I paradossi di una cronaca italiana

Luca Pantanetti - 16.10.2007 testo grande testo normale

Tags: paradosso, surreale, ilaria, alpi

Si tratta di una "tragedia all'italiana", di cui non si scopriranno mai i veri mandanti né le oscure motivazioni. Perché scoprirli significherebbe scavare nel torbido in cui si arenano gli inciuci tra politica italiana e malavita: stiamo parlando del barbaro assassinio della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore video Miran Hrovatin.

Si tratta di una "tragedia all'italiana", di cui non si scopriranno mai i veri mandanti né le oscure motivazioni. Perché scoprirli significherebbe scavare nel torbido in cui si arenano gli inciuci tra politica italiana e malavita: stiamo parlando del barbaro assassinio della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore video Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio il 20 marzo 1994. Una vicenda che nel suo decorso investigativo e giudiziario ha assunto connotati assurdi, grotteschi, con lungaggini e omissioni esasperanti, probabilmente mirate a impedire il reale procedere del caso.

Lo spettacolo teatrale Storia di Sabbia e di Rabbia, ovvero l'ilarità del vivere quotidiano ha messo in scena tutto questo, ripercorrendo la storia delle indagini e delle Commissioni di Inchiesta aperte con lo scopo dichiarato di far luce sulla morte dei due operatori dell'informazione a Mogadiscio, ma forse con il più preciso scopo di insabbiare ciò che Ilaria e Miran avevano scoperto: un traffico di armi e rifiuti tossici dall'Italia verso la Somalia sotto forma di aiuti umanitari; uno stretto legame tra mondo politico, imprenditoria malavitosa e servizi segreti italiani.

Assecondando il risvolto assurdo delle indagini e delle decisioni della magistratura, lo spettacolo segue passo a passo la vicenda attraverso le forme allo stesso tempo rassicuranti e balorde di un quiz televisivo. La svampita concorrente, stereotipo delle "ochette televisive", risponde alle domande dell'ossigenato conduttore che nascondono tutti i passaggi dell'inchiesta. Ogni risposta riceve poi l'avallo dell'ospite della trasmissione, invitato perché esperto della vicenda nonché di culinaria. E mentre la concorrente si avvicina al suo premio finale, scegliendo tra le possibili risposte quelle apparentemente più inverosimili (ma nondimeno esatte), l'ospite cucina un polpettone ed elargisce consigli culinari che narrano, metaforicamente, l'ingarbugliarsi della vicenda. L'impasto, ottenuto con stralci di giornale fatti a fette, è metafora pungente del "polpettone" imbastito dalla commissione d'inchiesta per offrire all'opinione pubblica una verità non indagata ma creata all'uopo.

Nella forma di collegamenti esterni, fanno la loro apparizione nel programma altri personaggi "informati dei fatti". Nessuno però riesce a dare maggiori dettagli sulla vicenda, o per naturale reticenza (il giudice Taormina) o perché censurati attraverso un taglio audio (l'incappucciato Mister X). In una condizione di fermo-immagine la pantomimica rappresentazione che ha luogo nello studio televisivo viene bruscamente interrotta: le luci si spengono e attraverso un pannello semi-trasparente emerge l'ombra di un'inquietante presenza che si agita intrappolata da corde. Le sue apparizioni cadenzano lo svolgersi del quiz nei tempi morti tra una risposta e la successiva domanda. Le note di Rino Gaetano e la voce di Paolo Rossi in In Italia si sta bene fanno da sigla alla trasmissione, ennesimo paradossale complemento alla storia testé rappresentata. Mentre conduttore, ospite e vincitrice lasciano la scena, la figura acquista finalmente la sua corporeità squarciando il pannello che la nascondeva, e dopo aver mosso qualche passo incerto, acquista sicurezza e scende nella platea uscendo dal teatro.

Rappresentata dall'associazione teatrale Teatro Terra di Nessuno nell'Auditorium della Fiera Eco and Equo di Ancona il 12 ottobre 2007, lo spettacolo è stato molto apprezzato anche dagli ospiti intervenuti: Guglielmo Ragozzino, giornalista del Manifesto, che l'ha definita "un'occasione teatrale di grande qualità e importanza"; e Sara Paci dell'associazione Ilaria Alpi, che ha ringraziato gli attori per aver portato avanti questo progetto e, nello stesso tempo, la memoria di Ilaria. Ha fatto seguito un dibattito sulla vicenda e sull'attuale situazione della Somalia, cui hanno partecipato i due ospiti e moderato da Maurizio Blasi (giornalista Tg3 Marche).

Hanno recitato sul palco Fabio Ambrosini, Gianluca Budini, Chiara Caimmi, Paola Leuci, Guglielmo Perez. Regia e luci: Javier Cura, aiuto-regia: Chiara Coletta.





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