La nostra cara mamma Rai e il giornalismo

Annalisa Cameli - 23.09.2009 testo grande testo normale

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Tags: annozero, michele santoro, balzola, liofredi

Se ne sono sentite diverse in questi giorni, dalle trasmissioni “slittate” per dare spazio a Porta a porta all’ultima su Annozero. E ci si domanda cosa sia il giornalismo, oggi.

Fare giornalismo non è semplice, e questo si sa. Fare giornalismo significa portare alla conoscenza di tutti le informazioni che i cittadini, che studiano, lavorano, che hanno famiglia, non possono andare a cercarsi da soli (e che comunque non riceverebbero).
Per fare giornalismo in Italia oggi occorre una buona dose di fortuna, oltre che di capacità critica, oggettività e una notevole quantità di infomazioni come dote.
Gli ultimi giorni sono stati scoppiettanti per mamma Rai e per i giornalisti.
Il 15 settembre c'è stata una rivoluzione dei palinsesti televisivi, con la cancellazione di due importanti trasmissioni: Ballarò (Rai3) e Matrix (Canale 5). La prima ufficiale, la seconda per “motivi tecnici”. Il tutto per dare spazio a Porta a porta, ospite importante, il Premier Berlusconi con un argomento altrettanto importante, la consegna dei primi nuclei abitativi per i terremotati in Abruzzo (fonte AGI). Che poi le casette non fossero quelle del Governo, ma della Protezione Civile (fonte l'Unità)– e quindi pagate con i soldi raccolti fra noi comuni mortali – e che secondo Striscia la notizia alcune di queste siano senza arredamento, sono argomenti politici che verranno trattati in altra sede.

Tornando al “caso Ballaro'” Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai ha affermato che "La decisione, all'ultimo momento, di bloccare sia pure una tantum, la puntata di Ballaro' su Rai 3 perchè coincidente con Porta a Porta su Rai 1, edizione speciale dedicata alla consegna delle case ricostruite in Abruzzo dopo il terremoto, di fatto contraddice il criterio di un palinsesto differenziato, volto a stabilire con il pubblico appuntamenti programmabili. Le due trasmissioni hanno sempre convissuto all'interno dei palinsesti delle rispettive reti, e la deroga, specie se perentoria, costituirebbe un problema da dover prontamente risolvere" (fonte Ansa).
Tutto questo qualche giorno dopo il tentennamento di un'altra trasmissione discussa, Report di Milena Gabanelli, il contratto in ritardo per Fabio Fazio, la sorte incerta di vari altri programmi, come “Parla con me”.
Senza contare, oltretutto, che nulla è servito lo spostamento: gli italiani, infatti, hanno preferito guardare Gabriel Garko su Canale 5 o le partite di Champions League su Sky (i dati dicono che il 13% ha seguito Porta a Porta, il 20% il fisico – e la bravura, si si… - di Garko).

Arrivando a ieri 22 settembre, la conferenza stampa di Annozero (che partirà domani 24 settembre): un battibecco fra Liofredi, direttore di Rai2, e Michele Santoro.
La conferenza è andata più o meno così - Liofredi:«Abbiamo cercato di metterlo in condizione di lavorare (si riferisce a Santoro) perché lui chiedeva troupe particolari», l'incaricato della gestione delle troupe della Rai, Stefano Balzola «Santoro sceglie degli operatori specifici con nomi e cognomi. La Rai ha risorse interne, finchè le risorse interne non sono sature bisognerebbe usare quelle, Santoro preferisce per ragioni editoriali, di individuare degli operatori di ripresa specifici esterni…», Santoro: «È completamente falso (a Balzola). Bugiardo! (a Liofredi) Noi lavoriamo con questi operatori da 15 / 20 anni perché non ci sono le risorse interne destinate a questo programma», Liofredi: «Non è così, ti posso garantire che c'è stata la volontà di metterti in condizione di lavorare. Per quello che mi riguarda, ne farei anche a meno di una trasmissione così, mi piacerebbe di più un bel confronto politico».

Santoro ripercorre poi la storia di mamma Rai, andando a toccare proprio il problema del “giornalista”: «Noi abbiamo una televisione dove il confine del proibito si è notevolmente allargato. Se io facessi le trasmissioni che ho fatto negli anni '90 oggi sarei considerato un dinamitardo» e continua «è assurdo che i giornalisti della Rai, i colleghi della Rai non reagiscono a quel che sta succedendo. Devono reagire prima che sia troppo tardi, prima che si diventi come l'Alitalia».
La polemica si conclude con un.. “il” problema principale, Marco Travaglio. L'ultimatum arriva proprio da Santoro: «Travaglio c'è, perché se non c'è non ci sarà neanche Annozero».

Da parte sua Marco Travaglio, sconcertato, commenta: «Aspettate che io faccia qualcosa prima di bastonarmi». Travaglio esce proprio oggi con il suo primo numero de Il fatto, prima pagina proprio la conferenza stampa di Annozero. Ma questa è un'altra storia.

