Eli stone: una possibile visione dell'uomo moderno!

Sergio Toffolo - 26.06.2009 testo grande testo normale

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Tags: eli stone, telefilm, italia1

E' da poco sbarcato su Italia 1 Eli Stone, protagonista dell'ultima serie americana di ambientazione legale, che prova a ripercorrere il successo ottenuto a fine anni 90 da Ally Mc Beal. il risultato sarà all'altezza delle aspettative?

In principio era Ally Mcbeal, una donna fragile, descritta con sottile ironia e acume di dialoghi dove del legal dramma tradizionale rimaneva solo la scarna ossatura del genere stesso: un caso, un'inchiesta, testimoni a sorpresa, sentenza positiva.
Quell'esperienza televisiva, composta da cinque stagioni, andata in onda in Italia dal 1997 al 2002, ha avuto l'intuizione di far dialogare il piano reale e quello fantasmatico della protagonista attraverso effetti speciali, dando immagine alle inquietudini dell'uomo di fine secolo tanto caro alla satira di Woody Allen.
Quale volto dare allora all'uomo moderno in delirio di facebook? La tv, maestra nel dare voce esattamente a ciò che il suo pubblico reclama, ci riprova con Eli Stone, finalmente trasmesso in Italia dalla seconda rete Mediaset. Dopo l'esperienza degli avatar che permettono una vita parallela costituita da successi auto creati e auto celebrati, la religiosità spiccia che sfocia nel delirio dell'onnipotenza arriva negli schermi con il volto del protagonista della serie Jonny Lee Miller. Come Ally Mcbeal, anche Eli Stone, è ambientato in uno studio legale, ma a differenza della “collega” non sono i casi giudiziari a porsi a pretesto della riflessione sull'uomo contemporaneo, ma è “la verità rivelata dalle allucinazioni” a cambiare la sorte del caso. Eli Stone, infatti, convive con un aneurisma nel cervello, dichiarato inoperabile dal fratello medico, ne comprime i tessuti creando delle allucinazioni al protagonista. Nel corso di ogni puntata, le allucinazioni, condurranno il protagonista a risolvere il caso affidatogli dal destino e come il nuovo Mosè che guida gli Israeliti oltre la schiavitù grazie al suo dialogo con Dio, Miller, è pervaso dall'esperienza dell'infinito che lo travolge permettendo il superamento del naturale dubitare umano verso un bene più grande ancora non definito.
Dialoghi mordenti, lotta interiore contro la malattia, ironia e immagini oniriche rendono questo legal dramma di sicuro interesse per pubblico e critica, anche se, insito nel suo dna, si intravede già la fine precoce della seria. Le produzioni madre in Usa, a differenza di quelle europee, non utilizzano le linee orizzontali, quelle cioè che permettono l'unione tra le puntate di una serie puntando l'attenzione sulla storia personale dei protagonisti, limitandosi ad abbozzarle. Il pubblico americano, a differenza di quello del vecchio continente, è più attento ad un prodotto mordi e fuggi, dove il ripristino della situazione iniziale presentata a inizio puntata sia garantito, senza sconvolgimenti e senza echi interiori da parte dello spettatore. Se legal serial come Law & Order e spin off, hanno successo è proprio per quel principio del ritorno all'identico che permette una fidelizzazione del pubblico sulla struttura dei fatti e non sui protagonisti. La produzione televisiva, infatti, alla fine della seconda serie è stata cancellata dal palinsesto della rete ABC, per mancanza di odience. La precarietà della vita, la malattia che preannuncia la morte e la speranza che la propria vita abbia un senso, proposti da Eli Stone, possono essere il paradigma dello stato d'animo dell'uomo contemporaneo? Sentenza ai telespettori.

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