Francesca Diodati - 08.02.2010

Oedipus on the top, ospite al Teatro Vascello di Roma, nasce come un laboratorio di studio dei linguaggi teatrali, incentrato sull’interazione tra danza, musica e teatro.
Edipo è una storia profondamente attuale, di integrazione e diversità, di ricerca di un'identità confusa e annebbiata. Dura poco più di un'ora l'Edipo di Duccio Camerini e della compagnia "La casa dei racconti" da lui diretta, è una sintesi armonica di arte performativa e rappresentazione teatrale che si manifesta con un'inaspettata capacità espressiva.
L'uomo è una miserevole comunità di homeless in cui i personaggi sono retrocessi alla loro bestialità, parte di un'animalità quasi incolpevole, ma inestinguibile. Non manca di esprimersi, inspiegabile, la tenerezza, perversa, quando l'istinto ha il sopravvento ed è in fondo compatito.
Laio è un omone dall'espressione inquietante che sfoga i suoi istinti sessuali senza controllo, Giocasta un'ingenua inconsapevole. La coppia si forma ed ha persino dell'affettuoso.
La nascita di Edipo fa scoprire l'istinto di una maternità intelligente che inevitabilmente piange la perdita del figlio e Giocasta è mummificata nel lenzuolo che rappresenta la nascita e l'assenza, fino al ritorno di Edipo per il compiersi della tragedia. Edipo è condotto da Camerini alla ricerca delle sue origini non soltanto come personaggio della scena, ma in quanto mito stesso, al di là dunque della rappresentazione di Sofocle e dell'allegoria di Freud. E' un uomo che compie la sua evoluzione, a suo modo, nel mistero del dolore di una colpa mai commessa. La messa in scena del conflitto tra il comprensibile logico e il divino illogico, sofferto e ineluttabile, tra la volontà del singolo e il fato.
Mentre la scenografia muta di pochissimo in tutta la rappresentazione, gli attori si muovono snodabili in tutto lo spazio scenico, che in questo caso non esclude la platea ed, in alcuni momenti, l'interazione con gli spettatori.
Oedipus on the top è una recitazione assolutamente silente in cui il testo, pur mancando di ogni forma verbale, comunica, attraverso una sorta di telepatia artistica.
Parlano vivacemente i movimenti del corpo, le acute metafore scenografiche e infine la musica. Le composizioni originali di Fabrizio Sciannameo sono un elemento fondamentale, presente fisicamente nel centro del palco, subito dietro la scena. Una batteria che sembra scandire l'incedere del destino stesso, mentre tastiera e chitarra favoleggiano sulle emozioni dei personaggi e le atmosfere delle loro vicende. Un rock melodico e semplice che si ripete nei fraseggi come la nostra vita che ripete le immortali e immutabili dinamiche misteriose del destino per cui, inconsapevoli, siamo nati.
Leggende da raccontare. Nasciamo bambini per diventare uomini ed eseguire senza variazioni la nostra profezia?
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