Grande Rezza, facci annoiare!

Maddalena Peluso - 05.09.2007 testo grande testo normale

Tags: Antonio Rezza, noia, Festa dell'Unità, Milano

Scenario è la "Festa dell'Unità di Milano". L'occasione è la presentazione del nuovo libro di Antonio Rezza, "Credo in un solo Oblio"". Ma la noia è nell'aria. Come un "innovatore della parola e della scena" può destabilizzare un pubblico ben intenzionato per "noia verso il genere umano detentore degli spazi della comunicazione". Una noia che avrebbe volentieri camuffata in sterminio poichè "Da certi mali ci si libera solo con la morte"....

Quando si assiste, in televisione o in un pubblico contesto, ad un'intervista ad un attore comico si pretende, anche senza ben comprenderne le motivazioni, che "ci faccia ridere".
In realtà, si parte dalla convinzione che chi riesce ad essere esilarante sulla scena, nel privato debba essere per forza una persona affabile e disponibile a sfornarci una serie infinita di battute.
E, il più delle volte è così.
O meglio, gli attori comici, catapultati in pubblici contesti ma consapevoli di dover "interpretare" personaggi pubblici, tendono a divertire, terrorizzati dalla sempre affibbiabile targa dell'attore "antipatico".
Naturalmente, c'è anche chi rifiuta di adeguarsi alle richieste del pubblico e trasformarsi in un buffone anche alla presentazione del suo ultimo libro.
Negli anni settanta Andy Kaufman, alternativo comico statunitense protagonista del bel film "Man of the Moon" di Milos Forman riuscì ad irritare e spiazzare lo folla che lo acclamava "per ridere" leggendo integralmente "Il grande Gasby" di Fitzgerald perché "Non mi interessano le risate facili, pre-registrate delle sit-com; voglio provocare reazioni emotive: voglio che la gente mi ami, mi odi o vada via durante miei spettacoli".
Ed è questo anche il caso di Antonio Rezza, l'anticomico italiano per eccellenza, che sabato 1 settembre 2007 ha presentato alla Festa dell'Unità di Milano il suo nuovo libro "Credo in un solo oblio", preceduto dalla visione di alcune interviste tratte da "Troppolitani", andate in onda su RaiTre alcuni anni fa.
Il surreale artista di Nettuno ha esordito invitando il pubblico del bar "Fuori Orario" che lo accoglieva a sedersi sotto il palchetto, impedendo così al personale di continuare il servizio ai tavoli "E così abbiamo provocato un primo danno al Partito Democratico".
Gli argomenti dell'intervista immediatamente successiva erano prevedibili: gli studi linguistici nel comico, la crisi del teatro in Italia, la ricerca di spazi alternativi per gli spettacoli, il grado di preparazione del pubblico, le difficoltà di espressione.
Ma, come c'era d'aspettarsi, il trito e ritrito non ha colto di sorpresa l'autore che alla noia ha risposto con noia al quadrato proponendo al pubblico attento e assorto tutto il canovaccio dell'attore impegnato e deluso dal mondo culturale. E così, in pochi minuti, ecco in scena un surreale e schizoide spettacolo mai scritto e mai annunciato di Antonio Rezza che qualcuno aveva già avuto modo di ammirare allo Spazio Oberdan di Milano, in seguito alla presentazione del suo film, fischiato a Venezia "con accanimento sincero e bigotto" nel 1996, Escoriandoli.
Identiche banalità, sconcertanti e soporifere che Rezza ha trattato con freddezza e serietà, senza mai un accenno di sorriso, sprezzante degli sguardi che imploravano commiserazione. Naturalmente anche il pubblico d'avanguardia non ha capito, arrendendosi agli sbadigli e rivolgendo continuamente gli occhi in giro, in cerca di una comprensione che non è arrivata e attendendo il "coup de theatre" che avrebbe risollevato le sue sorti. In realtà il coup c'è stato eccome: alle 22,30 i gestori del bar dei Democratici, dopo averlo "democraticamente" invitato a concludere per dare spazio ad un altro incontro, l'hanno quasi gettato giù dal palco, mentre il poverino, con serietà e arroganza, ripeteva "avete un artista del mio calibro qui e lo mandate via?".
Ed è così che mi sono talmente annoiata da ridere fino alla lacrime perché, come proprio Rezza ha spiegato in un'intervista a al magazine romano Taxidrivers: "La tristezza in gioventù è cosa rara mentre la noia nasce con noi e ci accompagna spietata fino all'ultimo giorno, quando avremo poca noia di finire. Non c'è noia che non sia eterna ed io questa eternità me la sono inflitto". Leggerò il suo nuovo libro e sicuramente andrò a vedere "Quadrilogica", con tutti gli spettacoli teatrali di Rezza, da ottobre al Teatro Out Off di Milano poiché la sua comicità è certamente la più dissacrante e onirica in Italia. E poi perché, citandolo, "al di là del talento, molto potè la noia…".



dal 9 ottobre al 4 novembre 2007
CRT Artificio, presenta
QUADRILOGICA
con Antonio Rezza

Pitecus dal 9 al 14 ottobre
Io dal 16 al 21 ottobre
Fotofinish dal 23 al 28 ottobre
Bahamut dal 30 ottobre al 4 novembre
regia Antonio Rezza Flavia Mastrella
allestimento scenico Flavia Mastrella
(mai ) scritto da Antonio Rezza
e con Armando Novara (Fotofinish e Bahamut) e Daniele Bernicchia (Bahamut)
* il 27 e 28/10 ingresso € 3 in occasione della Festa del Teatro – Teatri aperti


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