A teatro con Massimo Bagliani si ride fino alle lacrime

Francesca Diodati - 04.04.2009 testo grande testo normale

Tags: Bagliani, Gassman, Teatro, Ridere

Massimo Bagliani in "Dove andremo a finire?" è in scena al Parioli fino al 10 aprile. La regia è di Enrico Vaime con cui Bagliani collabora dal 1990. Recita da solo, l’attore, e tiene a meraviglia il palco per un’ora e mezza di spettacolo senza sosta.

Massimo Bagliani si infila un tutù poi una parrucca a ciocche gialle ed arancioni e non c'è modo di smettere di ridere, ridere fino alle lacrime. Che può fare un custode rimasto chiuso in un teatro il giorno di ferragosto? E' un personaggio surreale, per una situazione surreale, che attende sarcasticamente la demolizione del teatro in cui da generazioni gli uomini della sua famiglia prestano servizio come custodi. Vogliono farci un Centro Commerciale, sapete?
Lo spunto narrativo ricorda quello di Novecento, ma la tristezza della vicenda individuale è solo un' eco che resta sullo sfondo, ciò che piuttosto si richiama è la realistica condizione di chi ha dedicato la vita ad una cultura che "non va più". "Figuratevi che la T.V. era nata per portare il teatro in casa ed ora nemmeno si riesce a tenere il teatro in teatro. Eppure non si può cancellare con una fragorosa esplosione, perché in fondo un po' ci si vergogna, allora il teatro si fa implodere. È più gentile l'implosione". E già in queste prime battute, nel modo di far vivere con tutto il corpo quell'implosione, più e più volte ripetuta, emerge insindacabile l'abilità di Bagliani che ha imparato a recitare con Vittorio Gassman alla bottega teatrale di Firenze.
Il testo è scritto per lui, cadenzato, immediato: per funzionare così bene, ci vuole una recitazione sicura, camaleontica, più che espressiva. Una recitazione che tenga minuti interi di ironia ritmata sugli inglesismi italiani che li reciti con vigore e modulazioni di tono vocale.
Non c'è una sbavatura nei passaggi tra prosa e prestazioni canore, nostalgiche, immancabili per un cabaret che si rispetti: "Piove", "Mack the knife", "Buonasera Signorina", "Vivere", tutte impreziosite da cronometrati travestimenti. È lì sul palco ogni cosa che serve. Persino il quadro di una santa che sembra ispirata a Bocca di Rosa, tanto ormai in vaticano ogni scusa è buona per santificare qualcuno, ma per salvare il teatro del povero custode neppure la diocesi può far nulla "Non ci sono santi", è l'inappellabile sentenza. Il nostro custode non si perde: rinchiuso lì ci racconta di tutto, persino di quando voleva diventare attore ed ha avuto l'idea di mettere in scena una commedia dal titolo "Riposo" che campeggiava a tutto manifesto sotto il nome del teatro. Va da se che sono rimasti tutti a casa. Ha anche un' amante lui, d'altronde i tempi moderni sono moderni anche per i custodi del teatro. Forse se avesse fatto una petizione su facebook, il teatro si sarebbe salvato. Chissà. Chissà dove andremo a finire?

  • A teatro con Massimo Bagliani si ride fino alle lacrime

Gli ultimi commenti

Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013