Il giro, un amore e una rosa (e in calo?)

Andrea Besenzoni - 18.06.2009 testo grande testo normale

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Tags: giro, Italia, ciclismo, Di Luca

In attesa della partenza del Tour de France, si tirano le somme sportive, televisive e non solo della corsa Rosa, che (nonostante il calo degli ascolti televisivi) non perde il suo fascino

I tifosi di ciclismo non perdono la passione per il Giro d'Italia, i telespettatori forse si. Frutto sicuramente dei disastri pregressi che questo sport ha causato, nel corso degli anni, nel cuore dei tifosi, ormai abituati a delusioni sportive chiamate doping, scandali e vittorie a tavolino.
Risultato: lo share medio del Giro è calato dal 21 al 18 per cento circa rispetto all'edizione dello scorso anno, con picchi di ascolto del 22 per cento nella prima settimana.
Uno degli aspetti stranianti di questa edizione della corsa rosa è infatti stato il percorso di gara, con le tappe dolomitiche (attenzione: nessun “tappone”, di quelli che come in passato tenevano fino a un italiano su tre attaccato agli schermi) piazzate a inizio corsa, e di conseguenza incapaci di dare scossoni in classifica.

A nulla è valso l'invito di un pezzo da novanta come l'americano Lance Armstrong , in evidente stato di cattive condizioni fisiche, e perciò relegato a gregario di un compagno di squadra mai entrato realmente nei giochi. Il Giro sperava di trovare in Armstrong la stella mediatica che, piaccia o meno, manca dai tempi del rimpianto Marco Pantani, unico vero artista della bicicletta, capace di emozionare i giovani per il suo stile aggressivo e i meno giovani che in lui rivedevano i grandi della storia. Si sperava in Armstrong per togliere al Giro quell'aura di corsa “di seconda fascia”, quantomeno se paragonata al Tour De France, in cui spesso capita che i protagonisti rosa deludano.
Ma il texano era reduce da una frattura alla spalla, e ha utilizzato il Giro per rientrare in condizione per la corsa francese, cui proverà un improbabile attacco all'ottava, storica vittoria. Gli italiani hanno ricevuto una batosta a Milano (fine della prima settimana) quando una protesta del gruppo (a causa del percorso troppo pericoloso) ha praticamente annullato lo spettacolo con una tappa percorsa a passo d'uomo. E dire che il percorso non era peggio del solito, e dire che già l'arrivo della corsa a Roma, con la passerella di Milano (storica sede di arrivo del Giro) relegata in una domenica qualunque era un ulteriore motivo di perdita di ascolti.
Logico quindi il calo di attenzione ed emozione nelle ultime settimane, in cui lo spettacolo è stato relegato ai due chilometri della salita bolognese di San Luca (ma non si poteva fare un circuito e farlo ripetere due o tre volte?) e a poco altro. Insomma, un Giro “al contrario” che ha fatto mancare l'apporto del pubblico (televisivo: le strade hanno per fortuna vissuto il solito festoso bagno di folla) proprio nell'anno in cui la Rai ha finalmente sfruttato a pieno le nuove tecnologie: il digitale terrestre,m con le dirette delle tappe, molto più lunghe che su RaiTre, sul canale Rai Sport+. Buoni tutto sommato gli ascolti del processo alla tappa (punte del 15 per cento di share), che però alle volte denuncia una certa mancanza di esperti “di una volta”. Insomma, i tempi di de Zan sono distanti anni luce, questi sono gli anni degli onorevolissimi Cassani-Bulbarelli, coppia affiatata e competente, ma anche del duo Sgarbozza-Bartoletti, del quale ci si continua a chiedere quale sia collocazione in Rai Sport.
Champions League? Serie A? Dribbling? Giro d'Italia? O (come è accaduto) Dribbling dagli studi del Giro per non farsi mancare nulla, ma proprio nulla? Menzione d'onore per il canale internet Rai Tv, da cui chi scrive ha visto per necessità buona parte della trasmissioni del Giro: un portale finalmente a misura di utente web, interattivo e di facile utilizzo. Tutti i canali Rai sono presenti, con il palinsesto aggiornato sul lato destro della pagina: l'appassionato del Giro non aveva quindi scuse per non perdersi non solo le dirette delle tappe, ma anche di tutte le trasmissioni a corollario della carovana: fra loro meritano una citazione “Si gira” e “Aspettando il giro”, grazie alle quali è stato possibile non solo vivere l'atmosfera della partenza di tappa, ma anche la cultura e il folclore delle terre italiane, le vere protagoniste dei villaggi di partenza e arrivo delle frazioni. Grande successo ha infatti riscosso l'iniziativa ”La qualità in Giro”, finalizzata principalmente a far conoscere la qualità dei prodotti Dop o Igp, di cui il Belpaese è ricco. Ad ogni tappa della corsa rosa, è stato promosso e presentato un diverso prodotto tipico, ognuno con il suo speciale rapporto con il territorio. Non è mancato nulla: dai formaggi ai salumi,dall'olio ai prodotti della terra: un viaggio di tre settimane all'interno del sapore italiano insieme a Fabio Campoli, chef di Rai Uno che ha firmato le ricette proposte per tutte le tappe.

Un viaggio voluto dal Ministero delle politiche agricole che anche la televisione ha valorizzato con i collegamenti pre-tappa. Tornando al web, l'utente ha premiato il sito della Rai, che ha raddoppiato gli utenti unici rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (30 mila al giorno): un bel colpo, che ricompensa parzialmente il calo di ascolti televisivi e la confusione di chi questo giro lo ha disegnato.

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