Costanzo per Proietti, Ibrahim Ba per Kakà e Alvaro Vitali per Luca Ronconi ! Evviva la Pensiola che non c'è!
Giano Daneluzzo - 23.07.2007

Tags: Costanzo, Proietti, Brancaccio
"Proietti sostituito da Costanzo alla direzione artistica del teatro Brancaccio di Roma". Dopo qualche minuto in cui i miei occhi sbarrati ben si accompagnano alla mia spalancata bocca, una cadente bavetta mi riporta alla realtà. La fonte è degna di ogni rispetto, Adnkronos, leggo sotto l’agghiacciante novella. Per un attimo penso di essere finito in una dimensione parallela e corro alla pagina sportiva, aspettandomi di leggere: "Il Milan sostituisce Kakà con Ibrahim Ba", perché il livello di follia mi pare coerentemente paritetico. Invece no.
Mentre sono idealmente in panciolle, godendomi le rare brezze leggere che interrompono l'afosa agonia estiva, leggo una notizia distrattamente, ma il quinto senso e mezzo mi richiama all'attenzione percorrendomi la schiena, con un brivido freddo e decisamente sgradevole. Torno indietro, riaccendo il cervello e rileggo con più concentrazione: "Proietti sostituito da Costanzo alla direzione artistica del teatro Brancaccio di Roma". Dopo qualche minuto in cui i miei occhi sbarrati ben si accompagnano alla mia spalancata bocca, una cadente bavetta mi riporta alla realtà. La fonte è degna di ogni rispetto, Adnkronos, leggo sotto l'agghiacciante novella.
Per un attimo penso di essere finito in una dimensione parallela e corro alla pagina sportiva, aspettandomi di leggere: "Il Milan sostituisce Kakà con Ibrahim Ba", perché il livello di follia mi pare coerentemente paritetico. Invece no.
Stabilisco con assoluta certezza e con non poca amarezza che il caldo non mi ha ancora proiettato in una dimensione parallela in cui il peggio viene preferito al meglio. Non sto vivendo un incubo a cavallo tra i deliri di Dario Argento e le follie di Howard Phillips Lovecraft.
Maurizio Costanzo, gongolante come non mai, pare aver dichiarato: "Ringrazio Alessandro Longobardi di questa improvvisa e assai gradita proposta che ben si coniuga all'Associazione 'Voglia di teatro' della quale mi occupo", ma è più verosimile che abbia dichiarato: "Ringraccio Alecciando Longobaddi di quétta impovvisha e asciai gaìta popòshta che ben si coniuga all'Asciociacione Voja di teato della quale mi occupo".
Il buon vecchio Trippazza, come lo caricaturizzava con eccellente ironia la geniale mente di Max Bunker, pare abbia fatto un altro colpaccio gobbo. E' normale che chiunque pensi che la cultura sia altro rispetto alle veline di Striscia la Notizia ed ai reality show, abbia risentito di quest'ennesima presa in giro. Chiunque abbia superato con voti anche mediocri la terza media si sentirà offeso ed indignato a pensare che uno dei migliori interpreti della recitazione italiana in vita, come Gigi Proietti sia potuto essere stato soppiantato da uno dei fenomeni più grotteschi della televisione italiana. Oggi, adesso, il buon Trippazza sembra uscito da un episodio di X-files, non ci si può spiegare chi abbia potuto coniare tutto questo, soprattutto vista la buona gestione di Gigi Proietti.
In questa stagione il teatro ha visto in cartellone spettacoli come "Liolà" di Luigi Pirandello, "Quattro matrimoni e un funerale" di Richard Curtis, così come musical/eventi del calibro del "Peter Pan" di Maurizio Colombi e lo spettacolo eccelso di "Buonasera" un varietà in cui Gigi Proietti ritorna in scena da vero mattatore e ripesca il meglio del suo infinito repertorio per mescolarlo a nuove trovate che hanno avuto un successo più che legittimo di pubblico e critica. Ora la stagione 2007/2008 è un mistero. Nemmeno pescando nei miei incubi peggiori riesco ad ipotizzare che tipo di programmazione possa star immaginando il perfido Trippazza. E che appoggi ha? La domanda vera è: ma di chi è amico il Trippazza per riuscire sempre ad intrufolarsi ovunque, soppiantando veri ed indiscussi professionisti? Secondo me Bush, il Papa e Prodi devono aver perso parecchio a poker con lui una sera, perché non si spiega altrimenti. Queste sono cose che feriscono mortalmente l'arte e la cultura italiana. E' un duro fendente al fianco del Teatro italiano. Gigi Proietti vs Maurizio Costanzo!!! E allora perché non rimuovere Ronconi dal Piccolo e mettiamo al suo posto Alvaro Vitali ???
Sono sconcertato, ma non deluso. In Italia questo è coerente con tutto il resto. Perché anche se Putin dice che siamo un paese di mafiosi (ed io non lo contraddico troppo per paura di ritrovarmi fosforescente a bazzicare per la bassa), noi siamo prima di tutto il paese della coerenza. Se i premier che si susseguono sono Berlusconi e Prodi, se la Banca d'Italia, quella che dovrebbe essere la banca centrale del paese, la banca delle banche, appartiene a società per azioni con sede nelle isole Cayman, dobbiamo per amor della coerenza togliere Proietti e mettere il Trippazza, togliere Kakà e mettere Ba e togliere Ronconi e mettere Alvaro Vitali.
Mentre rivolgo tutta la mia stima, la mia simpatia e la mia solidarietà a Gigi Proietti, auguro a tutti quanti buone meditazioni filodrammatiche.
Tutti coloro che, possedendo più di 3,75 grammi di materia cerebrale, si sentano indignati, possono farlo presente come meglio credono via lettera o e-mail al seguente indirizzo:
teatro Brancaccio, via Merulana 244, 00185 Roma
stampa@teatrobrancaccio.net
Nel frattempo, questa citazione è rivolta a chi ha avuto questa splendida idea:
Ma gli occhi, li avete?
Come avete potuto abbandonare
i pascoli di questo monte aprico
per grufolare in questo immondezzaio?
Avete occhi, dico?... Non mi dite,
per carità, che è stato per amore!
All'età vostra ogni bollor di sangue
s'addolcisce e s'accorda alla ragione;
ma qual ragione potrebbe decidere
di passare così, da questo a quello?
Discernimento, certo, voi ne avete,
ché non potreste avere volontà,
ma questo senso è in voi paralizzato
sicuramente, perché la follia
non peccherebbe; né il discernimento
fu mai tanto asservito al vaneggiare
da non sapere conservare in sé
un minimo di facoltà di scelta
di fronte ad un sì chiaro paragone.
Qual è stato il demonio
che v'ha presa così a mosca cieca?
Occhi che fossero privi del tatto,
tatto che fosse privo della vista,
orecchi senza mani e senza occhi;
odorato da solo, senza gli altri,
o anche solo una parte malata
d'un solo senso, non avrebbe agito
in un modo così sconsiderato.
O Vergogna, dov'è il tuo rossore!
W. Shakespeare - Amleto
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