Lella Costa e la vera storia di quel matto di Amleto....

Maddalena Peluso - 28.01.2008 testo grande testo normale

Tags: Lella, Costa, Amleto, Teatro

Il personaggio più popolare dopo Arlecchino è certamente lui.
E’ bello, ricco, nobile e perennemente depresso. O meglio malinconico.
E’ il primo "fool", ultimo degli alchimisti e primo degli intellettuali moderni, in perenne equilibrio tra eccentricità e malattia, autorizzato a dire tutto e il suo contrario, attore e giullare suo malgrado.

"Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano"…
William Shakespeare

Il personaggio più popolare dopo Arlecchino è certamente lui.
E' bello, ricco, nobile e perennemente depresso. O meglio malinconico.
E' il primo "fool", ultimo degli alchimisti e primo degli intellettuali moderni, in perenne equilibrio tra eccentricità e malattia, autorizzato a dire tutto e il suo contrario, attore e giullare suo malgrado.
Uno studio sulle origini e l'interpretazione pseudoattualizzata della storia del discusso Amleto, con la regia del creativo ed originale Giorgio Gallione, con la sporca tecnica e la verve di Lella Costa e l'elegante delicatezza musicale di Stefano Bollani, non potevano che produrre un piccolo gioiello teatrale.
Ed è così che fino al 10 febbraio del 2008 al Teatro Carcano di Milano le passioni del castello di Elsinore, dove tutti ripetano continuamente "Buonanotte…mille volte buonanotte" e la leggenda del principe di Danimarca, "sempre in giro con il teschio del suo giullare" prendono corpo attraverso l'istrionica capacità interpretativa di una travolgente e sfrenata Lella Costa, talmente coinvolgente da diventare il punto d'incontro di più mondi, persone ed emozioni.
"L'intellettuale e il pazzo sono dai tempi di Shakespeare figure totem della drammaturgia e dell'arte. E se il nordico Amlodi delle origini è l'"idiota", l'Amleto di Shakespeare accentra su di sé tutte le possibili varianti del pazzo e del simulatore, è insieme realtà e rappresentazione, metodo e follia. Partire da questo contrasto è un'occasione per guardare al passato e al presente, per parlare di devianza e normalità, di reclusione e malattia, comicità e malinconia".
La scenografia è tanto essenziale quanto perfetta: cinque travi inclinate e sfondate al centro, unici effetti speciali in scena e metafora delle distruttive e devastanti passioni che condurranno alla carneficina finale. Una messa in scena, intuizione della "nuova concezione teatrale" di Gordon Graig nel suo Hamlet di Mosca, in lotta con lo spazio del palcoscenico, dove la scena-cratere traduce la volontà di distruggere il luogo classico della rappresentazione. Ai lati sacchi di juta colmi di rosse mele, pronte a riversarsi sul palco come il sangue dei protagonisti.
La tragedia seicentesca come non l'avevamo mai ascoltata, una lezione mai noiosa o demagogica sulle intenzione di quel matto di Shakespeare: raccontare la schiavitù dalle passioni scandagliando l'animo delle sue vittime sullo sfondo di una guerra inutile in cui "la terra conquistata non basterà per seppellirci i morti che produrrà" e di viscidi giochi di potere per la successione al regno di Danimarca, in un continuo e ironico spiarsi dietro arazzi e giudicarsi alle spalle. Lella Costa analizza l'opera shekaspeariana concentrandosi particolarmente sulla figura del protagonista, evidenziandone con ironia e profondità l'umanità e la necessità all'azione, e sulle convenzione teatrali e le proiezioni satiriche usate dal drammaturgo inglese: "i fool usano parole e intelletto per ridicolizzare valori e norme e giocano in maniera eversiva con la pazzia, per spesso precipitarvi dentro loro stessi: perplessi, schizofrenici, comici, spaventati guerrieri".
Ed è così che Amleto diventa non soltanto l'emblema delle forti e devastanti passioni terrene quando icona della potenza teatrale, unico deus ex machina per svelare la menzogna.


da mercoledì 23 gennaio a domenica 10 febbraio 2008 IRMA Spettacoli presenta
Lella Costa
AMLETO
di Lella Costa, Giorgio Gallione, Massimo Cirri da William Shakespeare
Musiche Stefano Bollani - Costumi Antonio Marras - Scene Guido Fiorato
Regia Giorgio Gallione

Ospitalità in collaborazione con Teatridithalia

Orari degli spettacoli: da martedì a sabato ore 20,30 - domenica ore 15,30 - lunedì riposo
Prezzi dei biglietti: poltronissima euro 32,00 - balconata euro 25,00
Durata: 2 ore
Per prenotazioni: 0255181377 - 0255181362
www.vivaticket.it - Call Center 899.666.805 (servizio a pagamento)
Per scuole e gruppi organizzati: 025466367 - 0255187234


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