L'ammiccante parola di Giobbe al Teatro Ciak: I sette vizi capitali

Maddalena Peluso - 12.05.2007 testo grande testo normale

Tags: Giobbe Covatta, Teatro Ciak, Maddalena Peluso, U3

Grasse risate per il pubblico di Giobbe Covatta, in scena al Teatro Ciak di Milano con Seven, I sette vizi capitali. Battute collaudate e skech di repertorio per sensibilizzare senza disorientare...

Tutto è cominciato con Brad Pitt. Poi anche il Magnum Algida ci ha fatto su un'edizione limitata. E adesso arriva Giobbe Covatta a farci riflettere sui sette peccati capitali, presenti inconsapevolmente in ogni individuo e qui analizzati con il sagace umorismo di un comico ormai “scafato”.
Perché il comico napoletano, dopo averci debuttato nel 1991, ritorna al Teatro Ciak di Milano ormai consacrato palcoscenico degli attori “che veramente sanno far ridere” ,con Seven, uno spettacolo che gli calza a pennello, adattandosi e rispondendo alle aspettative del pubblico. Ed ecco che per l'irriverente e smaliziato Covatta gli applausi scrosciano fragorosi. Così come le risate, iperboliche e inaspettate, singhiozzanti e fastidiose. Tanto da far pensare ad un pubblico narcotizzato, capace di esplodere per un semplice “buuuh” del barbuto strafottente, che, introdotto sulla scena dai simpatici U3, Daniele Cappucci, Ugo Gangheri e Kevin Russel e che l'accompagnano nella bellissima Sette sono i re della Bandabardò.

Inutile dire che gli assensi col capo tra gli spettatori non tardano a farsi sentire. E continuano con la “decantazione” dettagliata e ormai rassegnata dei vizi dell'animo umano, che Covatta confeziona alternando toni sarcastici ad autentico compiacimento.
La lussuria, la gola, l'ira, la superbia, l'avidità, l'invidia, l'accidia sono suggeriti all'ingenuo pubblico da un oggetto, dal salvadanaio alla pistola, tirato fuori da un armadio, unico elemento nella spoglia scena.

Covatta, noto anche per il suo impegno umanitario al fianco dell'AMREF (Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca), non ci pensa due volte a tirare in ballo Prodi, “pinguino nano geneticamente modificato” e Magioglio, “frutto di un esperimento del dottor Freinkestein", Demi Moore e le sue 24 chirurgie plastiche e Freud, che dell'emisfero sessuale del cervello umano non aveva poi capito molto, Superman e quegli orribili mutandoni rossi sopra i pantaloni, Dante che metteva nel canto dell'Inferno solo quelli che non avevano i suo vizi. Fino a dialogare con Dio, come aveva già fatto Massimo Troisi nella Smorfia, criticandolo per gli improvvisi scatti d'ira avuti con quei poverini di Caino e Abele, due giovani che si annoiavano ed avevano trovato rifugio nella droga. E con i suoi ormai collaudati sketch, dal trascurato pene del bancario Erminio Pellecchia, proposto con la Gialappa's alcuni anni fa, al vecchietto che tenta a tutti i costi di rimanere giovane, il pubblico si “sganascia” compiaciuto, quasi inconsapevole di essere preso per i fondelli.
Così la professoressa di latino sghignazza maliziosa al pensiero che “non sono importanti le misure del pene ma usarlo bene. Quando poi scopriamo che i negri lo usano anche bene ci incazziamo” e l'impettito bancario cinquantenne canticchia Madonnina dei dolori di Giorgio Gaber, magistralmente eseguita dalla piccola orchestra degli U3, forse veri protagonisti dello spettacolo. Intanto nei due schermi posti ai lati della scena si alternano le immagini di sensuali attrici, grassi americani e smunti bimbi africani.
Un velocissimo ricordo delle vittime dell'altro 11 settembe, quello del golpe cileno, e Covatta si congeda con una citazione di Edoardo De Filippo. Insomma, lo showman non delude un pubblico ormai rassicurato da una “comicità sociale” comprensibile e paga anche 30 euro per far finta di sconcertarsi e riflettere della banalità dei propri vizi. E il dubbio che tra il pubblico ci fosse almeno uno spettatore che non ammiccasse, presente anche 16 anni fa al suo debutto con l'arguta e genuina Parabole Iperboli appare più che lecito.

Seven,
Teatro Ciak
dal 4 al 13 maggio. Ore 21, via Sangallo 33
euro 28/11, sabato 30/11, più prevendita
Autore: Giobbe Covatta
Regia: Giobbe Covatta,Gianni Cinelli
Compagnia/Produzione: Sosia e Pistoia S.r.l
Cast: Giobbe Covatta, Stefano Sarcinelli, Ugo Gangheri, Daniele Cappucci, Kevin Russell


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