Mittelfest '10 - Elio Germano interpreta le nostre vite in ''Thom Pain (basato sul niente)''

Omar Manini - 21.07.2010 testo grande testo normale

Tags: Elio Germano, Thom Pain, Will Eno, Mittelfest

Al Mittelfest 2010, un ottimo Elio Germano ci introduce a un bellissimo monologo.

Mittelfest '10, Cividale del Friuli (Ud) – Se ne può discutere, ma sembra che solo i grandi nomi riescano ad attirare un grande pubblico, almeno in questo avvio di rassegna. Dopo le prime polemiche sulle scarse presenze di questi giorni, malgrado delle proposte giudicate più che valide, ci ha pensato Elio Germano a dare la scossa alla sonnacchiosa Cividale.
Arrivato in città per presentare il suo debutto nazionale come regista e (unico) attore del testo "Thom Pain (basato sul niente)" di Will Eno, è riuscito a riempire in ogni ordine la platea allestita nella Chiesa di San Francesco e a richiamare tra il pubblico anche colleghi come Silvio Orlando.

Il monologo, della durata di un'ora e dieci, è ambientato in uno spazio-non spazio e in un tempo non dichiarato, anche se certamente è una lettura contemporanea del mondo e della vita.
Il protagonista, Thom Pain, si muove nervosamente su un palco spoglio, allestito con una sola sedia, e manifesta piccoli tic e sbalzi d'umore mentre si lascia andare a riflessioni e pensieri in ordine sparso. Si rivolge continuamente (retoricamente) al pubblico e gli chiede di immaginare scene molto disparate tra loro: un bimbo che scrive sul fango e un cane fulminato, il rapporto a due con una ragazza.
Cos'è che lega tutto questo? Una riflessione sull'incongruenza della vita e sulla predominanza della paura (parola chiave della pièce) nelle nostre scelte e nella manifestazione dei nostri sentimenti. C'è anche dell'altro però: alla fine dello spettacolo si tirano le somme e scopriamo che questi pensieri, apparentemente sconclusionati, sono la piena presa di coscienza del fallimento di una vita, degli errori dello stesso Pain, sono i ricordi (e le moltissime ferite) che ne costellano il percorso dall'infanzia all'età adulta, tra non detto, peso della solitudine, incomprensioni...
E sono le nostre stesse memorie perché, alla fine, Pain (dolore, nda) non è altro che la nostra coscienza che esplode, quella voce (natura) che tentiamo di camuffare, reprimere, schiacciare, salvo poi esserne sconfitti e vivere di rimpianti/rimorsi.
Thom Pain non è diverso da noi e non vuole darci insegnamenti morali, ma solo farci capire che gli sbagli sono dietro l'angolo e che per questo l'unica soluzione è vivere senza aver paura.

Elio Germano rende perfettamente un ruolo stratificato e pieno di cambi umorali, donando al personaggio pensato da Eno uno spessore umano degno della nostra contemporaneità e delle sue mille contraddizioni. Egli cavalca con sicurezza isterismi e nevrosi, alternando sottigliezze intimiste e dolcezze inaspettate, dimostrandosi ancora una volta un cavallo di razza.

Thom Pain (basato sul niente)
Di: Will Eno
Finalista Pulitzer 2005
Traduzione: Noemi Abe
Regia: Elio Germano con Silvio Peroni
Con: Elio Germano
Durata: 70 minuti
Produzione: BAM teatro – P. Pisani


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