Per noi, riuscire a rispondere alla domanda “che cos'è il giornalismo oggi” e "che cos'è il giornalismo televisivo” sarebbero già.. due ottimi passi avanti.
Voi sapreste rispondere?

Nelle foto Santoro, Balzola, Liofredi, Berlsuconi e Vespa, Travaglio
Il Video è della conferenza di Annozero, 22 settembre 2009, Roma
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Gli ultimi commenti

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Nome: Annalisa Cameli
Commento: Avete letto gli ultimi commenti su Annozero? Ci si domanda proprio quello che , alla fine, ci stiamo chiedendo noi... punto clou l'INFORMAZIONE. Schifani dice: "attenti al buon gusto,mi preoccupa è che l'imbarbarimento della politica si stia spostando Calderoli "Premesso che il tentativo di delegittimare Berlusconi da parte di alcuni gruppi editoriali, e anche di trasmissioni della tv pubblica, non è giornalismo ma politica condotta con altri subdoli mezzi, visto che in Italia non c'è un editore puro che sia uno, a Berlusconi consiglio di guardarsi le spalle anche dal fuoco amico." Dall'opposizione Massimo D'Alema definisce «del tutto inopportuno» l'intervento di Scajola: «Conferma l'atteggimento di intolleranza da parte del governo, o almeno di alcune personalità del governo verso la libertà di informazione». Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazione del Pd, parla di «abuso»: «Il governo non ha alcun potere di intervento o di istruttoria su singoli programmi della Rai. In quindici anni di vigenza dei contratti di servizio non si è mai visto un intervento del genere>>. Anche di pietro interviene: «La vicenda di "Annozero" fa comprendere in tutta la sua gravità lo stato della democrazia in Italia>> (fonte La Repubblica) il bello è che anche io penso che la politica si stia troppo addentrando nel giornalismo, sono due cose distinte che dovrebbero rimanere distinte.. ma il bello è che sono proprio i politici i primi a commentare XD


Nome: Annalisa Cameli
Commento: Giulio, io però mi chiedo sempre... ma ci sarà un modo per cambiare le cose? Personalmente vedo che la gente come noi combatte tutti i giorni, per i propri diritti come il lavoro, la famiglia, mentre altri se la godono alle nostre spalle. Perchè? Non si riesce a rispondere a questa domanda... Se parli coi bambini per loro è semplice, ti dicono: "io se fossi il Presidente della Repubblica (perchè per loro è giustamente la carica più alta quindi con molti poteri) fare così, così e così" e il bello è che il discorso fila! Per le evasioni fiscali ci sarebbero diverse soluzioni, perchè non si applicano? E perchè regolarmente vengono torchiate le piccole aziende piuttosto che le grandi? Perchè, nel nostro campo, i fondi vanno semrpe alle grandi fondazioni che spesso se li mangiano i soldi? Tutto questo porta spesso alla fuga dall'Italia, ne parlavamo con Luca Maggio e nei suoi Bondeide. Ma ci vuole più coraggio a rimanere o a partire?


Nome: giulio
Commento: Perché l'italiano medio sostanzialmente se ne frega. Lo dice la storia del nostro paese, il popolo italiano, siccome non ama prendersi delle responsabilità, demanda tutto a una capo, a un comandante, e chi se ne frega se ruba, è corrotto, è un evasore fiscale, dice che un mafioso omertoso è un eroe, va a zoccole pur dichiarandosi un perfetto cattolico, basta che mi fa pagare meno tasse e risolve i problemi (fosse vero poi!). E chi si vuole ribellare a ciò, giornalista, magistrato, semplice cittadino, non fa notizia perché appartiene ad un "elite di merda" (citazione del sempre sobrio e raffinato Ministro Brunetta).


Nome: Annalisa Cameli
Commento: io quello che mi chiedo è come mai l'italiano non si ribelli :) A parole sono tutti bravi, ma quando si tratta di fare i fatti le persone si nascondono... E questo in tutte le categorie, sopratutto quella gironalistica che, come dici tu, dovrebbe essere una sorta di... "polizia" democratica che da voce al popolo.


Nome: giulio
Commento: Il problema del giornalismo italiano è sempre stata la sua dipendenza dal potere politico. La mancanza di editori puri ha trasformato i giornalisti, che dovrebbero essere i cani da guardia del Potere, in loro servi, schierati a fianco del Padrone nella battaglia contro il Nemico. Certo ci sono state felici eccezioni di autonomia e indipendenza (Biagi, Montanelli... i nomi li sappiamo tutti) ma finché non si reciderà qusto cordone ombelicale tra politica e giornalismo, che strangola il secondo in un abbraccio mortale, senza dimenticare l'assurdità tutta italiana di rendere eleggibile un signore che possiede tutta la tv privata, mezza stampa e bruscoli vari, non c'è alcuna speranza di risollevarne le sorti.


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