Burqa in passerella: in Afghanistan le modelle sfilano così

Silvia Argentiero - 03.10.2007 testo grande testo normale

Tags: sfilata, burqa, passerella, modelle

Chi l’ha detto che per sfilare in passerella siano necessari tacchi vertiginosi, shorts inguinali, top, glitter, gambe lunghe e corpi magrissimi?

Chi l'ha detto che per sfilare in passerella siano necessari tacchi vertiginosi, shorts inguinali, top, glitter, gambe lunghe e corpi magrissimi?
Splendide modelle afghane a Mazar-i-Shariff, una cittadina a nord di Kabul, hanno sfilato in passerella mostrando i loro abiti tradizionali, burqa e velo compresi.
L'evento è stato organizzato da una piccola tv privata locale, che ha mandato in onda una sfilata ricca di moda, cultura, bellezza e tradizioni. Le ragazze indossavano pantaloni abbondanti, scialli colorati e velo sul capo, ma non solo: divise militari, scarpe da ginnastica e sigaretta in bocca. Ancora: jeans denim, sandali a tacco alto e giacchette a tinte sgargianti.
È così che queste modelle hanno dimostrato di essere sensuali e sicure di sé, senza bisogno di scoprire ogni parte del proprio corpo. La bellezza femminile può essere celata con stile e classe, e questo la rende ancora più accattivante e misteriosa. Un duro smacco per la moda proposta dagli stilisti occidentali, per cui non esistono più segreti nella bellezza del corpo femminile e in cui più si è scoperte e più si è considerate sexy.
È proprio necessario mostrarsi senza pudori al mondo intero per essere una modella affascinante? Secondo Tyra Banks, ex-modella statunitense, sembrerebbe proprio di sì. Ed ecco spiegato il filo conduttore del suo nuovo reality show, in onda nelle reti televisive d'oltreoceano : "America's Next Top Model”, l'ennesimo format che propone di seguire ventiquattro ore su ventiquattro un gruppo di ragazze che gareggiano, aspirando a un contratto da centomila dollari con la CoverGirls Cosmetics. A partecipare alla trasmissione sono decine di ragazze, pronte a diete estreme, programmi intensivi di fitness, prove su prove per imparare a camminare con tacchi a spillo su complicati catwalks (passerelle). Neanche a dirlo, le ragazze sono pronte a mostrarsi in desabiliè e farsi fotografare in qualsiasi modo le vestano -o non le vestano- gli autori.
Sicuramente una trasmissione con tante belle ragazze scoperte fa audience. La novità è che l'indice di ascolto può salire anche quando il corpo femminile è un po' meno scoperto.
Ne è la prova “Beauty under the Burqa”, la versione musulmana, e a bassissimo budget, del format America's Next Top Model, che ha comunque, senza tanta pelle nuda, tanto successo tra i giovani arabi.
Ma oltre ad essere seguito moltissimo nonostante le donne non “si tolgano i veli”, lo show offre un'altro spunto di riflessione per l'Occidente che conosciamo. Le ragazze afghane, infatti, non si esibiscono per soldi, non vinceranno contratti da top model, ma solo per dieci minuti di espressione di sè stesse e della loro femminilità in passerella.
Sosan Soltani, la diciottenne autrice e direttrice del programma, ha ripreso l'idea di Tyra Banks, ma con un fine ben diverso: «Ogni terra ha la sua storia. Io volevo che le mie coetanee, la speranza di questo Paese, potessero mostrare i nostri vestiti e la nostra bellezza». Niente di più.
Forse a noi può suonare un po' strano che non ci siano danarosi montepremi in palio, e che le donne afghane sfilino per lo più coperte dal burqa. Ma questo dimostra che non è necessario essere sfacciate o sfrontate per mostrare la propria sensualità.
E se proprio vogliamo dirla tutta: tra una donna che sfila rischiando l'assalto dei fan all'uscita degli studi tv e una donna che sfila rischiando di essere punita dal proprio stato, chi delle due vi sembra più audace?


1 Chantal- concorrente del reality “America's Next Top Model”
2 e 3 Tyra Banks – ideatrice del reality “America's Next Top Model”
4 e 5 sfilata a Mazar-i-Shariff
6 modella afghana durante il trucco

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