Il volto antico della Cina al nuovo Teatro Ciak di Milano

Maddalena Peluso - 05.12.2007 testo grande testo normale

Tags: Shaolin, Wu Dang, Maddalena, Peluso

Il 30 novembre 2007 resterà una data storica per il Teatro Ciak di Milano....
Ed è certo che l’arte dei monaci Shaolin e Wudang, in scena fino al 13 dicembre 2007 con lo spettacolo "L’altro volto della Cina - Kung Fu" porterà bene alla risoluta direzione artistica....

Concentrazione, energia, allenamento, fermezza mentale.
Il 30 novembre 2007 resterà una data storica per il Teatro Ciak di Milano che, dopo trent'anni di attività in via SanGallo, si è trasferito provvisoriamente (per tre anni) all'interno della Fabbrica del Vapore di via Procaccini , spazio mastodontico e purtroppo ancora inutilizzato di proprietà comunale.
Ed è certo che l'arte dei monaci Shaolin e Wudang, in scena fino al 13 dicembre 2007 con lo spettacolo "L'altro volto della Cina - Kung Fu" porterà bene alla risoluta direzione artistica. Uno spettacolo, in scena sui palcoscenici di tutto il mondo da 11 anni, visto da oltre tre milioni di spettatori con 2500 repliche in 30 nazioni di 4 contineni, che forse sta passando alquanto inosservato in città ma che merita assolutamente il prezzo del biglietto. Un vero e proprio spaccato della realtà cinese attuale, divisa tra misticismo e modernità, che vede coesistere due mondi opposti, due volti contrastanti di una stessa nazione in cui iniziative di sviluppo e progresso convivono con una cultura millenaria e antiche tradizioni. E proprio a due passi da via Paolo Sarpi, la Chinatown meneghina. A stupire per suoni, colori e performance sono 13 maestri e 2 giovanissimi alunni (di appena 8 e 6 anni) di Kung fu, di scuola Shaolin, più dura e aggressiva, e Wudang, più armonica ed elegante, legata al tai-chi, capaci di dimostrare il controllo del corpo attraverso il potere della mente. Entrambi ricorrono alla potenza fisica e all'energia spirituale del kung fu e la loro collaborazione apre nuovi scenari per la pratica di quest'arte antichissima. Gli elementi fondamentali dello spettacolo sono gli incredibili esercizi di Hard Qi Gong, letteralmente "duro esercizio per coltivare l'energia", e gli esercizi di combattimento di gruppo con le armi tradizionali: spade, lance, fruste, bastoni.
L'idea dell'inedito mix è del produttore austriaco Georg Hartmann che dalla metà degli anni novanta ha dato ai monaci guerrieri Shaolin fama internazionale. Nella sua terza produzione, Hartmann mette a confronto due diversi modi di concepire il Kung fu. Ne risulta uno spettacolo colorato ed esotico, per la prima volta con un'orchestra dal vivo, affidata a quattro affascinanti e virtuose strumentiste, uniche donne in scena, ispirate nella musica quanto i monaci nel movimento, vestite di rosse e celate da ingegnosi teloni semiopachi su due altezze, semplici ma di indubbio effetto scenografico. Uno spettacolo capace di trasformare la gestualità del combattimento in una vorticosa coreografia, tra sbarre di ferro spaccate con la testa, sospensioni nel vuoto sulla punta di lance, articolazioni snonade e dislocazioni del baricentro fino ai limiti dell'immaginazione.
Metodi di preparazione che rappresentarono le origini di tutte le arti marziali.
Le musiche, prodotte con strumenti artigianali cinesi, tra cui gli immancabili tamburi, forniscono ad uno spettacolo già così affascinante quell'ultimo tocco di seduzione.
Un grande debutto per la tensostruttura che, per i prossimi anni, ospiterà quelli del Ciak.
Dopo l'ultima capriola dei monaci cinesi, un ragazzino alle mie spalle storce il naso, insoddisfatto: "avevo sentito dire che si piegavano in due". Fa il duro. Poi fuori, lo vedo saltellare come una delle tartarughe Ninja mentre i "marzialisti del dopoufficio", con codino e occhiali rettangolari, sghignazzano istericamente sulle perfomance fin troppo spettacolari che mai riusciranno ad imitare. Mancano di concentrazione. E forse di monti Wu dang da osservare oltre le guglie del Duomo. "Osserva la natura e troverai tutto quello che hai bisogno per sopravvivere", spiegano i monaci.
Torno a casa convinta che la mente umana può vincere le regole della fisica e che un uomo, anche pesando 55 chili, può convogliare in sè energie primordiali e universali, espandendole e concentrandole in un punto focale. Siamo più forti di quello che pensiamo. Ed è una consapevolezza che spaventa.

Sul palco:
1 Qi gong Master
4 Monaci Wudang
8 Master da Shaolin
2 studenti (Shami) da Shaolin e Wudang

Yin – Yang Orchestra
Yang Qin (dulcimer cinese)
Flauto
Violino cinese
Percussioni
DAL 27 NOVEMBRE AL 13 DICEMBRE.
SHAOLIN WUDANG - L'ALTRA FACCIA DELLA CINA.
TEATRO NUOVO CIAK ALLA FABBRICA DEL VAPORE.
ORE 21 (DOMENICA ORE 18). VIA PROCACCINI 4,
TEL. 02.29.00.67.67.
€ 30/20.


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