Le signorine di Wilko, un'analisi sul peso del tempo

Omar Manini - 09.12.2010 testo grande testo normale

Tags: Le signorine di Wilko, Jaroslaw Iwaszkiewicz, Alvis Hermanis, Sergio Romano

Sei donne, un uomo, il tempo: un ritorno che ha il sapore della tragedia umana.

Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Udine - Uno spettacolo sul dolore dovuto alla perdita di qualcuno e sulla condanna alla sopravvivenza; sui turbamenti di chi non ha ottenuto qualcosa a cui ambiva e ora, dinnanzi al tempo che scorre imperturbabilmente, si vede sfiorire, cambiare.

Il testo tratto dal romanzo breve dello scrittore polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz, viene proposto dall'illuminata regia di Alvis Hermanis, quarantenne regista lettone acclamato dalla critica.
La storia ruota attorno a Wiktor Ruben (Sergio Romano), un uomo di mezza etą colpito da un grave lutto a cui il medico consiglia di prendersi un periodo di riposo. Egli sceglie di andare nel paesino di Wilko dove incontra sei sorelle conosciute in gioventł: Jola (Laura Marinoni), Julcia (Patrizia Punzo), Kazia (Carlotta Viscovo), Fela (Irene Petris), Zosia (Fabrizia Scacchi), Tunia (Alice Torriani). Sarą questo il motivo dello sconvolgimento dell'equilibrio emotivo delle sorelle e il compimento della sua tragica presa di coscienza come uomo.

In una continua (ri)evocazione del passato e dei rapporti intessuti tra loro, si sviluppa un doloroso percorso umano, lucido esempio di sconfitta delle proprie pulsioni e di inconsapevolezza costante dei propri desideri.
Le sei sorelle, una delle quali č solo una presenza fantasmatica che incombe nei pensieri/incubi dei protagonisti, sono figure che racchiudono in sč la tragedia di un tempo che le ha condannate all'oblio; figure altamente tragiche che fungono da catalizzatori per il chiarimento emotivo di Wiktor.

Una bellissima scenografia, firmata da Andris Freibergs, restituisce un potere metaforico allo spazio teatrale, raccontando il non-detto del testo; lo spazio, avvolto da elementi che suggeriscono l'abbandono e la trascuratezza, č popolato da oggetti che sono al contempo ricchi custodi delle memorie dei personaggi e prigioni delle proprie fantasie giovanili.
Quindi il vero protagonista della pičce č il Tempo, che raffredda i rapporti interpersonali e mette distanza tra le persone, anteponendo silenzi carichi di significati e disagi tra esse.
Ma č proprio la distanza da Wilko (fisica e temporale), che č stata imposta a Wiktor dal casuale svolgimento della vita, che lo porta ora a confrontarsi con se stesso e con i propri fantasmi: un'autoanalisi per la prima volta sincera e totale, forse tardiva e per questo carica di rimpianti e sofferenza.

Tra lampi scenici di accecante bellezza formale, raffinate analisi psicologiche e momenti spesso molto difficili e "intellettualistici", le due ore di spettacolo ci fanno riflettere intensamente, anche grazie all'ottimo, perfettamente assortito cast.

Ancora in scena in Regione
dal 15 al 19 Dicembre 2010
Politeama Rossetti, Trieste
info e costi: www.ilrossetti.it


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