione concreta, la necessità di riappropriarsi di quella cultura che una classe politica indegna, nella sua totalità o quasi, ci sta scippando: e allora smettiamo di leggere i giornali spazzatura, e spegniamo la televisione quando ci propina pseudo intellettuali che cianciano sul nulla nei salotti televisivi, difendiamo con iniziative concrete i luoghi di arte e cultura presenti nei quartieri delle nostre città, facciamo, nel nostro piccolo, uno sforzo quotidiano per non lasciarci avvincere dal torpore dell'indifferenza, perennemente in agguato. E cerchiamo, se possibile, di non credere che la sola alternativa sia fuggire all'estero, e lasciare il paese nelle mani dell'Italia peggiore. Altrimenti vorrà dire che il bunga bunga ce lo siamo meritati tutti quanti, senza distinzione alcuna.
Appendice citazioni
Aforisma di Ennio Flaiano
La città vecchia, canzone di Fabrizio De Andrè
Io sto bene, canzone dei CCCP
La versione di Barney, romanzo di Mordecai Richler
Noi credevamo, film di Mario Martone
Urlo, poema di Allen Ginsberg
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