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A Spoleto, il 51° Festival dei due mondi

Maura Di Mauro - 09.07.2008 testo grande testo normale

Un nuovo incontro, dal 27 giugno al 13 luglio 2008, tra Spoleto e Charleston (South Carolina), per la 51° edizione del Festival dei due mondi, la cui direzione artistica è stata affidata quest'anno a Giorgio Ferrara.



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Un nuovo incontro, dal 27 giugno al 13 luglio 2008, tra Spoleto e Charleston (South Carolina), per la 51° edizione del Festival dei due mondi, la cui direzione artistica è stata affidata quest'anno a Giorgio Ferrara.

Molti gli eventi in programma, che danno ampio spazio ad artisti di fama nazionale ed internazionale, noti e meno noti, e che si esprimono attraverso tutti i linguaggi dell'arte: opere teatrali, liriche, concerti classici e contemporanei, balletti, cinema, fotografia, multimedialità,...

Dan non perdere l'opera-balletto in due atti Padmâvatî , di Louis Laloy, con musiche di Albert Roussel, al Teatro Nuovo. Messo in scena in prima nazionale, del regista indiano Sanjay Leela Bhansali; l'orchestra sinfonica di Praga è guidata dal direttore Emmanuel Villaume. Sembra che ogni replica sia costata un milione di euro. L'esorbitante cifra è ben servita a ricreare i personaggi e l'atmosfera del XII secolo, le guerre tra mongoli ed indiani, i templi asiatici, le danze e le cerimonie indù; valgono l'acclamato ed intenso applauso del pubblico, quando il rito a Shiva accompagna al ricongiungimento delle anime della regina e del sultano.

Meno accattivante, benchè coinvolgente, l'opera teatrale francese - prima italiana - La second surprise de l'amour , di Marivaux, messa in scena del regista Luc Bondy, al Teatro San Nicolò. Esplorazione delle relazioni, a partire dalla Marchesa ed il Cavaliere addolorati, che proprio nel e attraverso il dolore si scoprono, si riconoscono, si comunicano la nascita del loro amore; uno snodo drammatico sullo sfondo di varie relazioni, che manifesta le infinite possibilità dello scibile dello spettro dell'arcobaleno umano.

Strepitoso Robert Wilson , che si svela al pubblico di Spoleto pronto a riaccolglierlo, dopo molti anni di assenza, attraverso il monologo "Have been here before?". Un testo tradotto simultaneamente, in cui Bob Wilson racconta dei linguaggi teatrali da lui utilizzati: corpo, viso, voce, immagini,... Linguaggi per lui nati dell'incontro con la sordità, con il boom del linguaggio televiso, dal suo non particolare amore verso le forme teatrali classiche, e ... soprattutto, dalle sue sperimentazioni, in cui è caratteristico il bilanciamento tra la ricerca della perfezione e la causalità. Nello spettacolo del 28 Luglio, al teatro Nuovo, Wilson racconta la costruzione ingegneristica di Hamlet , monologo messo in scena nel 1995, con le musica di Hans-Peter Kuhn, da cui è stato creato il video-documento proiettato fino a notte inoltrata. Imperdibile il 5 luglio 2008 la prima de "L'opera da tre soldi" di Bertol Brecht, un lavoro teatrale, a cura di Robert Wilson, con musica di Kurt Weill, un prologo e otto quadri.

E ancora, la terza sinfonia "Eroica" di Beethoven al Teatro Caio Massimo, interpretata dall'orchestra del XVII secolo diretta dal maestro Frans Bruggen; gli eventi collaterali al frantoio, la mostra fotografica in bianco e nero "Spoleto, la città e il festival" , la mostra sull'India alla Terrazza Trau, la mostra fotografica interattiva di Paolo Scappola, esordiente espositore fotografico a Spoleto; la rassegna cinematografica Cinema e cibo a Villa Redenta e molti altri eventi ancora, nelle altre due successive settimane del Festival.

Per la sezione rassegna stampa, sarà rimasto folgorato chi ha avuto la fortuna di incontrare Victoria Avril : più effervescente che mai, attrice e cantante, e a festeggiare sul palco del Teatro Romano la sera della finale della coppa UEFA. La Avril ha raccontato ai giornalisti l'incontro delle sue radici, tra Spagna e Francia; ha promosso una prospettiva interculturale delle relazioni e si è promossa per realizzare i suoi prossimi sogni, in cui intende includere anche donne italiane. Per lei la musica oggi rappresenta il paradiso, perchè non c'è la mediazione col pubblico, e qualcuno che dirige il lavoro che si fa per il pubblico, che è invece presente nel cinema. Emozioni diverse che questi due linguaggi espressivi le danno: il cinema la scarica, le toglie energie; la musica la carica e la cura, proprio perchè sente ciò che il pubblico prova.

Seppure molti gli appuntamenti che hanno inaugurato il primo weekend del 51° Festival, purtroppo, a malincuore, una Spoleto non particolarmente gioiosa. Forse troppi i festival e gli eventi regionali e nazionali in contemporanea (Ravello, Civitanova Marche, Umbria Jazz,...), che hanno favorito la dispersione del pubblico. Ma non è escludibile - e glielo si augura con affetto -, una partecipazione in crescendo, in accordo con la programmazione del Festival, che lascia alle ultime settimane sicuramente i suoi eventi clou. Ad accogliere gli spettatori vi saranno infatti, nella seconda settimana: Le Lezioni di Ronconi, il Porgetto intelligenza emotiva, Men Only, a mosaic of dances di Bejar, e altri; mentre nella terza ed ultima settimana: Jiri Kylian - con Car-Men e Birth-Day -, Franca Valeri, Massimo Borrelli, Spoleto Scienza, ...

http://www.festivaldispoleto.com/

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