Paolo e Pedro: al Parioli si fa ironia su un mondo nuovo

Francesca Diodati - 19.03.2009 testo grande testo normale

Tags: Pablo, Pedro, Parioli,teatro, commedia

Non può esserci luogo migliore del teatro Parioli di Roma per ospitare la commedia con PABLO e PEDRO: IVANO in scena dal 14 al 29 marzo 2009.

E' subito come trovarsi in salotto a casa di amici, la battuta è simpatica, intelligente, immediata e così la risata viene da se, contagiosa e gorgheggiante, poi scroscia.
Meritano gli applausi che non mancano, i comici Pablo e Pedro, per l'empatia con cui sciolgono la prima timidezza del pubblico interpretando, con intensità, la leggerezza del copione, senza trascurare di farne emergere il mood riflessivo che di certo non manca. Sono alcuni cambi improvvisi di registro emotivo e interpretativo che valorizzano il contenuto simbolico di alcune battute, apparentemente buttate lì, come tutte le altre, fino quasi a commuovere per l'ingenuità disarmante con cui si manifestano sul palco. In Ivano c'è il cuore grande di un bambino che si spande per la sala ed entra dentro gli spettatori attraverso le musiche suggestive di Roberto Colavalle.
Solo una simile spontaneità, evidentemente viva nella regia di Antonio Giuliani, poteva abilmente saltare l'ostacolo della retorica moralista e della banalità, pericoli insiti nella scelta della traccia narrativa. Siamo a casa di Dio, la mille volte vista casa di un Dio umanizzato e turbato dal nostro mondo che questa volta decide di farne uno nuovo.
Eppure è commovente, sfiora la sensibilità profonda di ognuno il pianto di quel Dio, "ifettoso"che quasi cede egli stesso alle lusinghe del bellissimo diavolo, interpretato con travolgente mimica da Denny Mendez.
Il risvolto successivo della storia, sembra quasi voler dire che ognuno di noi ha il suo potenziale divino, che la saggezza fanciulla può far emergere per riconoscere i tranelli del "male" e superarli anche con scelte difficili ma infinitamente pacificanti.
Questa profondità di pensiero è però garbatamente donata agli spettatori dagli stratagemmi ironici, prorompenti e spesso originali, nel far notale le piccole e grandi assurdità del nostro tempo. Un surreale Beethoven viene chiamato per comporre un brano che farà da sottofondo al matrimonio di Adamo ed Eva, caricatura classica della coppia moderna; una ragazzina romana che scambia Dio per Pino Daniele e gli chiede l'amicizia su facebook. Tutta da vedere, impossibile da descrivere è l'abilità camaleontica ed espressiva di Lorenza Ferraro, interprete dei vari personaggi femminili che di volta in volta animano il palco. E poi questo nuovo mondo che Dio progetta con la collaborazione dell'Arcangelo Gabriele è uno spasso, un terreno per prendere in giro bonariamente il nostro mondo e uno spettacolo di vera simpatia: il piccione stitico ha trovato l'appoggio incondizionato della sala e non vi dico come saranno le nuove zanzare. I giochi di parole su Gesù sarebbe un peccato anticiparli, per non parlare delle previsioni del tempo e della fine che spetterà ai metereologi e ai dentisti.
Infine lo sapete perché Dio ama il calcio? Solo Dante l'ha capito e chi è già stato a vedere Pablo e Pedro!

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