Agrodolce: il progetto che rischiava di chiudere

Sergio Toffolo - 12.07.2009 testo grande testo normale

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Tags: agrodolce,raieducational,soap opera

Intersezioni dei generi e commistura di linguaggio, occhio alla cultura italiana e adempimento della vocazione televisiva europea: Agrodolce, il prodotto che rischiava di chiudere nonostante il discreto auditel.

“ Educare, divertire, informare” è lo slogan e parametro delle tv di stato europee, che dal primo dopoguerra in poi, sull'esempio della BBC inglese, ha accompagnato l'essenza stessa delle produzioni pubbliche televisive. Creare contenuti di qualità con un linguaggio competitivo dall'avvento delle tv private in Italia, è stata una sfida per tutti gli addetti ai lavori, e il progetto "Agrodolce" sembra essere uno dei figli di tale sforzo.
La Rai, dopo aver iniziato a cambiare il linguaggio televisivo della soap opera con "Un posto al sole" (basti pensare ai tre strand che compongono la sceneggiatura, con mescolanze di upper class, commedia all'italiana e problematiche sociali) ci ha riprovato nella scorsa stagione televisiva con il romanzo popolare "Agrodolce".
Educare, divertire e informare diventano, con questa produzione, non solo uno slogan ma un vero e proprio prodotto con linguaggio da soap opera e capace di rispecchiare la realtà contingente dell'Italia: immigrazione, scuola, famiglia, malavita organizzata nella realtà sociale di una Sicilia composta da persone che partono e tornano all'isola con sogni di speranza. Rai Educational ed Einstein Fiction si sono unite per dare voce alla coscienza e all'identità di un'isola che è patrimonio dell'intera cultura italiana (…Giacomo da Lentini insegna…).
"Agrodolce", però, non è solo un prodotto televisivo ben confezionato, ma è un vero e proprio progetto industriale lungimirante: costruire in Sicilia un'industria cinematografica che crea occupazione grazie allo scenario naturale che essa offre. Il romanzo popolare, infatti, è la prima prova di questa intesa; intesa che ha rischiato di chiudere a causa del ventilato non rinnovo del finanziamento di 12,7 milioni di euro da parte della Regione Sicilia al progetto. L'assessore Antonello Antinoro aveva affermato “ Non sono chiari i ritorni d'immagini che giustificano un intervento finanziario di tale portata[…] voglio solo chiarire alcune parti dell´accordo, a partire dal rapporto benefici-costi per la Regione”. L'attesa preoccupata di molti lavoratori ha trovato finalmente una risposta. Si legge, infatti, in un comunicato di Luca Josi, direttore di Einstein Fiction, che la Giunta Regionale ha deciso di proseguire la serie. La sperimentazione linguistica di Agrodolce e il progetto del cinema siciliano potranno continuare, ma la domanda sorge spontanea: perché il pubblico ha taciuto? Parafrasando una nota canzone “per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti”.

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