Il giocoso labirinto inventivo di Bergonzoni

Mara D'Aquila - 27.03.2009 testo grande testo normale

Tags: Bergonzoni, Ambra Jovinelli, D’Aquila, teatro

L’inesauribile fantasia di Alessandro Bergonzoni, che procede per acrobazie di significati e di associazioni mentali, prende spunto, nello spettacolo "Nel", dalla consultazione di un libro che contiene la sapienza cosmica e che a tutto può offrire una risposta o una soluzione.

Filosofo dell'assurdo e prestigiatore verbale, Alessandro Bergonozoni coinvolge e cattura, mastica una mistica né laica, né religiosa, la "metafisica tantistica" del dio Tantalo che vince l'incredibile e l'impossibile, naviga sul lessico a vele spiegate ma non sempre comprese, giocando con raffinatezza sul senso e sul nonsenso, con grande consenso di pubblico.
L'inesauribile fantasia bergonzoniana che procede per acrobazie di significati e di associazioni mentali prende spunto, stavolta, dalla consultazione di un libro che contiene la sapienza cosmica e che a tutto può offrire una risposta o una soluzione. Cos'è congruo nell'esistere? Si ride seguendo ragionamenti e sragionamenti che si snodano attraverso un arzigogolo lessicale beffardo, cervellotico e circostanziato, di coerente, sconclusionata logicità.
Se in uno spettacolo di qualche anno fa, Madornale 33, Bergonzoni aveva unito al cortocircuito linguistico un personaggio protagonista e una trama, in Nel, come nel precedente Predisporsi al micidiale, si tuffa nel solo vortice del ghiribizzo sintattico ad libidum, tra spigolature di concetti e di pensieri, tra ideazioni di nuove professioni (utilissime in periodo di crisi!). Pur preferendo la formula che contempla una storia sottesa alla farcitura linguistica, Nel presenta un'interessante, immaginosa catalogazione di ciò che sfugge alla percezione della quotidianità: l'attore bolognese raccoglie e affastella parole e situazioni dall'angolazione di inattese prospettive e rinomina con pignola piacevolezza la realtà. In tal modo il linguaggio individuale può diventare strumento di sollevazione popolare: dal momento che siamo tutti "sotto dettatura", l'uomo dovrebbe essere "capace, contenere cioè l'incommensurabile", dovrebbe essere pronto al cambiamento e a "pensare come se tutto fosse e non come se niente fosse"; dunque "meglio gli infermi di mente che i fermi di mente…"
Bergonzoni sintetizza in questo modo il suo spettacolo: "Marco il Territorio NEL (fare) NEL (mentre) NEL (posto) NEL (momento) NEL (contesto) NEL (pensato) NEL (dire) NEL (guardare): il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il distrutto. L'illimitata delimitazione (bergon-zone) il retroquadro di punti scardinati. NO (negazione del Nord), SU (la parte altra del Sud), ES (essere come abbreviazione di Est), OV'EST (dov'è). Dove è tutto? Lì mentre si è là (nella memoria fotografica). Nell'energia enucleare perché estrarre la forza chiusa costa. Uno spettacolo sulla cauzione per sprigionare le forze. Aprimi cielo".


Teatro Ambra Jovinelli, dal 10 marzo 2009
“Nel” di e con Alessandro Bergonzoni
Scene Alessandro Bergonzoni
Regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi


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