Teatro di memoria orale: Ascanio Celestini al Ciak di Milano

Maddalena Peluso - 17.11.2007 testo grande testo normale

Tags: Ascanio, Celestini, Teatro, Ciak

Per raccontare l’Italia che non c’è più e quella di cui non riusciamo a liberarci, da solo su una scena buia, si fa in tre al Teatro Ciak di Milano. E ogni sera fino al 25 novembre 2007 per quasi due ore le sue sagaci narrazioni, esposte con un inconfondibile stile cantilenante e genuino, riescono a tenere vivo l’interesse del pubblico...

Per raccontare l'Italia che non c'è più e quella di cui non riusciamo a liberarci, da solo su una scena buia, si fa in tre al Teatro Ciak di Milano. E ogni sera fino al 25 novembre 2007 per quasi due ore le sue sagaci narrazioni, esposte con un inconfondibile stile cantilenante e genuino, riescono a tenere vivo l'interesse del pubblico, permettendogli di estraniarsi dallo spazio teatrale e perdersi nei suoi fatti.
Ad aprire la stagione del Teatro Ciak di Milano è stato il 9 novembre l'artista romano Ascanio Celestini, già dallo scorso anno ospite della Dandini in Parla con me su RaiTre.
Prima di trasferirsi alla Fabbrica del Vapore e abbandonando la sede storica dell'ex cinema Dea in via Sangallo, il Ciak ha deciso di mettere in scena una “trilogia celestiniana”, portando a Milano gli spettacoli meno rappresentati in città dell'attore.
Dal 9 all'11 novembre ad andare in scena è stato "Scemo di guerra -Roma, 4 giugno 1944" . Lo spettacolo, che ha visto il debutto nel 2004 a La Biennale di Venezia e pubblicato nella collana Arcipelago dell'Einaudi, ripercorre la storia del giorno della liberazione di Roma attraverso avvenimenti storici come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro:"Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino. L'ho sentita raccontare per trent'anni. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l'unica storia concreta sulla guerra. Ogni volta che raccontava faceva delle digressioni, allungava o accorciava il discorso inserendo episodi nuovi o eliminando parti che in quel momento considerava poco importanti. Così quando ho incominciato a fare ricerca ho deciso di registrarlo e provare a lavorare sulle sue storie.”.
Dal 15 al 17 novembre, ad andare in scena per la prima volta è "La pecora nera - Elogio funebre del manicomio elettrico", un'indagine volta a raccontare la memoria sull'istituzione manicomiale attraverso i racconti degli operatori psichiatrici: "Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po' come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com'era fatta un'isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com'era una strada verso l'Oriente o attraverso l'Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli".
Dal 23 al 25 novembre infine sarà in scena "Appunti per un film sulla lotta di classe"(non uno spettacolo ma proprio quello che dice il titolo), proposto già nel 2005 ma totalmente modificato, nel quale Celestini affronta il tema del precariato. Un'idea nata dopo gli incontri con i lavoratori di un call center romano, uno dei maggiori in Europa: "gli operatori call center stanno al telefono con la stessa crisi della presenza che attraversa uno che se ne va al funerale di suo fratello. Vanno a lavoro come si va a visitare una città bombardata. Rispondono al telefono, ma sono anestetizzati, colpiti dall'azzeramento che l'istituzione opera su di loro come una divinità antica e feroce che li rende ombre". E proprio le ombre si materializzano nelle "memorie orali" di Ascanio Celestini, narrazioni che ne consacrano il genio dimostrando come "più una cultura sviluppa il suo lato orale, più deve aumentare la sua capacità di memorizzazione”. 9 - 13 novembre
Scemo di guerra Roma, 4 giugno 1944
uno spettacolo di Ascanio Celestini
15 -17 novembre
La pecora nera
Elogio funebre del manicomio elettrico

uno spettacolo sull'istituzione manicomiale di e con Ascanio Celestini
23 - 25 novembre
Appunti per un film sulla lotta di classe
Non è uno spettacolo, ma è proprio quello che dice il titolo.

di e con Ascanio Celestini
musiche di Matteo D'Agostino
Suono e luci di Andrea Pesce
Violoncello Roberto Boarini
Fisarmonica Gianluca Casadei
Chitarra Matteo D'Agostino

TEATRO CIAK
via Sangallo, 33
Milano
Infoline: 0276110093

Ingressi: - platea Euro 25,00 - galleria Euro 15,00
Spettacoli: venerdì e sabato ore 21,00 -domenica ore 18.00


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