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In scena i quadri della vita di Galileo

Omar Manini - 30.01.2010 testo grande testo normale

Udine, Ariateatro. La compagnia teatrale con sede a Pergine Valsugana (Tn), ha portato in scena Vita di Galileo di Bertolt Brecht.


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Spezzettata in "quadri", ha avuto una genesi (1938-‘39) piuttosto travagliata e ricca di riadattamenti nel puro stile brechtiano, dove ogni testo era passibile di continue rivisitazioni e aggiornamenti (i famosi "tentativi"). In questo dramma ripercorriamo le alterne (s)fortune di Galilei, dalla scoperta della validità delle teorie copernicane, all'ideazione del cannocchiale, dall'abiura professata a Venezia, fino agli ultimi anni della vecchiaia costretto alla clausura dell'inquisizione.

Figura imprescindibile per la scienza, qui Galileo diventa anche un pilastro del teatro impegnato. Portavoce della lucidità logico-scientifica del suo metodo sperimentale, dovette fare i conti con i dogmi del sapere mitizzato (Aristotele) e della Chiesa che, non avendo risposte alla verità dimostrabile, volle cancellare anche le prove dell'intelletto. Un'arroganza che trova spiegazione anche nella ricerca di mantenere il primato temporale, altrimenti (con la nascita del pensiero individuale) irrimediabilmente pericolante.

Teatro d'accusa contro la volgare arroganza del potere, ne mette in luce la folle furbizia, ma anche una forza impari che riesce a piegare la dabbenaggine collettiva. Galilei viene letto come illuminato oppositore a questo sistema ("vi chiedo solo di credere a ciò che vedete, ai vostri occhi"), ma anche come un uomo reale, con i suoi mille dubbi, indeciso tra il cedimento e la resistenza. Convinto assertore e maestro entusiasta del suo giovanissimo allievo, assistiamo al suo progressivo decadimento, nel fisico (diventerà quasi cieco) e nelle forze d'opposizione a un mostro virtuale che vincerà la battaglia contro la persona, ma non contro la sua verità.
Fantastiche le riflessioni sull'importanza dell'idea più che dello strumento in sé (con il cannocchiale già inventato dagli olandesi, ma riutilizzato e rivisto negli scopi da Galilei), sul ruolo della scienza come mezzo utile per gli scopi (non bellici) degli uomini e non fine a se stessa e sulla forza del dubbio (primo strumento di maturità, verità e libertà).

Ariateatro rende questo lavoro teatrale affidandosi alla regia pulita, senza nessuna pesantezza e ricca di spunti incisivi (la scena dei tre filosofi su tutte, nda) di Riccardo Bellandi; egli riesce ad esprimere a tutto tondo la veemenza del percorso umano del protagonista. Semplici, ma molto efficaci, anche gli elementi scenici e i costumi di Chiara Benedetti e Anna Lazzarini. Non è possibile dimenticare la bellissima prova d'attrice di Paola Mitri, elegante e molto intensa, e il superbo Denis Fontanari: il suo Galileo è di una forza straripante, di una vitalità che conquista per espressività, dizione, immedesimazione.

Per informazioni sugli spettacoli, le rassegne e i corsi:
Compagnia teatrale "Ariateatro":
Teatro delle Garberie, Pergine Valsugana (TN)
www.ariateatro.it
Tel.: 349/0074050
e-mail: info@ariateatro.it

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