Macbeth: buio nella mente di Corrado D'Elia

Maddalena Peluso - 20.07.2007 testo grande testo normale

Tags: Corrado d'Elia, Teatro Libero, Teatri Possibili, Milano

Ritorna dopo anni di assenza al Teatro Libero di Milano l'ormai collaudato Macbeth -Inferno di Corrado D'Elia versione sadic - demon dell'opera shakespeariana... Le contraddizioni dell'animo di chi ha sete di potere, inconsapevole metafora del teatro contemporaneo italiano..

"Avete assistito ad una storia senza alcun senso, raccontata da un idiota, piena di furia e di suoni..."
Così Corrado D'Elia anima nera su una scena buia, si congeda dagli spettatori del suo Macbeth - L'inferno in scena fino al 21 luglio al Teatro Libero di Milano. E che "l'idiota" sia un riferimento alla sua regia o alla drammaturgia del sommo Shakespeare non è dato saperlo. Quel che è certo è che, se un dispettoso tecnico del suono avesse deciso di togliere voce agli attori, obbligandoli a mimare l'intero dramma, nessuno nella piccola stracolma sala al terzo piano del palazzone di via Savona, si sarebbe lamentato. Anzi....
Perchè, a ben pensare, l'intera forza demoniaca emanata dalla rivisitazione di D'Elia della fosca tragedia shakespeariana è affidata quasi unicamente alla scena e all'uso sapiente delle luci e dei suoni, lingue alla Gene Simmons e musiche di Marilyn Manson, con l'utilizzo di tutti gli stereotipi del genere satan-horror, capaci di rendere inquietante anche la festa degli ex alpini....
Ed è così che, oltre ai due ventilatori posti ai lati del palcoscenico, a refrigerare gli animi del pubblico della saletta del circuito "Teatri Possibili", ammirabile esempio di come si può ancora far teatro con "pochi numeri" - circa 100 i posti a sedere - ci pensa l'orrifica rappresentazione dei fantasmi dell'animo di Macbeth, un vile in balia del libero arbitrio e della sete di potere di Lady Macbeth, interpretata da Sabina Villa, simbolo della seduzione del male, forse a tratti un po' legnosa. Ad essere rispettata è la rappresentazione delle contraddizioni dell'animo del protagonista e che, a cavallo dei due re di Scozia, ne uccide uno ed è ucciso dall'altro e il suo rapporto di totale dipendenza psichica dalla moglie. Il rimorso e la colpa spingono Macbeth alla pazzia, corroso dalle forze che lui stesso ha evocato.
E nell'opera elisabettiana, così come nell'atto unico di D'Elia, è la scena a suggerire le folli crepe della psiche: al castello e alla brughiera shakespeariane, simboli del raziocinio e dell'oscurità dell'inconscio, D'Elia sostituisce il "luogo non luogo", la grotta delle streghe, metafora del male che attanaglia l'animo, popolata da neri sacerdoti incappucciati e nude anime contorte dalla dannazione.
La scena è "velata" da una "zanzariera", che, con ogni probabilità, più che proteggere gli artisti dagli insetti, dovrebbe avere la funzione di "sfumare" gli eventi, trasportandoli in una dimensione da sogno senza che debbano preoccuparsi di "creare l'atmosfera". Un'opera dunque di suggestivo impatto visivo, fiamme e urla terrificanti che ben si presterebbero ad una rappresentazione nei greci anfiteatri del sud Italia, tanto apprezzate dai turisti in vacanza e dalle scolaresche rumorose.
Che dire dunque?
Nella speranza che il geniale Cirano non si identifichi talmente in Macbeth da lasciarsi corrodere dalle stesse forze teatrali che tempo fa ha saputo sapientemente generare, "avete assistito ad una storia senza alcun senso, raccontata da un idiota, piena di furia e di suoni....".
E che Shakespeare ci perdoni tutti...


Macbeth
Teatro Libero
Via Savona 10 - Milano (MI)
Tel: 02.8323126 Fax: 02.8323264
prezzi: 17/8 euro
Regia di Corrado D'Elia
Assistenti alla regia
Loretta Diana
Gebriele Galato
Scene di Fabrizio Palla
Costumi di Enza Bianchini
Disegno luci Andrea Lisco
con
Sabina Villa, Corrado d'Elia, Gustavo La Volpe Marco Brambilla, Daniele Crasti, Daniela Di Martino, Enea Montini, Marco Ripoldi


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